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No. 1111 hide watch expand quickreply [Risposta]
Ovvero scrivere solo l'incipit di una storia. Può essere un paragrafo o una sola frase.
Possibilmente serio, senza cavolate random.
è un ottimo allenamento.
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>> No. 1138
C'era una vol
>> No. 1146
È innegabile che almeno ogni tanto ci sia il bisogno di piangere. Lei sedeva lì, sopra al soffice cuscino sul quale era solita versare le sue dolci lacrime, che rigavano silenziosamente le sue morbide gote.
>> No. 1158
>>1146
Il registro dio merda.
Le cose come quella che hai scritto sono il peggio, il male assoluto.

Non puoi saltare da un registro all'altro così, apri con "è innegabile che" come un trattato filosofico del XVIII secolo poi passi ad una costruzione assolutamente colloquiale ma ci infili parole come "gote" per far vedere che sei colto.
Sei una capra.
>> No. 1159
>>1146
>È innegabile che ogni tanto bisogna di piangere. Lei sedeva lì, sopra al cuscino, versando dolci lacrime che rigavano le sue morbide gote.
>> No. 1161
>>1159
Da merda che puzza a merda.


No. 1135 hide watch expand quickreply [Risposta]
/scr/ propongo una scrittura creativa rispetto la parola "FANGO"
7 post omessi. Clicka Risposta per vederli.
>> No. 1147
>>1141
>>1137
belle tutte e due
>> No. 1154
>>1141
Ma è una lettera al Duce!
>> No. 1155
>>1154
sage
>> No. 1156
>>1154
Oh lol, non l'avevo notato!
e sono pure l'autore cioè
>> No. 1160
>>1155
>>1154
>>1156
TRIPLICE RISATA


No. 658 hide watch expand quickreply [Risposta] [Ultimi 50 post]
Dietro richiesta di un Anon su /mu/ posterò alcuni miei sogni, più o meno arrangiati, come più mi aggrada.

Potete aprofittarne per condividere i vostri sogni (sì anche le vostre aspirazioni) o semplicemente commentare, insomma non è che ci sia molta vita ultimamente su /scr/.
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>> No. 1150
>>658
Poca vita molta Qualità
>> No. 1151
>>1131
allora considera che nel momento in cui parli dei sogni il tuo super io si accorge e finche non abbassa la guardia le tue pulsioni mescherate sottoforma di sogni non verrrano fuori quindi non devi pensare alcun che.
>> No. 1152
stanotte ho sognato nuovamente la fine del mondo. questa volta non era il sole ad esplodere ma la luna; alzo lo sguardo al cielo e la vedo ingigantirsi in due-tre fasi, sino a diventare enorme e a pochi metri sopra la mia testa. alzando un braccio potrei toccarla, penso.

dopo qualche microsecondo subisce il processo inverso e ridiventa minuscola e innocua nel cielo, ma l'aria inizia a vibrare.

ecco la fine, sorrido, mi sveglio.
>> No. 1153
>>1151
Aaah sta zitto Freud!
>> No. 1157
>>1153
LòL


No. 531 hide watch expand quickreply [Risposta]
La finestra si affaccia ad una piccola stradina che porta in centro. Non è particolarmente popolata durante il giorno, ma la notte flussi di giovani scorrono per recarsi nei locali di ritrovo, a bere una birra, a parlare dei propri peccati. Sono un occhio che scruta e che giudica, è quello che faccio tutto il giorno. Non mi annoia, per me è una sorta di passione. La mia condizione, per quanto piacevole, non mi permette di vivere una vita per come la intendete voi. Sono un osservatore indiscreto, un voyeur pronto ad analizzarvi e a giudicarvi, neanche vi immaginate quante storie avrei da raccontarvi se solo avessimo il tempo per farlo.
L'altro giorno un ragazzo si era fermato sotto questa finestra ad aspettare la sua fidanzata. Era in moto, sul poggia oggetti posteriore vi era arrotolata una tenda, ma nessun bagaglio, forse voleva fuggire insieme alla sua compagna verso mete non premeditate, magari per sempre.
"Cristina!! scendi" urlava il giovane senza preoccuparsi delle sue corde vocali. Quel nome non mi era nuovo, Cristina è la figlia del prestinaio sotto casa. Una bella ragazza sui venti anni, bionda e nonostante i luoghi comuni, molto intelligente, quale ambizione è diventare una brava restauratrice di opere d'arte.
"Marco arrivo, dammi qualche minuto!"
Il ragazzo aveva posizionato la moto su un lato della strada con il cavalletto abbassato, e lui era in piedi intento ad accendersi una sigaretta.
Io mi ero affacciato alla finestra, quel ragazzo, quel Marco, avrà avuto una buona capacità d'osservazione; il suo sesto senso si era attivato per renderlo cosciente che qualcuno lo spiava. Un sorriso si fece strada tra le sue guance glabre ed un leggero moto emozionale si era acceso tra i suoi sentimenti già confusi dall'amore. Quel sorriso era diretto a me, una espressione di pace, come solo noi siamo capaci di instillarvi.
Voi vedete noi come dei custodi di misteri insondabili, ma l'unico nostro segreto è la semplicità, cosa che manca a voi. La complessità del vostro modo d'essere ci rende curiosi, e questa curiosità ci elettrizza. Siamo degli scienziati che con distacco vi analizzano, cercando di sondare il vostro livello evolutivo. Una volta eravamo come voi, ma la storia si sà è una ruota che gira e la mia gloriosa civiltà è stata costretta a cedere al passo a questa giovane specie che è l'uomo. Senza rancore, un giorno anche voi uomini capirete.

Cristina uscita di casa, si era messa a correre in direzione di Marco con ancora la brioches in bocca, mentre di fretta carcava di indossare la sua felpina. Era primavera inoltrata ma la giornata minacciava comunque maltempo.
La ragazza goffa a frettolosa si stava quasi strangolando con la brioches, voleva poter dare a tutti i costi il primo bacio della giornata al suo ragazzo, ma il suo esofago non era daccordo.
"Cristina manda giù, non avere fretta" recitava il ragazzo sorridendo, un sorriso che mascherava un certa tristezza, a livelli che voi umani forse non siete ancora in grado di empatizzare.
Due colpi al petto ed una volta sceso il bolo, la ragazza fissò il suo compagno con occhi dolcissimi. Anche lei stava nascondendo qualcosa, lo avevo capito dallo sguardo.
Una briciola di Brioches le era rimasta sulla guancia e lui delicatamente gliela rimosse.
"Crì devi imparare a fare le cose con calma, abbiamo tutto il giorno da dedicarci e poi come si suol dire: la gatta frettolosa ha fatto i gattini orbi".
Che proverbio stupido.
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>> No. 877
La notte era accompagnata dalla pioggia. Le gocce pigolavano sulla pietra davanti al portone di casa, segno che il cielo stava piangendo con me e mia sorella.
Le luci fioche della strada si riflettevano nelle pozzanghere, niente poteva illuminare la terra sotto ai miei piedi. Era la mia coscienza a fare ombra, o il mio soprabito madido d'acqua?
Intorno all'ingresso di casa c'è il buio, la lampada che illumina il portone si è fulminata da una quindicina di giorni, e non ho trovato ne il tempo ne la voglia di cambiarla.
Le chiavi erano ben nascoste nelle tasche, forse temevano che io le potessi stringere in mano, come se potessi contagiarle con la mia disperazione. Forse anche la materia inerte teme la tristezza. Di certo il buio non mi aiutava a cercarle.
All'improvviso, con la coda dell'occhio, scorsi una figura. Era alta all'incirca un metro e sessanta, la stessa altezza di Sarah.

-Henry - Disse l'ombra con voce dolce e gentile

La voce di quell'ombra pareva quella di mia sorella, ma non volevo crederci, lei era stesa sul lettino di ospedale in coma profondo. Non poteva essere lei, No!

-Capisco la tua incredulità, continua a rimanere scettico perfavore- sentenziò l'ombra

Il tono troppo delicato ed innaturale mi convinsero ulteriormente che quella cosa alle mie spalle non poteva essere lei. Ma la curiosità stava prendendo il sopravvento, i miei piedi si muovevano da soli.

-Non ti girare, non devi vedermi. Chi mi guarda in volto muore. Devi sapere che io posso comunicare la morte solo ad una persona specifica, e quella non sei tu.
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>> No. 887
lol, ma /scr/ è vuota?
>> No. 892
>>887
io ci sono. Mi sto appassionando, continua pure.
>> No. 1126
Sbroffo dove sei? non penserai di sparire così?
>> No. 1145
Continua dio cane, continua!


No. 932 hide watch expand quickreply [Risposta] [Ultimi 50 post]
L'idea è questa: posto prima le parti che ho già finito, poi continuo a scrivere e postare gli altri pezzi fino alla fine.
Poi posto la storia completa su /b/.
Ho deciso di fare così in modo da poter ascoltare qualsiasi critica/lamentela sulle parti già scritte, visto che alla fine la storia riguarda Diochan e non mi pare il caso di sbattermi troppo per qualcosa che non riesca bene.

Ringrazio in anticipo chi darà il proprio parere.
52 post omessi. Clicka Risposta per vederli.
>> No. 1123
>>1097
Le descrizioni dei sognatori sono ispirate al thread omonimo o è casuale? (o ha un significato allegorico che ho perso?)
>> No. 1124
>>1123
Comunque, ottimo lavoro come sempre, la descrizione della piramide dei poeti è piuttosto difficile da seguire, ma non saprei come aiutarti.
Tutto il primo paragrafo qui >>1096 prima del dialogo, mi sfugge, la parte tra virgolette è una citazione da qualcosa? Stai parafrasando qualche testo? Ha un senso allegorico che di nuovo non colgo?
>> No. 1125
>>1123
>>1124
>Le descrizioni dei sognatori sono ispirate al thread
Ovviamente si. Ho letto alcuni sogni del sognatore e li ho modificati e riassunti.
>la descrizione della piramide dei poeti è piuttosto difficile da seguire
Questo è uno dei problemi. C'è un grande salto di dettagli che andrebbe reso più scorrevole. Cercherò di fare il possibile, ma non prometto nulla.
>primo paragrafo
Francamente non saprei. O meglio, non ho pensato a nessuna allegoria particolare mentre scrivevo. C'è indubbiamente il tema del mare, ma poi proprio non saprei dire.
Il testo fra virgolette e tutto il paragrafo prima è una semplice introduzione.
Potrebbe essere una parafrasi, ma non so esattamente di cosa.
>> No. 1127
>>1125
Un ultima cosa, le limacce tentacolari che danno colore al mare hanno un significato o sono creature generiche?
Ed il "tu sei più saldo di questi, non ti perderai in sogni" è sempre generico o sottintende qualcosa?
>> No. 1128
>>1127
>it is a mystery
>fantasmino


No. 842 hide watch expand quickreply [Risposta]
"Ah quanta rovina de le genti è in Vanità repressa, e quanta poca virtù traggono i mortali nel lodar se stessi! Mai giunse in questa causa il sacro Diletto: a molti perviene prima del tempo, quando l'ardor delle imprese è ancor sopito, ad altri sovviene tardi quando è ormai consumato: da tempo nessuno brama all'amor pensante e alle giuste glorie. Mai ho visto (e pur son vecchio) volti e sguardi che cercassero nelle infinite soluzioni un singolo problema e con quello il rimestar ogni realtà in nuova, e nuova in vecchia; mai vidi il bianco esser nero ed il nero ogni lacrima d'iride d'arcobaleno. Molte cose devono ancor vedere questi stanchi occhi."
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>> No. 978
"Cosa ebbero a male tanti fegati e opinioni al vorace tarlo abbandonate? Rabbia detiene ormai la somma parte delle favelle, e dei pensieri e delle azioni. Questi sono oggi i maestri delle nostre sorti, loro che per primi persero le proprie al vento e al ruggir di timide frasche- oh, non dovreste adirarvi, mordaci carogne, per chi vi donò un tempo il lontano richiamo alla calma: Potete sentirlo ora? Ne riconoscete le sublimi note? Ormai per voi rimane solo il silenzio. Non sentirete più le dolci parole che vi placarono un tempo, e non vedrete più la luce che tutto sospinge all'etere grande ed i suoi giri vorticosi; non avrete pace ai sensi vostri più sconfitti, e non riconoscerete più i volti cari ed i loro sorrisi. A nulla varranno le vostre grida ed i lamenti; dei vostri torti, fatti e subiti, nessuno avrà memoria. Voi sarete più morti dei morti.
>> No. 980
Ma queste sono citazioni o sono solo ispirate (nel qual caso da chi)?
>> No. 982
>>980
Credo siano ispirate, non so bene da chi però.
le posto man mano che scrivo (sono discorsi dell'abufinziogatto per questo- >>932)
>> No. 1039
Aiutami, fortuna, a riprendere il corso delle mie storie e delle fosche favelle; fai udir il soave tono a noi in basso, e guidaci nelle altrui sorti, sempre mutando nelle ere umane.
Possa la virtù dar luce a questi ornati quanto la luna sul notturno mare calmo, a trarre dall'ombre la giusta luce, e risplendere d'alba sul gran pelago, e stendersi sulle orme degli amori, sul lento borbottio delle cime, sulle aspre rocce che sopportano le maree e gli indomiti gorghi: possa essa specchiarsi di fianco d'un vecchio pescatore; e dal legno costui vedendola rimembrare triste:
"Cara luna; quanto tempo è passato dall'ultimo giorno in cui vidi i tuoi margini sfavillare in queste acque; tu non cambiasti, io si e profondamente. La fuga dei tempi, la salsedine, le funi e le pinne aguzze lasciarono il proprio segno; non ebbero ragione di te le burrascose acque possenti. Già sento che questa sarà la mia ultima pesca. Quanto vorrei tu potessi cader vittima delle mie reti, e dare una ultima gioia alle mie fatiche: giammai sarai mia, e di mirarti solo rimango degno. Una singola cosa ti chiedo, giovane luna- che il tuo radioso circolo si stagli sulle onde infinite, ancora, e ancora, e ancora; e che con te passino le stelle sui grandi monti, fino alle rive, e poi ancora sulle barche sino ai più profondi abissi di buio: illuminate sempre la notte." E con questo prendere il largo e mai tornare.
Possa far questo virtute somma e stemperare la pesante pigrizia, che molte città portò alla rovina, e popoli fieri.
>> No. 1121
Iniziava l'udienza:

"È volere di questa corte che tu esprima le tue idee riguardo a ciò che ben sai." Diceva il torvo giudice.
L'imputato esprimeva.
"Ma tu pensa" faceva il boia, "che caso: io credo l'esatto contrario di ciò che dici."
Il giudice diceva le sue preferenze. Concludeva:
"Dunque non credi che questi siano i migliori statisti, i più grandi politici?"
"No perdio!" sbottava il peccatore.
Allora il boia si metteva dietro al dannato, che se ne stava legato sul patibolo col cappio al collo, in modo che quello non potesse vederlo.
"Eppure hanno fatto grandi cose: lo dicono i fatti."
"Dei vostri fatti me ne infischio! E quali grandi fatti! Sono una sequela di pregiudizi buoni solo per i vecchi sdentati!"
Il giudice si rivolgeva alla folla in basso:
"Ebbene, costui crede di aver trovato il più grande governo. Se è così per davvero, se quello che avete ascoltato da lui è il miglior gruppo di politici di cui abbiate mai sentito parlare, sarete di certo tutti d'accordo. Se quest'uomo ha detto il vero il suo sarà il migliore governo possibile. È così?"

Ogni volta si trovava qualcuno che diceva "no", con tutto il cuore. Lo dicevano sommessamente, o quasi urlando, ma lo dicevano.
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No. 1043 hide watch expand quickreply [Risposta]
Sono sempre l'OP dei due thread blablabla (colgo l'occasione, suggeritemi un nome) e sto per ammorbarvi nuovamente con le mie cagate.


La sua ricerca proseguiva da mesi, ormai. L'aveva cercata ovunque: nei suoni, neglio oggetti, dell'aria che respirava e in ogni altra donnna che aveva incontrato, ma lei non c'era.
Era ovunque, in ogni parte de suo corpo, la sua materia grigia era gonfia del suo viso, ma lei non c'era.
La frenesia dei suoi gesti era indice di quanto la presenza d qualcuno più speciale di lui gli mancasse.
Non ne poteva più.
Corse alla porta, l'aprì. Fare le scale fu un'azione estremamente rapida. La strada gli si avvicinava ad ogni passo da lui compiuto. Quella luce rossa era la sua meta, quella luce rossa, insieme al fascio di luce dei due fari, il cui riflesso rimase impressio nei suoi occhi.
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>> No. 1076
>>1075
Importa eccome. serve ad avvicinare il lettore a ciò che legge.
>> No. 1079
>>1076
un ragazzo ed una ragazza come chiunque altro?
>> No. 1081
>>1076
Più che altro serve a capire che cazzo si sta leggendo, porco due.

Leggendo OP mi sembrava di leggere i miei racconti improvvisati che scrivevo alle medie...
>> No. 1084
>>1081
è improvvisato, infatti.
Cristo, un minimo di elasticità mentale: un ragazzo che sta male per una ragazza. punto.

OH WOW e tutto, ok, ma non ci voleva molto.
>> No. 1107
>>1084
anche se è improvvisato non significa che non puoi espanderlo un po' di più op.


No. 1090 hide watch quickreply [Risposta]
Quello che seguirà l'ho scritto qualche tempo fa, in una facciata di carta bianca, in pieno vaneggio e con 3 jack&cola+2 anima nera+uno shot di jack daniels.



220 Volt. Prendo vita. Per morire ogni tot a cicli regolari. Test.

Luci.RATTLE-RATTLE.Urla-a-caso.wav. Stand-By.

Sono l'attrazione finale di una farsa mezzo horror, mezzo commedia noir di pessimo gusto.

Guardo da spettatore privilegiato una fiera di paese.

Donne.Uomini.Bambini.

Guardo la gente, e la gente guarda me.
Messaggio troppo lungo. Clicka qui per vedere l'intero messaggio. b=scr&t=1090m&p=1090
>> No. 1093
>>1090
Op sei un fottuto futurista/simbolista/ermetista/modernista.
No, non ci ho capito una mazza, ma per queste cose servirebbe una struttura tipo questo: http://www.mirorenzaglia.org/wp-content/uploads/2009/02/marinetti_fondo-magazine.jpg


No. 1086 hide watch quickreply [Risposta]
Così degrada la nostra lingua.

Si parla di registro aulico, colto, medio, colloquiale, familiare, popolare etc. Sappiamo che ci siesprime diversamente parlando a un re o a uno straccivendolo, in un'assemblea o all'osteria, a un superiore o a un compagno di bisbocce; o anche a un vecchio o a un bambino. Cambia la scelta delle parole: sfortunato, scalognato, iellato, sfigato hanno , più o meno ,lo stesso dignificato, ma appartengono a registri diversi. Cambia la sintassi: nel Nord il passato remoto si usa solo nei registri più alti, e l'indicaticotende a sostituire il congiuntivo; "gli" per "a lei" è condannato, ma usato a livello colloquiale; i dilettantismi, che insaporiscono la lingua, sono inopportuni a livelli alti. Chi non sa usare i registri crea situazioni d'imbarazzo, e può persino offendere, quasi ricusassela differenza tra le categorie e le funzioni sociali. Certo, si può far violenza ai registri per polemica o per esibizionismo, ma anche in quel caso occorre conoscerli; non ci sipuò certo appellare allo stile postmoderno, che ha già portato più equivociche chiarmimenti. I giovani sono quelli che sembrano ignorare di più i registri, e con ciò stesso si mettono in condizioni d'inferiorità, perché mostrano di non aver rilevato, nel parlare, che la scelta linguistica denota la loro attitudine a posizionarsi rispetto ai propri simili, e a riconoscere il ruolo o i meriti degli interlocutori. Il rispetto dei registri è uno di quegli atti di cortesia che rendono più scorrevolii rapporti umani . L'individuazione dei registri è particolarmente difficile per gli stranieri, che possono anche parlare benela nostra lingua ma non si accorgono delle stonature prodotte da interferenza tra questi:per esempio usando termini del gergo giovanile in un discorso scientifico. Si dovre dunque essere pazienti quando un "vù cumpra" ci interpella col tu, ma chigl'insegna la lingua dovrebbe farlgli rilevare l'imprecisione, e sopratutto evitare di interpellarlo allo stesso modo, denunciando il proprio senso di superiorità. La nostra classe politica, che in tempi lontani annoverava ottimi parlatori e oratori, tende sempre più ad abbassare il registro, perché pensa di conquistare più facilmente il consenso ponendosi a un livello meno elevato. E' la tentazione, strisicante, del populismo. Naturalmente questo implica il degrado anche delle argomentazioni, perché, ai livelli alti, il linguaggio è molto più ricco e duttile. Le conseguenze sono disastrose: da una parte si finisce per ridurre qualunque dibattito a uno scontro fra slogan contrapposti, dall'altra si favorisce la trasformazione di contrasti d'opinione in alterchi, nei quali le passioni, o i preconcetti, annullano il confronto delle idee.
Purtroppo il pessimo costume di abbandonarsi al turpiloquio (a partire dal "me ne frego" fascista) si sta diffondendo ovunque, molto meno disapprovato dalla diffusione degli anglismi che se non altro non feriscono il buon gusto. Forse si teme che questa disapprovazione sia considerata bacchettoneria; si dovrebbe invece formulare una condanna esclusivamente estetica. Anche qui, molti giovani si mettono alla testa delpeggioramento. Pensiamo all'uso di punteggiature qualunnque discorso con invocazioni al fallo mascile, naturalmente nel registro più basso, il cazzo. un marziano giunto tra noi penserebbe che il fallo isa la nostra divinià, tanto ripetutamente viene nominato dai parlanti. Insomma una vera fallolatria. Ma la celebrazione del fallo viene poi alternata con quella dell'orgnano femminile, o con allusioni ad atti sessuali più o meno riprovati, con auguri agli aversari di subire trattamenti sessuali sgradevoli, e così via. E' vero che la fantasia ormai scarseggia; ma se qualche utente, riscuotendosi da un uso meccanico delle espressioni, badasse al significato letterale delle parole, si accorgerebbe che il suo orizzonte è ormai dominato da organi sessuali maschili e femminili, da scene di stupro e sodomia e simili.
Un po' di varità per favore!
E non dimentichiamo che i cosiddetti attributi, se da un lato desigano vigore e potenza, dall'altro sono sinonimo di stupidità: una molteplicità di significati, là dove la parola non è ancora stata affilata per interpretare il mondo.


Mi fermo qui, perché inizio a prendere un tono sarcastico.

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>> No. 1087 SALVIA!
Bell'articolo sul corriere della sera, op.
>> No. 1088
>>1087
lol
fail
>> No. 1089
>l'indicaticotende
LUNGA VITA AL NUOVO MODO
>> No. 1094 SALVIA!
Non per dire op, ma sei riuscito pure a copiare sbagliando.


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