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No. 15718
È un album bellissimo, mi fa cagare il cazzo.
Mi spiego.
Hanno fatto un'operazione lodevole, ovvero hanno chiamato ospiti di indubbio spessore musicale ed indubbio successo, creando un gigantesco tributo ad un sacco di roba (funky e prog in primis, elettronica a seguire) che era finita nel dimenticatoio, ravvivando la memoria (per ala grande massa) di qualcosa che altrimenti sarebbe andato perduto, e di questo devo darne atto.
Però, però.
Il vocoder dopo 2 canzoni diventa imbarazzante, insomma basta dài, avete rotto il cazzo. Non perché non sia usato bene, ma perché non ce n'è bisogno.
O meglio, ce n'è bisogno perché altrimenti (e qui arriva la critica) non è più un disco dei DP.
E qui sta il fatto, questo disco non è un disco dei DP, è un disco fatto interamente dagli ospiti, che giustamente hanno dato il loro meglio per creare arrangiamenti di alta qualità, facendo passare in secondo piano i 2 francesi, che non si capisce quale minimo apporto abbiano dato.
Voglio dire, Human After All aveva delle composizioni di una linearità imbarazzante, loop infiniti, ok, ma cazzo non avevi dubbi che quelli fossero i DP, bastava ascoltare un paio di secondi di qualsiasi pezzo.
In quest'album invece è diverso, è un ottimo disco ma è una grande collaborazione, un disco larghe intese, insomma. Né carne né pesce, un'ottima prova trasparente ma che non lascia nessun segno perché non apporta niente di rilevante al panorama, mentre TUTTI gli album precedenti dei DP sono diventati degli album seminali, con decine di imitatori spuntati un po' ovunque a seguire i dettami che si erano inventati.
Tutto qua.
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