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No. 2727 hide watch quickreply [Risposta]
Che ne pensate di questo brano?

>> "Quelle lacrime portavano caldi rivoli di ombretto e mascara fino ai capelli.
Il suo vestito non era l’unica cosa ad essersi rotta quella sera, qualcosa dentro di lei si era spezzato in una maniera che non aveva contemplato nelle sue opzioni.
Niente di quello che era successo ne faceva parte. Era sconvolta dai suoi singhiozzi quanto dalla realtà dei fatti: l’illusione si era smorzata in un secondo, e tutte le sue convinzioni l’avevano abbandonata di colpo. Era tutto finto. Era tutto finito. O meglio, non era mai esistito se non nel suo castello di carte, dove quel giovane Fante continuava a fare la sua comparsa senza mai chiarire che non aveva intenzione di giocare al suo stesso gioco. O forse l’aveva comunicato, ma la Regina era troppo presa dal suo regno e dalla sua foga per far caso alla realtà. E la realtà era appena passata dal pesca delle sue guance e il turchese dei suoi occhi, al nero del trucco colato sul cuscino e al grigio di come immaginava il suo futuro prossimo.
Stava facendo ragionamenti che non osava nemmeno nominare. Forse avrebbe dovuto dormire, fingere che fosse l’ennesimo incubo. Ma i suoi occhi erano un mare in piena e la sua mente era diventata una spiaggia ormai deserta, popolata solo da quei pochi pensieri ribelli che osavano sfidare la sorte perché troppo folli per temere una morte precoce.
Il cellulare si illumina nel buio della stanza.
“Se davvero ti avesse voluta ti avrebbe presa”. Sua sorella cercava con tatto di farle capire che si trattava dell’ennesima storia dove lei combatteva più dell’altro, come era sempre stato, dall’adolescenza a questa parte.
“Tu non capisci. Lui…” E anche solo cercare di riesumare certi momenti la faceva scoppiare a piangere di nuovo, esaurendo ogni possibile liquido ingerito quella sera.
Avrebbe voluto cancellare quella serata. Quella settimana. O meglio, quell’intero periodo. Avrebbe voluto tornare a quando quel professore di mezz’età dalla barba rossiccia le aveva proposto il ruolo di sua assistente e lei aveva detto di sì. Sì per la carriera, sì per scollarsi di dosso i suoi genitori, sì perché era arrivato il momento di mettere in sesto la sua vita.
Ma non aveva sistemato nulla. Aveva messo in dubbio tutto ed era rimasta con niente."

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No. 2726 hide watch quickreply [Risposta]
Merita?


No. 2724 hide watch quickreply [Risposta]
Ho trovato questo blog di narrativa, l'autore pubblica una pagina al giorno della sua storia... per ora non è male ma è appena iniziato.

http://www.borderlife.it/
>> No. 2725
Hai fatto _davvero_ il giro di tutte le community italiane per dire di aver "scoperto" quel sito.

E te la prendi *davvero* tanto a male quando ti dicono che sembra scritto come il diario di un adolescente, per essere qualcuno che l'ha scoperto e non l'autore.


No. 2046 hide watch expand quickreply [Risposta]
Giù in città c'è un club molto esclusivo. C'è quasi in tutte le città, ma bisogna sapere dove cercare.
Se riesci a trovarlo, non t'illudere di essere già a un buon punto. Nonostante sia difficile.
A vederlo, di solito, è una bettola. Passa del tutto inosservato; una porticina di legno scuro, rettangolare, squadrata, pulita, in vicoli che puliti non sono. Un occhio attento nota subito il contrasto, ma non pensare che sia così facile. Bisogna farci un po' d'allenamento.
La cosa veramente strana è che si tratta di un club di appassionati di filosofia. Se la filosofia non ti interessa, puoi anche smettere di leggere queste istruzioni. Non è roba per te. Devi avere una visione d'insieme, capisci. Poesia, arte.
E così all'esterno, dicevo, c'è questa porticina. Fuori, sul muro, c'è sempre una locandina, un'immagine con quattro scritte, che dice quale sarà l'argomento della serata. In realtà è del tutto irrilevante, la cambiano ogni settimana.
Entri, e ti trovi in questa mostra d'arte. Uno stanzone ben illuminato, i quadri alle pareti, persone immobili in giacca e cravatta con le mani dietro la schiena. Qualcuno cammina da un'opera all'altra. Se vedi un giovane con la faccia confusa, è lì lì per uscire. Anche tu dovresti essere confuso a questo punto. Nessuno sta parlando, niente dibattito, niente di quello che ci si aspetterebbe di trovare in un club di filosofia. La maggior parte dei nuovi a questo punto esce, non essendo interessata, o pensando di aver sbagliato qualcosa. O che chi ha messo la locandina abbia sbagliato qualcosa, o il loro informatore. L'informatore è quello che ti parla del posto. Chi lo trova da solo di solito esce subito. Nessuno sa come abbiano fatto i primi, nessuno sa quando o da chi sia partito tutto.
Non importa, dicevo, se però vuoi andare fino in fondo tu devi rimanere lì. Fare finta che sia tutto ok. Ti guardi intorno, e inizi a cercare un'opera. Non c'è un criterio, purtroppo. Dev'essere l'opera della serata. A volte è quella nell'angolino buio a cui non bada nessuno, altre è quella al centro con tutta la gente immobile intorno, in piedi. Dipende da quanto sono buoni i guardiani quella sera.

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>> No. 2188
>>2187
Mi sembra uguale a prima.
>> No. 2189
>>2188
Sì, ho solo corretto qualcosina. A livello di contenuto il finale rimane quello, ora sto scrivendo altri due romanzi brevi che spero di postarvi appena possibile.
>> No. 2350 SALVIA!
Perché è tornato su?
>> No. 2717
9/10
>> No. 2723
>>2047
ho un' enorme fantasia, amo il pensiero, la ragione, agire col cuore e non con la mente che perseguendo la sua felicità è diventato lo zimbello per tutti (o almeno crede di esserlo) con una storia da raccontare che con un suo mentore sconfiggerà le insidie della giungla piena di iene lupi e sogliole con pungiglioni mortali(è così che amo chiamarli) pronti a sbranarsi gli uni con gli altri per soddisfare il proprio ego. MA è QUANDO IL LUPO INCONTRA LA PECORA DI ANIMA BUONA CHE HA VISSUTO CON LORO CHE ACCADE L'INSPIEGABILE
Ti chiedo di guidarmi; questo è il trailer della mia vita e per quanto possa sembrare finzione è come vivo e la vivo .
Se ne hai la possibilità e la volontà mi piacerebbe poter parlare con te ho molte domande sul mio modo di vedere il Mondo e so che insieme potremmo darne una risposta


No. 2630 hide watch expand quickreply [Risposta]
Ho pensato di proporre un gioco di haiku.
vediamo cosa esce fuori.
ci si può dare un genere di base o lasciar scorrere le parole.

haiku è un tipo di poesia giapponese simile a una “pittura con le parole”. Ha uno schema di 5+7+5 sillabe ed è molto amata e praticata da tutti i giapponesi. E anche da molti non giapponesi, in effetti.

alcune mie preferite :

senza far rumore,
nella pianta di risso
s'insinua il bruco

Hattori Ransetsu

il tetto si è bruciato:
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>> No. 2702
Ma quali droghe?
io ci vado a nozze
ma conad è maschile o femminile?
>> No. 2704
Nel sol di maggio
assaggio il mio pene
sa di Ech Ai Vì
>> No. 2712
La borra calda,
nel mattino azzurro
esticazzi, no?

Si vabbeh ciao
sei meglio te oh
dai va bene

Io ho cercato di rispettare almeno la forma metrica
>> No. 2714
>>2713

Ma schiuma fa dittongo?
>> No. 2722
Il tuo culo
mio porto sicuro
nella tempesta


No. 2721 hide watch quickreply [Risposta]
La prima volta scappavo piangendo fuori dalla scuola. C'è sempre stato chi non voleva che la mia vita scorresse in pace e sempre ci sarà. Mi inseguivano per il gusto di farlo, compiacendosi a vicenda, per rendere le loro vite significanti in qualche modo, forse. Non ricordo nemmeno quale fosse il motivo che mi spingeva a correre, tanto le avrei prese comunque, prima o poi, ma quel giorno era diverso. Non piangevo soltanto per le cose brutte in cui la vita mi cacciava, piangevo anche per la delusione e soprattutto per la rabbia. Sta di fatto che la mia corsa si interruppe bruscamente quando imbucai un vicolo cieco. Ricordo che davanti a me c'era una recinzione, non troppo alta, non impossibile da scavalcare, ma ricordo anche che non pensai nemmeno una volta di superarla. Improvvisamente non avevo la minima voglia di rischiare di graffiarmi con il filo spinato malconcio posto in cima, di cadere dall'altro lato e sbucciarmi il ginocchio. Non avevo assolutamente nessuna volontà di rovinare la mia maglia impigliandomi nella rete rimanendoci appeso, mentre quei ritardati ridevano di me. Sì, quei ritardati. Improvvisamente la tristezza mi abbandonò. Lì, davanti a quella recinzione la paura se ne andò completamente, non so perché ma mi voltai con le guance ancora umide ma con lo sguardo sicuro. Quando arrivarono pochi secondi dopo dietro di me si misero a ridere, come sempre e piano piano si avvicinavano. Pregustavano il dolore che volevano iniettarmi nel corpo, la stessa cosa ma in un posto diverso. Con quello sguardo sorridente e imbambolato caratteristico dei minorati mentali, il leader degli imbecilli mi veniva incontro. Forse pensava come assestare il primo colpo. Magari un bel pugno sotto le costole per togliermi il fiato, o forse un bel diritto su un occhio. Beh no, non quel giorno. Da quando quella recinzione mi si era parata davanti il mio cervello aveva deciso che sarei stato io a divertirmi questa volta, ma questo lui non poteva saperlo. Si avvicinava sicuro di sé in un atteggiamento tipico di chi non ha quasi mai capito nulla. Un passo a destra, uno a sinistra, forse non sapeva da che lato colpirmi per primo o forse era solo disorientato nel vedermi fermo, immobile. Ancora un passo nella mia direzione, due, tre. I nostri volti sono ormai a un metro di distanza e fu al quarto passo che scattai. Non fece in tempo a riappoggiare il piede che il mio pugno chiuso lo colpiva con violenza tra il naso ed il mento, dritto nei denti. Caricai velocemente il braccio e non fece in tempo a difendersi in nessun modo. Ricordo la strana sensazione nel colpirlo, nel sentire il mio anello rompergli il canino, nel vederlo indietreggiare con le mani a coprirsi la bocca. Ma non era quello il momento di esitare, pensai, e prima ancora che quell'animale riprendesse coraggio gliene arrivai un altro. Questa volta lo colpii sullo zigomo sinistro, dove le sue mani non arrivavano a coprirsi il volto. Cadde a terra, sanguinava, iniziò a piangere. Se ne stava per terra a fare quello che avrei dovuto fare io, frignava e sanguinava, sanguinava e frignava. Forse quello era il momento in cui le persone incominciano a sentirsi in colpa, a pensare di avere esagerato, so solo che così non fu per me. Il giorno dopo il sole non c'era più ma io mi sentivo bene, non potente, non importante, semplicemente bene. I suoi amichetti con più anni che neuroni dietro di lui intanto se ne corrono via ed io volevo ad ogni costo continuare ad usare il dolore come metodo di insegnamento. Faccio qualche passo avanti e gli tiro un bel calcio. La punta della mia scarpa che lo colpisce proprio sotto lo sterno. Sento che gli manca il fiato, smette di piangere, fa silenzio per qualche secondo mentre cerca di ritrovare il respiro. Annaspa, allarga gli occhi, spalanca la bocca e fa silenzio. Io non riesco a trattenere un sorriso mentre le sue mani cercano con forza di aggrapparsi al terreno. Il giorno dopo il sole non c'era più ma io stavo bene, lui ritrova l'ossigeno e ricomincia a singhizzare, più forte di prima. Guardo la terra sporca di sangue, mi volto, guardo la recinzione, la recinzione mi guarda, me ne vado.

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No. 2720 hide watch quickreply [Risposta]
Vorrei condividere con voi una delle mie "creepypasta" preferite, per poi sentire le vostre opinioni. Aspetto qualche eventuale partecipazione, poi esporrò anch'io i miei dubbi/incomprensioni.
http://it.creepypasta.wikia.com/wiki/Passi

(È un po' lunghetta, ci metterete un paio d'ore per leggerla tutta)


No. 2703 hide watch quickreply [Risposta]
Mi piacerebbe sapere cosa passa nella mente di una cavia da laboratorio rinchiusa in un qualunque scantinato in una piccola gabbia ripiena dei suoi stessi escrementi. Mi piacerebbe conoscere i suoi pensieri alle quattro di notte, i suoi movimenti. Tutto sembra come uno di quei crudeli giochi in cui uno spaventato coniglio viene scaravenato a terra tra una folla di ignoranti individui che urlano e schiamazzano invocando fortuna. Uno di quei giochi in cui l'animale deve scegliere in quale cuccia rintanarsi, a quale viziata bambinetta far vincere un pesce rosso. Solo che il coniglio sono loro.
E ancora quell'odiosa signora in TV che ci guarda male, che ci sbraita contro i suoi consigli per gli acquisti, che si rinfaccia i nostri investimenti falliti. E poi ancora, da un'altro canale. Questa volta siamo stati imprudenti con il cambio di stagione. Troppi pochi cappotti venduti nel mese di settembre.
E il meteo, che ci vieta di uscire per il maltempo e che ci esorta a spassarcela quando viene il beltempo. Vorrei vederlo un giorno di questi, quell'impasticcato del conduttore, dire una frase tipo "Oggi è una di quelle giornate in cui le nuvole sembrano tutte dei grandi capodogli arenati". Sarebbe spassoso, molto più di tutto quello che si potrebbe fare con il beltempo. E invece no, se ne non so scrivere sempre lì tutto imbronciato con i più moderni suggerimenti per gli anziani. "Non uscire di casa" dice, "la temperatura è troppo alta per chi non è più giovane" dice. Previsioni meteo che pubblicizzano indumenti invernali. Previsioni meteo, tra uno spazio pubblicitario ed un altro, che pubblicizza farmaci per la pressione. Se ne stanno tutti lì, con grandi e fatiscenti cartelloni ad aspettare il loro momento. Ad aspettare che finalmente qualcuno gli faccia vincere il loro stramaledettissimo pesce rosso. Ci odiano, ci odiano tutti. Siamo quel coniglio dalle pupille dilatate, in una bellissima giornata di primavera senza capodogli nel cielo, spaventati a morte. Percepiamo l'umidità dell'erba sotto i nostri piedi mentre non riusciamo a muoverci, mentre il nostro corpo è attraversato da spasmi muscolari e tic nervosi. Tendiamo le orecchie e scappiamo via, nella nostra tana, a defecare suoi nostri stessi piedi. Ma eccoli, eccoli ancora. Eccoli mentre ci allertano di un nuovo virus intestinale. Sotto i riflettori, uno dei miei cocainomani preferiti che dice "State bene? Non c'è problema, presto vomiterete tutto quello che avete appena mangiato". E la vedi, la osservi la gente fuori dalla finestra, mentre corre alla farmacia più vicina, mentre corre impaurita al rifiugio più vicino, per defecarsi sui piedi.
"Oggi è una di quelle giornate in cui il sole sembra un enorme uovo al tegamino, uscite a spassarvela con gli amici, uscite a vivere le vostre vite, ma attenti a non vomitare tutto." mi sembra che dica.
E ancora e ancora. Non ci si ferma più. Basta cambiare canale, basta girare lo sguardo per accorgersi di aver sbagliato scarpe. E gli incidenti in autostrada, gli incidenti sul lavoro, notizie agghiaccianti, terribili. Giocano con la paura, la distribuiscono un po' per uno, come le insegnanti all'asilo.
Omicidi, attentati. Gente morta per strada, gente morta al parco, gente morta in ufficio. Non importa, l'importante è che sia morta. L'importante è che la notizia incuti timore. L'importante è che tu scelga la strada giusta, la direzione opportuna. "Era una persona solare" dicono, "stava andando a prendere suo figlio a scuola quando.." dicono. Ricercano i dettagli cruenti, le emozioni forti. Risvegliano l'emotività morta di vegetali seduti sul divano. E la gente piange quando loro lo dicono, e la gente ride quando loro lo ordinano.
Ma poi arriva lei, la mia preferita.
Una giornalista qualunque, con la messa in piega ed un rossetto rosso fuoco, davanti ad una telecamera qualunque. Una mente mediocre in un corpo presentabile. Un'idiota incorniciata e siliconata in diretta nazionale; che ci insulta tutti.
E le persone svaniscono grazie a lei, grazie a chi le ha scritto le battute, grazie a tutti noi. Le persone perdono i colori. Colano disciolti come muco dai loro nasi. Perdono importanza, scompaiono, perdono la mia attenzione. Pesci rossi che abitano condomini, pesci rossi in grandi ville fuori dalle città, pesci rossi per le strade, davanti alle TV, pesci rossi ovunque.

Eppure è tutto così mite, quieto. I lampioni si accendono alle sei di sera in punto e si spengono alle sei di mattina. Le persone si muovono, producono. Tutto ruota perfettamente, come ingranaggi di un orologio. Forse è proprio questo il loro obiettivo. La gente deve svegliarsi con sveglie sofisticate, produrre e poi dormire. Produrre e poi morire. Le loro menti devono solo compiere atti meccanici, di movimento, senza pensare. La gente deve acquistare l'ultimo innovativo dentifricio, l'ultima lavatrice in circolazione, senza riflettere. Ma io voglio svegliarmi, realmente. Ethan dice sempre "chi sta male si sveglia, la gente aspetta solo che qualcuno stia peggio di loro, peggio a tal punto da accorgersene". Sono sicuro che se il mio vicino uscisse domani mattina alle otto spaccate come suo solito, e i lampioni fossero ancora accesi, sarebbe la prima cosa che noterebbe. Sarebbe una grande novità per lui, ne parelerebbe a tavola ai suoi figli con grande stupore. Sarebbe stupito di non venederne la notizia al telegiornale. Si convincerebbe che non sia mai successo non vedendone parlare i giornali. "Svegliati" dice sempre Ethan. Lo sono già, ne sono sicuro, lo sono già. Quello che voglio è svegliare il mio vicino, svegliare mia madre. Quello che voglio è non vedere più tutte queste gabbie piene di escrementi, non vedere più tutti questi pesci rossi che ci sguazzano dentro. "Svegliati" dice sempre Ethan, "svegliati".

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>> No. 2718
E' bellishima.


No. 2689 hide watch expand quickreply [Risposta]
Ma quanto fa cagare /scr/?
Una cazzo di board egocentrica, EGOCENTRICA, dove postiamo tutte nostre storie e basta, il resto son fantasmi.
Un po' di discussione, che ne dite?
Discutiamo di più, aiutiamoci, miglioriamoci.
Voglio cominciare io dai.
Cosa significa trama?
Cos'è una buona trama?
Molti credono che una bella trama sia il colpo di scena finale strafigo.
È veramente questo?
Non preferite una successione di eventi che porta in avanti la storia e, soprattutto, che cattura il lettore?
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>> No. 2691
/scr/ è la MERDA

Comunque sia, la trama è un po' la buccia del romanzo. Il colpo di scena finale strafigo non orchestrato da una scrittura adatta è una sorta di trovata da circo più che letteraria.

p.s.
/scr/ è la MERDA
>> No. 2696
Quanti cazzo di luoghi comuni. Ammazzatevi
>> No. 2705
>>2696
Sarà un luogo comune, ma alla realtà ci va MOLTO vicino.
Tanto si farebbe prima a prendere la parte /lit/ di /litness/ e portarla qui. Almeno ci sarebbe un po' di coerenza e varietà.
>> No. 2707
>>2705
>unire /scr e /lit
Bellissimo, darebbe vita a una board carina, interessante e popolata.
>> No. 2708
>>2707
ODDIO

/scr/ dà segni di vita!

Abbattetela prima che soffra troppo.


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