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 No.10989

anon ti sei mai chiesto cosa passa per la testa di un hikikomori? o per dirla all'italica maniera, permacamerettato?
Nel caso ti consiglio il romanzo "welcome to nhk" di Tatsuhiko Takimoto.

IL romanzo viene pubblicato nel 2002 quando, a seguito del clamore mediatico realativo a certe stime che vennero fatte in base al censimento della prima generazione di hikikomori, il nostro nipponico collega
permacamerettato Tatsuhiko Takimoto (pittura relata), decide di alzare il culo dal letto (e poggiarlo sulla sedia) e mettersi a scrivere un romanzo per cercare di cavalcare
l'onda del fenomeno essendosi giustamente chiesto "chi potrebbe meglio descrivere la situazione di un hikki se non un hikki stesso?". Il collega anon immaginò di diventare ricco con il libro ed ironicamente i soldi arrivarono tanto che lui, basato,
vive tuttora di rendita in autotumulazione


Il libro sostanzialmente copre un certo periodo della vita del protagonista ed è una perfetta finestra sulla vita di un permacamerettato:

Rabbia, frustrazione, complottismo, solitudine, nostalgia, tristezza, droga, scuse inventate, delusione, disperazione..insomma, la continua "ricerca della svolta" tipica della vita di un
hikki, un'altalena di momenti euforici in cui credi di poter finalmente riprenderti e momenti di depressione cupa in cui stai sul letto e sussurri a te stesso…"muori".

Non so anon, io ho amato questo libro dalla prima lettura, una storia romanzata ma con chiare ispirazioni autobiografiche, una di quelle opere in cui riesci chiaramente a
vederci dietro la traccia dell'essere umano che l'ha realizzata. Un libro che un normula definirebbe hardcore ma di certo anon non si scandalizzerà per certi estremismi.
E il finale anon? cazzo che finale! reale, concreto eppure vuoto, freddo e sterile come il cuore di un permacamerettato e
che nessun fighetto normula avrebbe potuto scrivere.

ps: faccio notare che dal romanzo sono stati adattati una serie manga ed anime, quest'ultimo (ma anche il manga) seppur davvero bello
è una versione "famiglia amichevole" e totalmente censurato.

Scan del libro
https://archive.org/details/manga_Welcome_to_the_NHK/page/n5/mode/2up

anime
https://www.animesaturn.in/anime/NHK-ni-Youkoso-ITA-aszb

 No.10991

>Rabbia, frustrazione, complottismo, solitudine, nostalgia, tristezza, droga, scuse inventate, delusione, disperazione..insomma, la continua "ricerca della svolta" tipica della vita di un
hikki, un'altalena di momenti euforici in cui credi di poter finalmente riprenderti e momenti di depressione cupa in cui stai sul letto e sussurri a te stesso… "muori".
Ma quello non è un "vero hikki". Quella è più che altro la descrizione patologica della situazione degli hikikomori come vista e immaginata dai normula. Prova ne è il successo sia del romanzo che dell'anime anche tra il vasto pubblico normale.
Qui che sono hikki di fatto, per esempio, non vivo nessuna altalena emotiva di euforia e delusione, ma solo una stato di apatia costante. Droghe mai usate, mica mi voglio intossicare. Neanche fumo, per dire. E non provo nessuna tristezza o disperazione per la mia situazione, anzi ne sono felice e soddisfatto. D'altronde è stata una mia scelta di allontarmi da tutto e tutti e farmi i cazzi miei in solitudine. Infatti non sono alla ricerca di nessuna svolta o cambiamento, sto bene così come sono grazie. Mentre rabbia e frustazione mi vengono solo quelle rare volte che sono costretto ad uscire di casa per necessità vitali, tipo la spesa. Anche se ormai pure quella me la faccio consegnare a domicilio. Insomma, questo è un vero hikki. "Welcome to nhk" sembra invece descrivere lo stato di un recluso che soffre per la sua situazione, che è tutta un'altra cosa. Nulla a che vedere con la reatà di chi vuole starsene per conto suo senza rotture di balle altrui.

 No.10992

>>10991
Questissimo.
In OP e nel libro lo pseudohikki ha una psicosi egodistonica che lo porta a soffrire come un cane il suo stesso isolamento e potrebbe uscire con un bel po' di terapia "classica".
Il VERO hikky ha una psicosi egoSINTONICA e non ne esce se non con le medicine putenti MA il suo possibile contributo alla società vale di meno della somma delle scadole di medicine che dovrebbe prendere e quindi in qualche maniera sguscia via dal consorzio umano.
Sceglie di non partecipare perché secondo lui non può vincere, nessuno può vincere, alla gara della vita.
solo che non è una gara e l'hikki è comunque uno psicotico egosintonico e la psicosi è pensare sia una gara da cui puoi scegliere di non partecipare

 No.10993 SALVIA!

>>10992
Il commento è un po' da /b/, me ne sono accorto dopo ma non so se cancellarlo o meno.

 No.10994 SALVIA!

>>10993
Tranquillo, è il thread che è da /b/.

 No.10998

op qui, forse mi sono espresso un po male, non volevo far passare il libro come unica interpretazione della situazione di un hikki, sarebbe assurdo in quanto ogni persona è diversa ed io stesso trovo ridicola la "definizione" e "categoria" hikikomori. Anche solo lurkando su questo sito si notano un sacco di sfumature. D'altro canto trovo le vostre affermazione un po esagerate nell'affermare il contrario. Io mi sono ritrovato in diverse scene del libro e conosco un paio di persone irl nella stessa situazione.
Anche la questione del "il vero hikki qua il vero hikki la" da un lato fa un po ridere onestamente, e dall'altro mi ricordano certi post visti in giro nell'internet di ragazzi di 17/18 che si definiscono "malati" e che mi mettono davvero tristezzo perché personalmente ho sempre penasato che il problema di fondo fosse la società e che se una persona decide di isolarsi perché non accetta certi meccanismi non è certo lui ad essere sbagliato. Poi oh, se ad anon A piace REALMENTE isolarsi e non rosica per ciò che potenzialmente si perde e anon B pensa REALMENTE di essere ritardato e bisognoso di medicine pace

>Tranquillo, è il thread che è da /b/


perché?

 No.10999

>>10992
Non è una gara ma la gente te rompe er cazzo dicendo che devi fare questo e quello sennò sei matto

 No.11022

>>10992
Chi soffre di disturbo schizo/autismo è egosintonico o egodistonico?



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