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 No.11808

Ciao Anon! Avete mai scritto una storia horror? Vi va di condividerla qui in caso? O anche solo l'inizio? O anche solo il soggetto??? Sarei molto curioso di leggerla :)

 No.11812

Tempo fa avevo scritto un inizio di qualcosa in stile lovecraftiano ma non l'ho mai portato avanti perché non so gestire una trama, sono più bravo con le poesie. Lo incollo qua perché tanto è corto, potrebbe essere l'inizio di un racconto collettivo scritto interamente su diochan.

C’è chi dice che dietro alle leggende esista un fondo di verità. Altri pensano che siano solo favole. In pochi ci credono davvero. Di tutti questi, nessuno osa mettere in dubbio l’esistenza della leggenda a cui si riferiscono. In nessuno germoglia il sospetto, anche molto lieve, che essa possa essere soltanto una patina scura, poggiata sulla realtà dalle persone stesse per nascondere qualcosa di più terribile, di più spaventoso. Io non ho mai creduto alle leggende, le ho sempre viste come delle storie. Delle storie buone per mandare a letto i bambini. Eppure mi dovetti ricredere anche io, quando giunsi alla fine della mia ricerca. Quando mi trovai costretto a riconoscere l’esistenza di qualcosa che da allora mi è stato impossibile dimenticare di avere visto – e sa il Cielo se avrei voluto farlo. Neanche il più folle dei folli potrebbe immaginare, nel più blasfemo delirio dei suoi sogni allucinati, quali indicibili sussistenze si aggirino dietro a quella nebbia che noi stolti chiamiamo verità.

 No.11813

Ti scrivo qui la sinossi di un breve racconto che scrissi per un tema libero in quinta elementare. Pensavo di aver scritto una cosa buona ma la maestra mi diede un'insufficienza scrivendomi come mai non scrivevo di cose allegre, di fiori e sorrisi. Vaffanculo puttana.
Ci sono un gruppo di viaggiatori su un treno, una grigia e plumbea mattina di novembre. Si tratta di un treno regionale, di quelli vecchi a scompartimenti. Alcuni leggono il giornale, un altro sonnecchia.
Ad un certo punto dall'interfono si sente una voce gracchiare, dicendo che il treno salterà la prossima fermata ed anche quella dopo. Gente incazzata, eccetera. Pochi secondi dopo la stessa voce dice a tutti i viaggiatori di non uscire dallo scompartimento, per nessuna ragione. Nello scompartimento con i nostri protagonisti decidono di obbedire, spaventati.
Il treno accelera e non ferma, nell'incertezza generale.
Ad un certo punto c'è una curva in cui il treno deve necessariamente rallentare: i viaggiatori vedono dal finestrino un uomo che corre incontro al treno, il volto disperato, in mezzo all'erba alta. Ad un certo punto qualcuno o qualcosa lo tira giù, e scompare dalla vista.
Il viaggio continua, ad un passaggio a livello vedono un cadavere, per strada. Nessuno in giro, nessuna auto, nessun camion.
La voce gracchiante dall'interfono annuncia che il treno terminerà la corsa alla prossima stazione e annuncia poi "che dio ci aiuti". Il racconto più o meno finiva così. Ai tempi leggevo Dylan Dog e ne ero molto influenzato.

 No.11816

>>11813
Sinceramente emozionato, è molto vivido e chiaro, che è la base per un buon racconto. A me comunque icorda molto più Poe che Dylan!

 No.11817

>>11813
Beh ma è proprio carino, e ottima la fine.

 No.11818

>>11813
>Anon riscrive "Qualcosa era successo" di Buzzati, aggiungendo un tocco horror/post-apocalittico (che tbh toglie pathos e smorza l'inquietudine del racconto originale)
>Minkya anon bravissimo
Lol?

 No.11819 SALVIA!

>>11818
Lollone, OP sei veramente un mentecatto, e confermo che leggendo la fine del racconto di Buzzati, la tua è sicuramente meno intrigante

 No.11821

>>11813
>>11819
È una copia del racconto di Buzzati ma secondo me è carino comunque. Il tono più soprannaturale mi piace, mi ricorda le creepypasta. Ci sta come rilettura

 No.11823

>>11808
Io tempo fa provai a scrivere due volte una storia horror ambientata in un orfanotrofio in Russia durante l'epoca zarista (leggevo molto Dostoevskij all'epoca).
Solo che non l'ho mai completata perché non sapevo davvero come scriverla bene.



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