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No. 2746 hide watch quickreply [Risposta]
Dopo le palpitazioni, a volte, c'è un momento in cui il mio corpo si ferma. Succede dopo il panico, il parossismo, i metri fatti in circolo nella stanza; dopo le ore a scrutare l'orizzonte chiuso dalle mura, cercando una via di fuga come un animale braccato. Il mio corpo si ferma ma prima non sapeva dove stare, sentiva la gogna e l'onta tremenda dell'occupare spazio, dell'esserci semplicemente. E in questo momento galleggio e sento la paura scivolarmi sulle guance e i muscoli disintrecciarsi. Avverto le onde dietro la mia schiena. Gli occhi lacrimano, non più irrigiditi dalla pressione dell'angoscia. Forse è come si sentono i cavalli stramazzati.
Quando succede torna il ricordo di Chiara che mi mantiene la testa e se la mette sulle gambe, gioca con i miei capelli e sorride.
"Gli uccelli si stancano di volare, come gli uomini di camminare". Quando sarà tutto finito spero di sentirmi così.


No. 2744 hide watch quickreply [Risposta]
Ciao a tutti. Scrivervi parte da un'irrequieta voglia di condividere qualcosa con voi(ci tengo a precisare che con "voi" non intendo voi che navigate in questo sito, piuttosto "voi" tutti che leggete questo messaggio) e Diochan, in quanto garantisce l'anonimato di chi scrive, mi è sembrato il sito più funzionale per condividere pensieri di questo tipo. Il bisogno dell'anonimato nasce dal non voler associare queste parole a qualcuno o a qualcosa, ma piuttosto a "nessuno", un nessuno che può essere chiunque: puoi essere tu, può essere lui, possono essere tutti ma soprattutto può essere qualsiasi cosa tu possa concepire, anche qualcosa che non esiste, qualcosa che non c'è, ma nello stesso momento in cui tu la pensi nasce, ed esiste. Ero indeciso sul dove condividere il mio pensiero (ero indeciso anche sul se condividerlo, ma la voglia è troppo forte e non ce l'ho fatta), non sapevo se fosse più adatto questo sito o qualche altro. Poi ho scelto questo. Ho scelto questo perché qui vedo vita, vedo riflessioni, vedo critiche, insulti, immagini porno, immagini schifose, insomma vedo di tutto un pò, ed è proprio di questo che ho bisogno. Lasciando perdere tutto ciò, ora passiamo al dunque. Il motivo per cui ti sto scrivendo deriva dal fatto che penso di aver capito qualcosa, ma ancora non so cosa. Ho visto, toccato, assaporato, pensato una dimensione che ancora non riesco a descrivere, penso che sia un qualcosa di indescrivibile qualsiasi sia lingua con cui te ne possano parlare. Dirai tu: "E a me che cazzo me ne frega a me?" -cit. Lo so. Non so neanche io sinceramente perché ve ne parlo. Ma vi posso dire che è come quando vieni a conoscenza di una cosa allucinante e hai bisogno di condividerla, perché sei troppo eccitato per trattenerti. Come vi dicevo non è una dimensione vivibile con la descrizione scritta della stessa, piuttosto è vivibile unicamente vivendola, e ciò parte dalla nostra soggettività; non puoi concepire o comprendere a pieno ciò che deriva da un'altra persona che non sia te. Ognuno è se stesso, è per questo ci si può solamente limitare ad osservare. La parola più appropriata per definire questa mia sensazione è CONSAPEVOLEZZA. Non so perché l'ho scritta a lettere maiuscole. Mi sa di qualcosa di importante. Comunque per consapevolezza intendo un "essere consapevoli" che riguarda il sapere di essere qui, in questo preciso istante, lo stesso istante in cui io sto scrivendo e tu stai leggendo; due fatti temporalmente sconnessi, che per il tempo in cui tu impiegherai a leggere queste parole, avverranno esattamente contemporaneamente. Esatto, molla le concezioni di tempo e spazio che i Fisici ti hanno fornito, solo per quest'attimo (Attenzione: non sto dicendo di screditarle o quant'altro, sto semplicemente dicendo di non "prenderle troppo seriamente", sii consapevole del fatto che esistono, ma non far in modo che questo condizioni la TUA visione delle cose). Leggi questo messaggio in maniera consapevole, cioè leggilo pensando che adesso sei qui e lo stai leggendo, e non al fatto che potrebbe essere una perdita di tempo farlo o quant'altro, poi se pensi che lo sia molla tutto e ciao, chi sono IO per dirti che tu devi fare una cosa. Tutto questo discorso per farti capire che se fai una cosa, senza avere pregiudizi su di essa ti stai unicamente limitando ad osservare, una cosa che in pochi sanno fare, per lo meno IO ancora non ci riesco, sono troppo ubriaco di pregiudizi e ne sono consapevole, l'ho osservato, cioè ho osservato che penso di sapere troppe cose su tutto ciò che mi circonda ma in realtà non so niente. Un niente che equivale a tutto: Quante cose possono essere niente e quante cose possono essere tutto? Infinite. Ed è qui il succo del discorso. Smetti di pensare per un attimo, sii semplicemente quello che sei un osservatore. I tuoi occhi sono come finestre, come un buco della serratura. Vedi, sì, ma non vedi tutto ciò che è, come realmente è. Ne vedi solamente una minima parte. Vivi esattamente l'attimo che stai vivendo e smettila di dar credito ai pensieri che vagano nella tua mente, osservandoli, razionalizzandoli e capendoli. Ora mi è passata la voglia di scrivere, appena mi riverrà lo rifarò. A presto, forse.

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>> No. 2745
Se siamo tutti osservatori:chi cazzo fa le cose?.
Poi mi vien solo dire:falso Nichilismo caratterizzato da una scarsa logica.


No. 2743 hide watch quickreply [Risposta]


No. 2737 hide watch quickreply [Risposta]
Stay tuned
>> No. 2738
sono tutto tuned per te oppì
>> No. 2741
Cosa significa cringe esattamente?
>> No. 2742
>>2741
la sensazione che hai quando guardi una persona imbarazzarsi da sola.
>anon su diochan


No. 2630 hide watch expand quickreply [Risposta]
Ho pensato di proporre un gioco di haiku.
vediamo cosa esce fuori.
ci si può dare un genere di base o lasciar scorrere le parole.

haiku è un tipo di poesia giapponese simile a una “pittura con le parole”. Ha uno schema di 5+7+5 sillabe ed è molto amata e praticata da tutti i giapponesi. E anche da molti non giapponesi, in effetti.

alcune mie preferite :

senza far rumore,
nella pianta di risso
s'insinua il bruco

Hattori Ransetsu

il tetto si è bruciato:
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16 posts omessi. Clicka Risposta per vederli.
>> No. 2712
La borra calda,
nel mattino azzurro
esticazzi, no?

Si vabbeh ciao
sei meglio te oh
dai va bene

Io ho cercato di rispettare almeno la forma metrica
>> No. 2714
>>2713

Ma schiuma fa dittongo?
>> No. 2722
Il tuo culo
mio porto sicuro
nella tempesta
>> No. 2739
cicicci coccò
due civette
porcoddio lol
>> No. 2740
abbiamo cinque
eccone altre sette,
questo è un hai-


No. 2689 hide watch expand quickreply [Risposta]
Ma quanto fa cagare /scr/?
Una cazzo di board egocentrica, EGOCENTRICA, dove postiamo tutte nostre storie e basta, il resto son fantasmi.
Un po' di discussione, che ne dite?
Discutiamo di più, aiutiamoci, miglioriamoci.
Voglio cominciare io dai.
Cosa significa trama?
Cos'è una buona trama?
Molti credono che una bella trama sia il colpo di scena finale strafigo.
È veramente questo?
Non preferite una successione di eventi che porta in avanti la storia e, soprattutto, che cattura il lettore?
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>> No. 2705
>>2696
Sarà un luogo comune, ma alla realtà ci va MOLTO vicino.
Tanto si farebbe prima a prendere la parte /lit/ di /litness/ e portarla qui. Almeno ci sarebbe un po' di coerenza e varietà.
>> No. 2707
>>2705
>unire /scr e /lit
Bellissimo, darebbe vita a una board carina, interessante e popolata.
>> No. 2708
>>2707
ODDIO

/scr/ dà segni di vita!

Abbattetela prima che soffra troppo.
>> No. 2730
Una buona trama deve avere tutto quello che è necessario per rendere interessante un libro o un film: personaggi con ideali, ben caratterizzati, trama originale ma non surreale e, ovviamente, un finale coi fiocchi.
Per avere un capolavoro, miscelare il tutto in modo omogeneo
>> No. 2736
Discutiamo sul fatto che la maggior parte dei racconti che vengono pubblicati su internet sono porno, erotici o comunque scritto a scopo di libido?
Una parte minore ha pretese politico-filosofiche narcisistiche.
Io ammetto di aver scritto in entrambi questi modi.
Discutiamo anche di come farsi leggere su internet sia difficile. Tutti scrivono qualcosa, pochi la leggono.
Diversamente potremmo scoprire che esistono storie espresse unicamente a parole che sono allo stesso livello di una buona serie tv.
Io sono uno di quelli che le storie su internet le pubblica ma raramente legge quelle degli altri, anche perché non riesco piu' a leggere narrativa con interesse da anni.


No. 2728 hide watch quickreply [Risposta]
Buonasera, ragazzi. Volevo chiedervi un consiglio su una storia che sto creando.
Essa ha per protagonista un ragazzo che decide di iscriversi nella Facoltà di Lettere e ne passa di tutti i colori. Questo è l'incipit della storia, quindi, ovviamente, è ancora incompleto.
Spero vi possa piacere e buona lettura


"Avanti, ragazzo mio, è il tuo momento. Scegli."

Osservo una figura piuttosto anziana: negli occhi ripone grande speranza e determinazione. Sposto il mio sguardo: uno schermo bianco che riporta alcune informazioni e direttive.

Università di Chetone

Studente: Luciano Leone

Potenzialità: Non ancora iscritto

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>> No. 2729
Ti rendi conto?"

"Andiamo, Ratio, che sei pesante" risponde un'altra vocina "perlomeno è stato in grado di scegliere ciò che vuole fare sul serio."

"Non è stata affatto una buona scelta, sappilo."

Mi levo i pantaloncini che ho addosso e mi butto nel letto, intromettendomi nella discussione mentale:"Ci ho riflettuto ampiamente, lo avete visto chiaramente."

"Ciò non toglie che ti sei strozzato con le tue stesse mani."

"Che c'è? La preoccupazione di trovare all'istante un lavoro?"

"Esattamente. E la necessità di creare la propria indipendenza economica.

"Si troverà comunque una soluzione, stai super SERENO."
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>> No. 2735
Mi piace lo stile di scrittura ma la storia mi sembra manchi di mordente, sicuramente sono un cagacazzi paranoico io, ma non sento il bisogno di leggere altre storie sui tormenti interni di un giovane alle prese con le sfide del mercato globale.
A meno che questo capitolo serva solo a introdurre il protagonista dandocene grosso modo una prima impressione, nel qual caso lo immagino come uno che si specchia troppo in sé stesso.
Ripeto, non voglio cagare il cazzo, è una critica all'argomento della storia che però giustamente lo devi scegliere tu.


No. 2732 hide watch quickreply [Risposta]
GIALLO MODERNO
by Christopher Robin

Scena 1

Nella camera d'albergo Michela è furiosa. La scena è quella di una gita scolastica, un albergo da poco, la carta da parati che si stacca e le maniglie che scricchiolano.
Michela è una bella ragazza magra, dai capelli neri e le labbra sottili, il naso tempestato di lentiggini e gli occhi orientaleggianti.
Si dice che certe ragazze diventano bellissime quando si arrabbiano, e in questo momento Michela deve apparire bella come mai è apparsa prima.
"Chi è stato? Chi cazzo è stato?" urla, dirigendosi verso la porta.
Le amiche la braccano immediatamente, impedendoglielo. Michela è di corporatura esile, ma anche in tre fanno fatica a fermarla; deve intervenire anche un ragazzo, l'unico maschio presente nella camera in quel momento.
"Miky, calmati!" le dice lui con fare severo, ma nemmeno il suo intervento sembra essere efficace.
"Samuel, dove cazzo hai la forza?" lo prende in giro Irina, la studentessa di origine africana che sta seduta in un angolo, succhiando avidamente una stecca di liquirizia in preda alla fame chimica.
"Eh provaci tu a fermarla, questa pazza!" si lamenta Samuel arrossendo, e in quel mentre gli arriva una manata in faccia e si accascia.
Michela approfitta della sorpresa delle compagne per sgusciare via e gettarsi nel corridoio, dove ricomincia la sceneggiata.
"Chi è stato?" grida a squarciagola, bussando a tutte le porte, incurante del fatto che dentro ci siano i suoi compagni di classe o ignari villeggianti, se non addirittura professori.
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>> No. 2733
LA GIGANTESSA MONICA

La gigantessa Monica è alta un metro e ottantacinque, è robusta, abbronzata, ha dei capelli neri e selvaggi e non esiste una taglia di reggiseno che possa comprendere le sue enormi tette. Non è stata ancora inventata e comunque non importa: perché il suo seno, pur grosso, sta su benissimo da solo. E in seconda battuta perché lei non porta mai biancheria intima.
Ma questo fatto non è stato ancora confermato da nessuno studente maschio. E' solo la voce che circola dalle compagne di classe, che hanno constatato questa cosa negli spogliatoi.
(Prendere nota: è il caso di verificare di persona la questione)
La gigantessa Monica trattiene Michela con tutte le sue forze, che non sono poche. Ogni volta che Michela si agita tra le sue braccia, Monica stringe la presa un po' più forte; quando urla, la spreme come un limone fino a trasformare le grida isteriche in grida di dolore.
Per tutto il tempo, Monica guarda la compagna con un sorriso divertito e un po' ebete; non si capisce se sia un po' toccata nel cervello, o sotto l'effetto di qualche stupefacente. O magari...


ENTRI LA GIURIA

Samuel apre la fila. E' un bel ragazzo dall'aspetto un po' sciatto, fisico robusto e carattere deciso, un poco introverso; non lo direste mai che sia omosessuale.
Dietro di lui Adele, la giovane professoressa dai capelli sfatti che si era affacciata poco fa per vedere cosa stava succedendo. E' ancora in vestaglia, è ancora sfatta, ma si è messa gli occhiali. Entra tenendo le mani sui fianchi di Samuel, come in una sorta di strano trenino alunni-professori.
Chiude la fila il professor Delta.
Il professor Delta è un caso a parte. E' alto, talmente alto che per entrare nella stanza deve chinarsi leggermente; alle quattro di notte indossa gli stessi vestiti che indossa solitamente in classe: scarpe in pelle, pantaloni arancioni da commercialista, camicia e doppiopetto, con un paio di occhiali a montatura sottile come ciliegina sulla torta.
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>> No. 2734
IL MISTERO SI INFITTISCE?

Samuel ritorna dalla stanza di fianco giusto in tempo per vedere il professor Delta sfilarsi i boxer e sfatare un tabù: è proprio vero, il suo pisello è lungo 32 cm. (o almeno così pare ad occhio e croce). Ora resta solo da capire come facessero quelle studentesse a saperlo.
Comunque, ora non è importante.
"Che diavolo succede qui?" esclama Samuel, e ora la sua voce lascia intravedere un filo della sua vera natura.
"Entra e chiudi la porta, per favore" replica il professore, e Samuel fa come dice.
Torna a sedersi sulla sedia guardandosi attorno con fare circospetto, ma magari è solo per evitare di far cadere lo sguardo su quel pene enorme, cosa che gli farebbe fare la figura della checca.
Il resto della stanza invece, tutti gli sguardi sono fissi su quel coso.
"Allora, Michela? Penso che ti saresti svegliata, se avessi infilato questo nel tuo fragile e vergine corpicino, no?"
"Io... credo di si..." dice Michela, smarrita.
"Allora posso rivestirmi" dice il professore facendo per raccogliere i vestiti, ma la collega Adele lo interrompe.
"No! Professore, di lei si dice da sempre che abbia una grande verga, e oggi abbiamo potuto constatarlo, ma si dice anche altro. Alcune studentesse, le stesse che hanno descritto così accuratamente le sue pachidermiche misure, hanno anche detto che nonostante le dimensioni, lei sia delicato come uno schermidore, quando usa la sua sciabola."
ll professor Delta guarda la collega spazientito, sembra sul punto di prenderla e scagliarla giù dalla finestra per poi andarsene a dormire così, con indosso solo camicia e calzini.
"Vediamola in azione. Ci dimostri che non è stato lei!"
"Andiamo, tutto questo è veramente assurdo" sbotta Samuel, e il professor Delta lo indica e annuisce.
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No. 2727 hide watch quickreply [Risposta]
Che ne pensate di questo brano?

>> "Quelle lacrime portavano caldi rivoli di ombretto e mascara fino ai capelli.
Il suo vestito non era l’unica cosa ad essersi rotta quella sera, qualcosa dentro di lei si era spezzato in una maniera che non aveva contemplato nelle sue opzioni.
Niente di quello che era successo ne faceva parte. Era sconvolta dai suoi singhiozzi quanto dalla realtà dei fatti: l’illusione si era smorzata in un secondo, e tutte le sue convinzioni l’avevano abbandonata di colpo. Era tutto finto. Era tutto finito. O meglio, non era mai esistito se non nel suo castello di carte, dove quel giovane Fante continuava a fare la sua comparsa senza mai chiarire che non aveva intenzione di giocare al suo stesso gioco. O forse l’aveva comunicato, ma la Regina era troppo presa dal suo regno e dalla sua foga per far caso alla realtà. E la realtà era appena passata dal pesca delle sue guance e il turchese dei suoi occhi, al nero del trucco colato sul cuscino e al grigio di come immaginava il suo futuro prossimo.
Stava facendo ragionamenti che non osava nemmeno nominare. Forse avrebbe dovuto dormire, fingere che fosse l’ennesimo incubo. Ma i suoi occhi erano un mare in piena e la sua mente era diventata una spiaggia ormai deserta, popolata solo da quei pochi pensieri ribelli che osavano sfidare la sorte perché troppo folli per temere una morte precoce.
Il cellulare si illumina nel buio della stanza.
“Se davvero ti avesse voluta ti avrebbe presa”. Sua sorella cercava con tatto di farle capire che si trattava dell’ennesima storia dove lei combatteva più dell’altro, come era sempre stato, dall’adolescenza a questa parte.
“Tu non capisci. Lui…” E anche solo cercare di riesumare certi momenti la faceva scoppiare a piangere di nuovo, esaurendo ogni possibile liquido ingerito quella sera.
Avrebbe voluto cancellare quella serata. Quella settimana. O meglio, quell’intero periodo. Avrebbe voluto tornare a quando quel professore di mezz’età dalla barba rossiccia le aveva proposto il ruolo di sua assistente e lei aveva detto di sì. Sì per la carriera, sì per scollarsi di dosso i suoi genitori, sì perché era arrivato il momento di mettere in sesto la sua vita.
Ma non aveva sistemato nulla. Aveva messo in dubbio tutto ed era rimasta con niente."

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>> No. 2731
Interessante. Di sicuro, parecchio interessante


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