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File: duck tales.jpg (534,09 KB, 1920x1080)

 No.3234

Vedendo in tv un servizio sulla giornata della disabilità, mi è venuta in mente una riflessione sull'entertainment e sull'ingerenza del politicamente corretto nei prodotti commerciali.

Prendiamo il film sulle Streghe con Anne Hathaway, che è stato criticato perché la strega cattiva ha delle dita mancanti ed è poco inclusivo per i bambini disabili. Per me qui la polemica è accettabile, perché è un film minore a target kids, quindi non ci voleva niente a tenere conto di chi poteva offendere, anche perché bastava conservare il design originale del libro e al massimo si triggerava chi ha la psoriasi.

D'altronde, questo crea secondo me tantissime limitazioni per l'entertainment per bambini (e in generale). Un "meme" ricorrente è il cattivo che ha perso un arto, ha una cicatrice, è claudicante etc. E' un metodo classico degli sceneggiatori per rievocare un marchio nel personaggio, e nel caso dei villain segnala l'inerente malvagità. Forse è una questione antropologica poiché da sempre si collega la disabilità fisica a una punizione divina. Chi scrive usa questi memi perché sono innati nell'uomo (tipo il viaggio dell'eroe) e crea film appassionanti.

La mia domanda è: oggi come oggi, realizzando un cartone, questo tipo di rappresentazione è del tutto morta e se fossi lo sceneggiatore rischierei il posto a fare un villain deforme? Bisognerà per forza creare solo personaggi disabili protagonisti (il che non è per forza un male, pensiamo a Nemo che ha la pinna atrofizzata o a Sdentato) e rifiutare del tutto l'associazione malvagità/disabilità? Questa è una limitazione che creerà danni secondo voi oppure è un fisiologico cambiamento nel cinema come quando venne vietata la raffigurazione delle sigarette?

Pic relatissima: secondo me Duck Tales è un reboot molto intelligente perché è corretto e inclusivo ma non è una lagna tipo Steven Universe o simili dove ti devono ricordare a ogni pié sospinto che diverso è bello.

tl;dr
Cosa ne pensate delle forzature PC nell'entertainment?

 No.3235

Opinione impopolare: la forzatura del politicamente corretto non esiste, ma esistono invece il mercato, la distribuzione di massa e i modelli di ottimizzazione combinatoria che ti dicono quanti soldi potresti perdere o guadagnare (in riferimento alla fetta di mercato che acquista il tuo prodotto) cambiando "leggermente" i contenuti.

In parole povere: non è che un moderno Lautrec passerebbe inosservato.
Un moderno genio avrebbe esattamente lo stesso seguito di quello che avrebbe avuto nei tempi andati (se non più grande, per via dello stesso sdoganamento di cui parliamo), solo che è sempre minimo, quasi insignificante, rispetto all'intrattenimento di massa. Intrattenimento di massa che ci viene proposto senza che noi alziamo un dito per fare alcuna ricerca (pensa a quante cose belle puoi trovare impegnandoti cinque minuti su google rispetto a quello che viene proposto automaticamente).

Quindi alla fine è tutta una questione di numeri dell'intrattenimento di massa e di quello che viene proposto.

La questione su "ma perché allora il genio non viene proposto?" è una non-questione.
Proprio perché è un genio non verrebbe capito dall'intrattenuto medio dell'intrattenimento di massa.
Come se un contadino tedesco dell'epoca avesse avuto alcun interesse alle opere di Lautrec.

C'è solo da fare affari col fatto che la maggior parte dell'aggente è stupida e influenzabile.

MA!
Ma noi dobbiamo essere contenti poiché nel marasma e nei soldi buttati, molti più Lautrec riescono ad arrivare a noi, artigiani tedeschi che vivono nello stesso villaggio del contadino.
Quindi, GIOITE!

 No.3248

Niente è innato. Dio è morto, non te l'hanno detto gli amici? Platone ho tirato le cuoia pure lui. Adesso abbiamo Deleuze e Deleuze dice che l'idea emerge dal substrato materiale attraverso una superficie sensoriale vacillante. Quindi bisogna mettere i froci, gli obesi, gli storpi, i negri, i down e le troie nei film e tutti devono essere bellissimi e bravissimi perché se no le rispettive categorie di offendono. L'antropologia è diventata una gara a chi è più comunista e culattone e il nuovo nemico dell'umanità è maschio e bianco, meglio se debole e ridicolo, magari con un cappellino rosso in testa. Hitler ha iniziato con documentari contro gli ebrei, e poi sappiamo tutti come è andata a finire.

 No.3249

>>3248
>comunista
(ma magari!)

 No.3251

Che sarebbe meglio che le cose americane rimanessero in America. Là sono letteralmente ipersensibili, in Italia dubito che qualcuno - esclusi chiaramente quelli che vivono sui forum americani - avrebbe fatto attenzione alla cosa delle dita. Per il resto la disabilità è un terreno difficile perché rischi di darne una fine a se stessa al pg oppure di approcciarla con troppo pietismo, non a caso sono pochi i film e i prodotti belli che affrontano la tematica in maniera non scontata.

 No.3252

Senza ripetere i due che mi hanno preceduto, aggiungo che ogni epoca ha i suoi dogmi. Nel post-globalizzazione, il valore dell'inclusione è uno di questi e il motivo, oltre a esigenze di mercato come dice quello sopra, è che adesso c'è la consapevolezza granitica che siamo tutti chiamati a spartirci un minuscolo ambiente abitabile, oltre il quale c'è la morte gelida dello spazio esterno.
Ora, visto che nel primo mondo sono stati sconfitti i bisogni primari ed è stato superato il concetto stesso di scarsità, ci si concentra su chi prima era "scartato" perché meno funzionale.
La ricchezza permette di rivolgersi a problemi secondari.
Le minoranze, per definizione, sono problemi secondari, gli svantaggiati come gli handicappati sono problemi secondari. Farli sentire inclusi nelle rappresentazioni artistiche della società dovrebbe essere motivo di orgoglio, purtroppo spesso viene fatto in modo infantile, odioso, inutilmente smielato.
Quindi le direttive sono: siamo tutti sullo stesso pianeta, dobbiamo includerci a vicenda; siamo ricchi, occupiamoci di problemi fino ad oggi affrontati poco per scarsità di mezzi; se includo più situazioni possibili posso vendere il mio prodotto in tutto il mondo.
Sono dogmi che riguardano questo specifico periodo storico.
A scanso di equivoci: non dico che tutto questo mi piaccia, cerco solo di descrivere realtà piuttosto evidenti, la mia opinione su tutto questo è irrilevante.

 No.3253

Mi sembra interessante quello che è stato detto finora, ma senza andare full /pol/ o full pep, mi chiedo più che altro quali siano le soluzioni per chi lavora in questo campo. Mi spiego meglio: a volte le polemiche sono parossistiche, io sono certo che il concept artist di The Witches avrà imprecato tantissimo una volta scoperto che il suo design del tutto normale è diventato oggetto di polemiche. D'altronde anche solo l'uso del linguaggio è diventato problematico (e non parlo della solita tiritera come non poter dire esquimese o non usare i pronomi giusti, che anzi per me hanno senso): c'è gente pronta a definire "violento" o "trigger emotivo" un semplice dialogo d'azione concitato che non rinforza le loro convinzioni autistiche di un mondo completamente progettato su misura per la loro unicità. Io credo che in campo artistico ce la farà solo chi riesce a capire che il PC è un'esigenza di mercato come un'altra, come dice >>3252 e non ironicamente prima o poi per me saranno necessari corsi universitari interi su come scrivere per l'entertainment oggi.

Il problema di fondo è che l'idea di "contenuto problematico" cambia completamente ogni paradigma finora ritenuto sacro per Hollywood e affini. Lo stesso Viaggio dell'eroe e tutti i manuali vari per me sono da riscrivere, perché tra un po' l'idea stessa di EROE sarà problematica, perché implica mancanze da parte di altri personaggi e inerente malvagità di un antagonista. Da una parte il problema era già in parte stato fixato con Frozen se vogliamo, e tutti gli altri cartoni che usano l'idea di "finto villain" per sfumare il concetto bene/male (tra l'altro in questo modo hanno anche ucciso il trope del villain flamboyant e queer coded, ormai penso sarebbe impossibile avere un cattivo stile Jafar o Ursula). Per me però il rischio è che la stessa idea di "bene" e "male" diventerà problematica, reazionaria e fascista, e a quel punto non so davvero che cazzo di storie si potranno più scrivere, lol. Un po' ne faccio un discorso di "o tempora, o mores", da un'altra parte credo che molta gente dovrà seriamente rivedere il proprio approccio alla creatività per tenersi il posto. Non parliamo poi del body shaming, sono ancora stupito che rimanendo sempre nell'ambito dell'animazione la magrezza sia ancora un canone così diffuso per gli eroi. Per dire, la stessa She-ra tanto decantata dai SJW è magrissima e bella. Sarà scardinato anche questo paradigma oppure trattandosi pur sempre di mercato la gente continuerà comunque a volere l'eroina magra e bella?

Ah, ovviamente non ha nulla a che fare col PC, ma segnalo che purtroppo Duck Tales non sarà rinnovato per la quarta stagione, baw ;-; Ma almeno arriva lo spin-off con Darkwing Duck

 No.3254

Sono dell'opinione che non si debba mettere paletti all'arte, che deve rimanere il più libera possibile. Imporre standard, anche se pratica comune antica come l'arte stessa, per me è una vergogna. Che poi chiaro, così come i mecenati fiorentini pagavano gli artisti per farsi fare dei ritratti anche adesso gli animatori hanno pur sempre bisogno di soldi, non si vive di aria, ma saranno passati 500 anni di storia umana per un motivo, no? Sono sempre spaventato da quelli che forzano la mano per inserire più rappresentazione nelle opere, in gran parte perché è estremamente razzista come cosa. Ad esempio, se avete sentito la storia ti blacktober, alcuni coglione hanno deciso di ridisegnare i personaggi di Kimetsu No Yaiba come afroamericani. Questo fattaccio è estremamente razzista, in primis perché se non sbaglio è ambientato nel Giappone di metà ottocento, e là di neri proprio non ce n'erano, e principalmente in seconda battuta perché sostanzialmente stanno dicendo che i nigga non sono in grado di produrre nulla di simile.
Infatti, se davvero vogliono RAPPRESENTAZIONE, allora dovrebbero mettersi in moto quest'ultimi a creare la loro arte, non forzare gli artisti ad aderire a determinati standard l'opera altrui. Bisogna rimboccarsi le maniche non piangere su Twitter.

Detto questo, quanto mi fanno cagare i cattivi super stereotipati, non sono neanche bercio ma pure da bambino mi avevano già rotto il cazzo. Tipo ad esempio nel Gobbo di Notre Dame tentano di farti simpatizzare con il brutto attraverso il personaggio titolare ma cannano completamente con Frollo, che oltre ad essere rappresentato vecchio e brutto come la fame il suo personaggio viene costruito attorno a questo. Chi ricorre a disabilità per creare un cattivo lo fa perché è incapace di scrivere.

 No.3261

>>3254
Frollo è letteralmente uno dei migliori cattivi scritti da Disney. Oserei pure dire che Frollo è rappresentato tutt'altro che in maniera esteticamente sgradevole, dà l'idea di altezzosità, non di sgradevolezza estetica. Oltretutto è un cattivo credibile che vive un conflitto interiore tra i suoi istinti e il suo ruolo istituzionale. Potevi scegliere qualsiasi altro cattivo e scegli proprio di parlere di Frollo. Boh.

 No.3262

>>3261
Frollo era un simpone ossessionato dalla troia zingara e alla fine ha una crisi psicotica, più che un cattivo è un anon peposo e più che avversione a me fa pena e rabbia per una società che salva il gobbo (negro) e uccide il maschio bianco.

 No.3263

>Forse è una questione antropologica poiché da sempre si collega la disabilità fisica a una punizione divina
No.
La questione è che se sei brutto/deforme/menomato o hai una cicatrice in faccia la gente nella migliore delle ipotesì ti tratterà male in modo implicito (per esempio evitando di aiutarti anche quando non gli costerebbe nulla e cose simili), nella peggiore ti attaccherà esplicitamente.
La persona in questione quindi percepisce l'ostilità da parte delle persone, e le conseguenze sullo sviluppo sono ben note e documentate.

Lo stesso discorso vale anche nel 2020 e si sta cercando di migliorare la situazione per esempio introducendo il concetto di body shaming. Per adesso si parla delle ciccione ma col tempo sempre più cose verranno normalizzate, e lo si fa anche spammandole dentro a qualsiasi film cartone o serie tv.

 No.3264 SALVIA!

>>3262
/b/ è di là

 No.3265

>>3262
Se Frollo é psicotico, cosa rappresenta Quasimodo?

 No.3292

Certo che per ricordarvi Il Gobbo di Notre Dame vi deve essere piaciuto parecchio o vi ci siete rivisti di brutto o lo avete visto di recente. Io mi ricordo a malapena la storia e i personaggi (di tutti i cartoni Disney).

 No.3293 SALVIA!

>>3292
>non mi ricordo delle cose, quindi non se le deve ricordare nessuno

 No.4840

>>3234
più che memi io credo che siano topoi, infatti i memi di Dawkins si diffondono da individuo ad individuo e dunque non possono essere innati. Per il resto buona riflessione

 No.4841

>>3234
comunque a essere sincero a me Steven Universe piace

 No.4842 SALVIA!

>>4841
>>4840
Necroposting senza aggiungere nulla: check

 No.4843 SALVIA!

>>4840
Ricordatore che pure le caratteristiche innate le ricevi da mamma e papà.

 No.4852

>>4843
le caratteristiche innate si trasmettono tramite geni, il meme è sempre stato la versione culturale del meme, usata per spiegare la trasmissione di informazioni non genetiche. Tuttavia la teoria di Dawkins è stata smentita da alcuni scienziati



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