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No. 5945
OP qui. Chili di gratitudine a tutti, non credevo di avere così tante risposte interessanti. Qualcosa conosco, la maggior parte no, ora inizierò ad ascoltare le cose che mi avete consigliato e vi saprò dire.
In ogni caso, puntata numero due del gioco dell'album inesistente, questa volta cambiamo del tutto genere e aumentiamo di brutto la difficoltà
Album 1:
Il capolavoro della maturità. Nel mondo della musica rock i grandi e i grandissimi scrivono i loro capolavori giovani, spesso giovanissimi. Certo, Bob Dylan ha fatto dei grandi dischi lungo tutta la carriera, ma sono le cose che ha scritto prima dei 30 hanno fatto la storia. Lo stesso discorso vale, con qualche distinguo, per Paul Simon, Neil Young, Billy Joel, Lennon, McCartney, Clapton e infiniti altri. Questo album è uno dei pochissimi casi in cui il frutto della mezza età è decisamente superiore alle opere della gioventù. Musica senza tempo? non proprio. Quello che è davvero unico è la freschezza, la facilità con cui vengono raccontati i sogni, i desideri, le sofferenze e le gioie di un'età che viene trattata molto raramente in musica. L'artista non racconta sè stesso ma parla delle persone della sua età, senza inutili nostalgie o falsi patetismi. Un disco generazionale, a suo modo.
Album 2:
Il disamore. Canzoni che descrivono un'inutilità, un senso di vuoto cosmico, una distanza infinita dalla propria generazione. Sopra tutto, il cinismo. Non c'è rabbia, non c'è critica, non c'è foga nichilistica di stampo punk, non c'è voglia di protestare, lottare e di fare gruppo. Non è musica militante, non è parte di un movimento di critica della società, non si rivede in un movimento politico o neppure in una corrente musicale.
L'assoluta solitudine, l'impossibilità di credere in convenzioni sociali come l'amore, l'amicizia ma neppure l'arte, la musica. In uno sforzo stoico, l'artista guarda al mondo e ai suoi mali, li rivede dentro di sè e sente la propria solitudine - non nobile e titanica ma meschina e patetica, derivante dalle proprie manchevolezze. L'unica risposta è il cinismo, l'ironia caustica ma fredda, controllata contro sè stesso prima e tutti gli altri poi. Un lucido sguardo alla parte di noi stessi che ci fa paura guardare.
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