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/420/ - Quattro Venti

Discussioni stupefacenti
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Come sempre /b/ è di là
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 No.1722

https://www.livescience.com/opioid-euphoria-mostly-a-myth.html
Mamma mia che clickbait. Io comunque non ho capito cosa ci trovi la gente negli oppioidi. Kratomfag peggior fag?

 No.1723

da quello che ho notato si apprezzano col tempo. sono tipo un gusto acquisito, tipo il whisky

 No.1724

La mia esperienza più vicina agli oppioidi è il dxm che mi calo 1 volta all'anno per fare il ponte tra Natale e Capodanno, e devo dire che mi piace molto. Non è euforia, è più serenità estrema ed estremo fottesegaggio, almeno per me.

 No.1725

>>1724
Non ha molto senso confrontare il DXM con gli oppioidi. Pur avendo struttura analoga, gli effetti sui recettori mu sono probabilmente ininfuenti rispetto a tutto il resto (e forse anche in questo il DXM è pure più simile alla ketamina). Anche a livello psicologico macroscopico sono differenti: il DXM è illuminazione in boccetta, a bassi livelli è euforia e bellezza e musica e perfezione, ad alti livelli è viaggiare sulla funzione d'onda prima del collasso; a bassi livelli gli oppioidi sono sonnolenza e non-ansia e noia. A livelli medi non ho esperienza e non ho intenzione di rischiare di andare in OD per provare dosi eroiche. Insomma l'eroina è fin troppo romanzata da Trainspotting e simili.

Per poi dire che cosa succeda davvero davvero col DXM è sconosciuto, credo ci sia solo un report (su erowid) su un'esperienza col destrorfano (DXO) che dovrebbe essere la componente interessante dell'illuminazione in boccetta. Ed è stato un disastro. Per dire: avevo già accennato in un filo che non c'è consenso sulla combo con la cannabis (CBD o THC?): esperienza più o meno dissociativa?

>>1723
Non capisco quindi il senso: come fai a diventare dipendente se non hai stimolo a ripetere l'esperienza?

 No.1726

OP il giorno che proverai dolore capirai a cosa servono

 No.1727

>>1726
Dai negro, si intende a livello ricreativo o psiconautico. /oncologia/ è dillà.

 No.1728

>>1727
a livello ricreativo sono ottimi per rendere piacevole a lei il sesso anale ma immagino che sono cose che non ti capitano

 No.1729

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>>1728
Sì anon te lo faccio mettere nel culo ma prima fammi una pera di eroina.

 No.1730

>>1728
>>1729
Cosa cazzo sto leggendo.

 No.1731

>>1725
>Non capisco quindi il senso: come fai a diventare dipendente se non hai stimolo a ripetere l'esperienza?
ce l'hai lo stimolo, solo che non è immediato e compulsivo come può esserlo con la bamba. Anche la prima sigaretta fa schifo, eppure guarda quanti tabagisti ci sono al mondo. Anche il primo bicchiere di whisky fa schifo, eppure guarda… hai capito no?
Gli oppiacei danno una botta praticamente solo fisica, o ti piace o non ti piace. A ognuno le sue droghe e non rompere i coglioni

 No.1732

>>1731
Hai fatto però degli esempi con una forte componente sociale (il tabacco originariamente non si fumava, i superalcolici non sono la prima esperienza alcolica di solito).

 No.1733

>>1732
non penso che se ti fai di ero lo fai da solo in camera. Nessuno la prima volta prende il cucchiaino e si scalda la roba per farsi uno schizzo in vena. Spesso te la offrono da fumare per calmarti se stai troppo su di giri per altre cose che hai preso.
Tutte le droghe le provi sempre con qualcuno generalmente

Poi per molti i superalcolici sono effettivamente la prima esperienza alcolica. Io per esempio mi sono sbronzato per la prima volta a casa di un amico col cognàc dei suoi genitori. Ma il whiskey era solo un esempio.Per tanta gente anche la birra e il vino sono sgradevoli all'inizio, infatti tra gli adolescenti - cioè persone che hanno appena iniziato a bere - spopolano la vodka fruttata, cocktail vari e altri intrugli zuccherati, che oltre a spaccarti duro e in fretta hanno pure il sapore di alcol quasi a zero

se non capisci sei ritardato comunque, addio

 No.1734

>>1733
>mi sono sbronzato per la prima volta a casa di un amico col cognàc dei suoi genitori
Tu sei me, ho fatto la stessa identica esperienza.
Tra l'altro era buonissimo e abbiamo passato il pomeriggio a cazzeggiare per il paesino.

 No.1737

>>1733
>se non capisci sei ritardato comunque, addio
Guarda, capisco perfettamente la teoria e l'evidenza, solo che non ha riscontro nella mia esperienza (ansiolitica ma per nulla euforica) degli oppioidi e non capisco perché. Per dire, pure le scimmie si fanno le pere e bevono la bira se possono (https://link.springer.com/article/10.1007/BF00405254) - e non mi dire che c'è peer pressure pure in questo caso.

 No.1738

>>1737
io non ho mai parlato di peer pressure, o di come come questa possa rivestire un ruolo fondamentale nell'apprezzamento degli oppiacei. Sei tu che l'hai tirato fuori sostenendo che avessi portato solo esempi di sostanze "con una forte componente sociale", e io ti ho fatto notare che raramente uno sperimenta da solo con gli oppiacei.
Alcol e tabacco - che sì, sono spesso considerati anche lubrificanti sociali - nella maggior parte dei casi necessitano di più dosaggi prima che i ricettori sensoriali inizino a collegare il gusto e gli effetti (sgradevoli) di quelle sostanze ad uno stato psico-fisico piacevole e di 'benessere'

in ogni caso anon secondo me sottovaluti:
a. il masochismo innato di molti tossicodipendenti
b. quanto le "decisioni" umane sul breve termine siano influenzabili dalla noia e dal malessere esistenziale (da ciò il perseverare in comportamenti autolesionistici), ma soprattutto
c. quanto la chimica neuronale sia differente tra un individuo e l'altro, e perciò la soggettività assoluta degli stati mentali e fisici indotti dal consumo delle stesse sostanze tra persone diverse

 No.1739

>1738
Ma quindi secondo te set (psicologico) e setting hanno una componente significativa anche su sostanze non "pissichedeliche" (deliranti, dissociativi, psichedelici propriamente detti)? Perché io mi aspettavo degli effetti precisi, un po' come il caffè (giusto per dire una sostanza "semplice").
>nella maggior parte dei casi necessitano di più dosaggi prima che i ricettori sensoriali inizino a collegare il gusto e gli effetti (sgradevoli) di quelle sostanze ad uno stato psico-fisico piacevole e di 'benessere'
Sì e no: hai completamente ragione per quanto riguarda il gusto acquisito, ma questo è quasi sicuramente uno stimolo positivo aggiuntivo che si presenta in un secondo momento. Se già al primo dosaggio lo stimolo non è sommariamente positivo, la scimmia non desidera ripetere l'esperienza e/o non la ripete abbastanza da diventar dipendente (banalizzando un po' il discorso).

Sul punto c devo leggere di più nel mio caso personale: l'esperienza dell'alcool mi piace (ripetuta innumerevoli volte anche se con estrema rarità negli ultimi 10 anni), ma diversi GABAergici mi son noiosi (benzo, oppioidi).

 No.1740

>>1739
francamente non capisco quali siano i tuoi dubbi o il punto del discorso a questo punto

 No.1741

>>1739
>set (psicologico) e setting hanno una componente significativa anche su sostanze non "pissichedeliche"
Sì, è sempre stato così. Per esempio bere vodka nello sgabuzzino di un parcheggio sotterraneo non è come berla mentre si è sul divano comodissimo con il fuoco che scoppietta nel camino.
>Perché io mi aspettavo degli effetti precisi
Sarebbe come svegliarsi la mattina e aspettarsi una giornata precisa.

 No.1764

Approfitto del filo inutile e minorenne per riportare la seguente scoperta:

tra i tanti fondi di investimento che investono solo in aziende che producono thc & derivati ce n'è uno che ha il codice YOLO

basatissima wall st



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