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/film/ + /lit/ + /scr/ e roba pretenziosa
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 No.4957[Ultimi 50 post]

Filo del libro sul comodino.
Un po' generico ma scorrevole, per chi non sa molto della materia è ok, per chi ne sa qualcosa è un ripasso/aggiornamento su alcune teorie.

 No.4958

Lo sto leggendo proprio in questi giorni (mi sa che siamo sempre noi due a parlare di queste cose) e concordo con te, buon riassunto di concetti che se ti sei avvicinato in precedenza agli argomenti non puoi non aver già affrontato. Comunque è scritto in maniera scorrevole, 7/10

 No.4959

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Letto il primo romanzo, mi è piaciuto parecchio. Voglio rileggere Gibson.

 No.4960

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>>4958
Siamo almeno in tre, io avevo aggiornato l'altro filo su /cul/ ma siccome avevo scritto l'ultimo messaggio non l'ha bumpato:
https://www.diochan.com/cul/res/4227.html
Letto anche io mesi fa il libro in OP, mi era piaciuto abbastanza da procurarmi gli altri suoi libri che però non ho letto perché ho sempre una coda di lettura lunga dieci chilometri che si allunga sempre.
Ora sto leggendo il libro della Aleksievic: è interessante per capire cosa hanno provato i sovietici quando gli è crollato il mondo intorno, però non so se se resisto per 1200 pagine (dell'ebook reader).
Ho scoperto ieri sera che la Guzzantona (che mi sta comunque sulle palle) ha scritto una distopia e gli darò una possibilità ma non dei soldi.

 No.4961

>>4960
Io volevo leggermi a proposito di sovietici arcipelago gulag. Adesso dopo Da Animali a Dei ho un po' finito la coda, anche se non nego che forse gli metterò davanti "I fratelli Karamazov" che ho finito settimana scorsa "Memorie dal sottosuolo" di Dostoevskij

 No.4962

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Sono tre mesi che lo sto leggendo e sono a poco più di metà. Non mi passa più.
Eppure non posso dire che sia un brutto libro, è che ormai rientrando sfinito dal lavoro crollo addormentato dopo neanche 4-5 pagine, e spesso non mi ricordo cosa ho letto il giorno prima.
So di essere fuori argomento ma aiotto, temo di non avere più il tempo materiale per leggere.

 No.4963

>>4962
Si va a periodi, leggere deve essere un piacere se non lo fai per lavoro. Accantonalo un attimo, verranno tempi migliori

 No.4964

>>4962
A volte è così anche per me dopo il lavoro, ci sono momenti nei quali mi si chiudono gli uochi dopo poche pagine, non sei solo.

 No.4965

Hai anche la kippah sul comodino?

 No.4966

Sapiens - Harari
Spillover - Quammen
La marcia di Radetzky - Joseph Roth
Era meglio il libro - Lundini
Centuria - Manganelli

 No.4969

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L'insostenibile leggerezza dell'essere l'avevo acquistato anni fa in un mercatino per pochi centesimi, 2 giorni fa l'ho ritrovato per caso nello scaffale e l'ho iniziato. piacevole, scritto veramente bene.
La cospirazione contro la razza umana l'ho appena iniziato, acquistato dopo che ho scoperto che Ligotti riprende gli scritti di Zapffe, a cui si ispirano i Mgla nei loro album, e che buona parte dei monologhi di Rust Chole di true detective sono presi dal libro. Saggistica sulla filosofia del pessimismo, basato sull'assunto che "essere vivi non sia necessariamente un bene" e che la coscienza umana sia stato un'errore dell'evoluzione.

 No.4971

Credo di aver raggiunto il picco del numero di libri sul comodino:

- Dubliners di Joyce
- Ritratto di un artista da giovane di Joyce
- La coscienza di Zeno di Svevo
- L'eroe dai mille volti di Campbell
- Sono un giovane mediocre di Lauzier
- Antalogia del ritratto di Cioran
- Iperione di Holderlin
- La follia di Holderlin di Agamben
- L'occhiale indiscreto di Flaiano
- Tropico del cancro di Miller

Ho quasi finito entrambi i Joyce e l'Agamben e Lauzier (letto tra ieri e l'altro ieri). Commenti di passaggio:
- Dubliners è davvero splendido. Forse lo stupore che suscita è possibile solo se si possiede una certa sensibilità epifanica, per quanto patetico mi senta a dirlo. Sono momenti veramente veri, come direbbe qualcuno che mi sta simpatico, e vitalizzano l'immaginazione come solo pochi racconti sanno fare.
- Complimenti al primo Joyce, ché invece il secondo (Stephen Dedalus) a metà libro è iniziato a starmi sul cazzo. Si concentra su uno stile, che immagino sarà poi approfondito nell'Ulisse e nei Finnegan's, che perde proprio quella consistenza vitale dei primi racconti, e si riempie di lirismo. Sicuramente ci sono momenti, soprattutto nel primo capitolo, quando Stephen è ancora un bambino, incredibilmente potenti da un punto di vista di precisione sensibile, ma via via che il protagonista matura le sue idee, tutto il mondo attorno (ed è forse voluto, anzi è probabile) perde di volume e, appunto, sensibilità. Joyce deve aver realizzato di essere un bravo scrittore, e ha scelto la via della narrazione di un ego. Ma allora ci sono egocentrici più bravi.
- Lauzier piuttosto banale, per quanto, ai tempi, sicuramente profetico. Consigliato, comunque, perché la banalità a volte è tale solo a posteriori.
- L'Agamben stranamente curioso, ma solo perché Holderlin è meraviglioso. L'introduzione dice cose utili, ma è il minimo, ci mancherebbe che uno della stazza di Agamben non mi dia spunti basilari alla comprensione di un personaggio pazzo. Il punto è che Agamben ha compreso una dinamica della psiche, probabilmente vissuta su di sè, e ha trovato in Bartleby e in Holderlin due esempi paradigmatici di una pratica di vita sensata. Ha insomma trovato due pezzi di un puzzle, ma si vede, si percepisce che gli manca ancora qualcosa per costruirci un possibile discorso di sintesi, cioè una filosofia. Il fatto che invece creda di averla tra le mani infastidisce.

Per gli altri eventualmente tornerò a dire la mia non richiesta opinione. Ci tengo solo a dire all'anon che mi consigliò Zeno che sto apprezzando, ma che fatico ad andare avanti perché, ad ora, Zeno rappresenta la borghesia acculturata che fatica a stimolarmi intellettualmente. All'anon che invece parlò di Campbell in un altro filo dico che madonna se è iniziato male 'sto libro. Bella copertina però.

 No.4972

>>4969
E niente, tocca mettere anche il secondo in lista di lettura

 No.4973

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>>4969
Io l'ho quel libro

 No.4975

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Ho sempre voglia di fantascienza e ho abbandonato un po' la space opera per della sci-fi post apocalittica.

Devo ancora finirlo ma… non mi sta coinvolgendo come speravo. Ancora non mi sono ben chiari quali siano i motivi per cui l'America sia cambiata in quel modo.
Magari andando avanti con la lettura ci saranno più spiegazioni.

 No.4976

>>4975
Direttamente dalla quarta di copertina: "In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile."
L'ho letto tempo fa ma non ci sono accenni alla guerra atomica, è tutto sul dopo. Maggiori dettagli su come nasce Gilead ci sono nel seguito I testamenti.

Della Atwood m'è piacuto il ciclo di Maddaddam (o Adamopazzo in italiano).

 No.4978

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>>4973
bofrost anon, gran bel libro

 No.4987

Finito adesso Sapiens - Da animali a Dei di Harari.
La parte iniziale niente di nuovo sotto al sole, le teorie più accreditate vanno in quella direzione. La seconda parte molto interessante, la questione degli ordini immaginari per quanto sia un concetto sospetto importante mi era estraneo e l'ho trovata molto brillante. La parte finale abbastanza fantasiosa, però sto "a dei" doveva in qualche modo elaborarlo, se no non lo metteva nemmeno nel titolo.

Adesso due orette di detox da lettura e poi comincio "la cospirazione contro la razza umana" consigliato (o forse solo citato) da un anon qua sopra

 No.5079

Finito di leggere ier sera "Tempo di seconda mano" di Svetlana Aleksievic (ne parlavo qui: https://www.diochan.com/cul/res/4227.html#q4941). Sostanzialmente una serie di storie individuali e famigliari in formato intervista sugli anni '90 di Russia e stati ex-sovietici, inevitabilmente anche sul periodo sovietico. Voci di anziani, adulti e giovani, gente semplice e istruita. Avevo questa curiosità di sentire cosa ne pensasse la gente del passaggio dall'URSS al nuovo ordine, ne hanno tutti l'impressione di essere stati truffati. Però hanno quasi tutti la consapevolezza di essere stati truffati anche prima, alcuni rimpiangono e altri no.

Probabilmente inizierò il libro della Guzzanti >>4960 oppure quello consigliato da anon sul filo dei cambiamenti climatici su /b/, https://www.diochan.com/b/res/3913890.html#q3913906

 No.5087 SALVIA!

>>5079
impara a quotare santi numi
>>4941
>>>/b/3913906

 No.5104

>>5087
Non sono capacie!

>>5079
Alla fine ho scelto il libro sui cambiamenti climatici, in realtà è più un articolo lungo piuttosto che un libro. A naso non ha torto, più che pensare di scongiurare i cambiamenti climatici sarebbe meglio darli per scontati e attrezzarci per affrontarli. In ogni caso è una tesi espressa molto genericamente senza approfondimento, d'altra parte è un giornalista e non uno siensiato.
Probabilmente stasera inizio quello della Guzzanti.

 No.5107

Ho appena finito "la cospirazione contro la razza umana". Mamma mia, che botta! Se siete tendenti al suicidio non leggetelo, perché vi convince. Devo dire che è un po' un truffatore perché parte bene, la parte in mezzo è un po' meh ma il finale è una bomba che non può lasciarti indifferente, però quelle 50 pagine di troppo in mezzo gridano vendetta

 No.5108

>>5107
Vabbé, ho capito: se lo trovo sul Kobo la Guzzanti salta anche a 'sto giro!

 No.5115


 No.5116

>>5115
Grazie del pensiero, ho scoperto che lo avevo già sul Kobo, probabilmente è stato uno dei primi libri che ho caricato!
Ho letto il primo capitolo, per ora l'ho trovato soporifero. Ma sarà che ormai sono vecchio e mi sono rassegnato a vivere, magari se lo avessi letto da giovane mi avrebbe fatto subito effetto. Comunque proseguo domani!

 No.5117

>>5116
A volte è ripetitivo, soprattutto nella parte centrale. Beh, magari sono io che ho il merdagusto, anzi è probabile

 No.5119

>>5117
Ma no, anon, neanche io ho gusti sopraffini o chissà quali capacità analitiche. Sono solo il primo capitolo e comunque qualunque libro risente delle condizioni del lettore, ci può benissimo stare che a te abbia fatto un grande effetto e ad altri meno, non è colpa o merito di nessuno.

 No.5124

>>4969 qui
sono ancora a metà del libro e sono indeciso se dropparlo, mi sta fottendo abbastanza il cervello. Da una parte è estremamente liberatorio, dall'altra ogni aspetto della vita sta iniziando a perdere di significato.

 No.5125

>>5124
Sono quelle che lo ha finito ieri, la part finale è la migliore e anche la più angosciante. Stringi i denti

 No.5203

>>5202
A me questo filo sembra tutto tranne quella dici. Circostanzia invece di urlare contro il cielo

 No.5204 SALVIA!

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>>5202
Siamo non ironicamente l'elite culturale.

 No.5219

>>5202
Ho risposto nel filo e mi sento insopportabile quando scrivo, ma non so che cazzo farci, mi spiace sinceramente patato

 No.5222

>>5219
Perdonato dai

 No.5230

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>>5116
Appena finito, confermo la soporificità del libro. Pensavo di trovarci qualcosa in più dell'autore e invece è farcito di citazioni letterarie che secondo me distraggono, oltre a quelle sopportabili di Zapffe e Lovecraft. A me è la parte finale che è sembrata piuttosto meh, mi ha convinto di più quella centrale. Non è un brutto libro, a tratti è ironicamente amaro, la tesi convincente ma non è un libro che ho adorato, ecco.

Per espiare dalla cattiva recensione comincerò stasera pic relata che è una delle citazioni letterarie che criticavo in Ligotti. La Guzzantona aspetterà ancora.

 No.5232

>>5230
Uff, mi hai convinto che sono io ad avere il merdagusto e non capire cosa leggo visto che l'hai apprezzato al contrario rispetto a me :(

io ora non sto leggendo nulla da qualche giorno, anche perché sto combattendo contro un calcolo renale e preferisco fare cose meno impegnative come guardare robe in tv o cazzeggiare coi vidya. Ci vediamo quando finisci il libro

 No.5235

>>5232
L'importante è che sia piaciuto a te, che ti frega se a me è piaciuto al contrario o non m'è piaciuto? In fondo la lettura è un'attività personale e siamo tutti diversi. Poi è comunque meglio leggere un libro in più che uno in meno.

"Non si uccidono così anche i cavalli?" è scritto da dio ed è più un racconto lungo che un romanzo, 120 pagine che filano via veloci. Sono a metà e mi sta piacendo questa storia minima e disperata.

 No.5257

>>5235
>"Non si uccidono così anche i cavalli?"
Finito, lo consiglio molto. Tratta di una maratona di ballo, per tematica mi ha ricordato "La lunga marcia" di Stefano Re.
Sarà la sera giusta per occuparsi della Guzzanti? Chi lo sa?

 No.5261

Io ho cominciato ieri "L'uomo e i suoi simboli", l'unico libro di divulgazione scritto da Jung e i suoi assistenti dell'epoca. Dopo la sua autobiografia è il secondo suo libro che leggo, poi penso proverò a imbarcarmi da autodidatta nelle sue pubblicazioni scientifiche. Sappiamo tutti che fallirò, ma vabbé, proviamoci

 No.5262

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Pensavo fosse un saggio filosofico, invece è un misto di divulgazione scientifica (il grosso è la meccanica quantistica) e biografie semi-vere degli scienziati.

Si legge in un pomeriggio.

Non lo consiglio ad anon perché è molto basico, va bene se proprio sei ignorante o sei un ragazzino che inizia il liceo.

 No.5306

>>4960
>>5257
Appena finito il libro della Guzzanti: credo che un qualsiasi Geronimo Stilton sarebbe scritto meglio e mi avrebbe lasciato di più. Ad essere generosi è un romanzo per ragazzi, la scrittura è veramente cringe: frasi da tema delle medie, colpi di scena incredibili (serve proprio un oggetto rarissimo e viene magicamente trovato proprio in quel momento), attivisti generosissimi, capitalisti cattivissimi, amici dei capitalisti che all'ultimo si convertono all'esercito del Bene, uomi attaccabrighe, donne stupidine ma che in realtà risolvono tutti i problemi, il denaro corrompe, la tecnologia è cattiva ma anche no, la natura ci salverà. Di distopico c'è solo l'ambientazione in un mondo distrutto dalla catastrofe climatica, il resto è un delirio hippie (acidi compresi).
Non leggetelo non lo dirò mai ma almeno non compratelo.

Domani sera guarderò nei meandri del Kobo, avevo in mente di iniziare l'opera di McCarthy e Pynchon questo inverno ma poi ho sempre qualcosa di più attuale.

 No.5307

>>5306
Cosa ti aspettavi dalla Guzzanti? Mi spiace per la brutta lettura ma non capisco perché ti ci eri "fissato"

 No.5308

>>5307
Mi piace il post-apocalisse e le distopie, comunque se non assaggi non puoi sapere che sapore ha. Non è che mi aspettassi un capolavoro ma ero pronto a lasciarmi piacevolmente sorprendere. Non è successo e si passa ad altro!

 No.5378

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Tra un libro e l'altro mi sto facendo tutto il catalogo della not nero editions.

Sono al 25% di questo ed è noioso da sbadiglio. Non so se sono oggettivamente brutti i racconti scelti (le autrici sono tutte vincitrici di premi e tutte pubblicate in riviste fantasy/fantascienza), se è il tema femminista (che non è neanche troppo calcato), se sono tradotti male o se sono io che non sono più abituato a leggere narrativa.

Comunque gli do un altro 25% e poi lo pianto lì.

Lo trovate su libgen/zlibrary se v'incuriosisce. Sono 460 pagine sul mio Kobo.

 No.5379

>>5378
Cosa c'è della Le Guin? La saga di Terramare è ben fatta, ma devo ancora leggere il ciclo di The Dispossessed.

 No.5380

>>5379
io lassie "la falce dei cieli" , dove il protagonista è capace di mutare la realtà attraverso i suoi sogni. Mi ricordo che mi era piaciuto.

 No.5381

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>>5378
In genere quando assemblano un'antologia per argomento c'è sempre il rischio che venga un lavoraccio.

Fantascienza anche per me, "La città e le stelle" di Arthur C. Clarke. In genere mi procuro i libri in seguito a suggerimenti e spunti che trovo ma di questo non ricordo la fonte. Mi sta piacendo.

Il prossimo credo sarà un libro di Arto Paasilinna.

 No.5383

>>5379
Sur, un racconto dell'82 pubblicato sul New Yorker.

https://en.m.wikipedia.org/wiki/Sur_(short_story)

È uno degli ultimi.

 No.5444

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>>5381
Finito, bello ma non memorabile. È una saga multigenerazionale in piccolo.

Nel frattempo ho letto anche pic relata, sempre consigliato da anon. Saggio che si legge veloce, mi è piaciuto,in effetti è vero che abbiamo pregiudizi sul mondo che non reggono il confronto coi dati di fatto.

 No.5449

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>>5444
Aaaw anon, mi fa sempre piacere vedere che segui i miei consigli. Ti sei già letto almeno tre libri che ho consigliato sulla board. Io sono da un mese con "L'uomo e i suoi simboli" di Jung & co. ma a mia discolpa ho passato due settimane sopra un giochiiiiiino, ora sono all'80% e lo trovo decisamente un buon libro di divulgazione, certe parti sono veramente molto molto interessanti. Conto di finirlo settimana prossima e la lettura che verrà è ancora un mistero, mi sono segnato un po' di titoli e deciderò spinto dal sentimento del momento

 No.5450

>>5449
Per le mie letture salto da un consiglio o da un riferimento all'altro che trovo sul canale o nei libri che leggo. Su Jung credo non ti seguirò perché di pissicologia mi importa molto poco. Percui stasera forse Arto Paasilinna.

 No.5452

>>5450
>Per le mie letture salto da un consiglio o da un riferimento all'altro che trovo sul canale o nei libri che leggo.
Anche io così, soprattutto il secondo. Cos'è Arto Paasilinna?

 No.5454

>>5452
Arto Paasilinna è uno scrittore finlandese, direi. Per ora intendo leggere i suoi "Aadam ed Eeva" (questo l'ho visto citato nei commenti ad un articolo dedicato alle batterie di un quotidiano on-line!) e "Prigionieri del paradiso" perché ne ho letta la trama e mi pare interessante.

 No.5457

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>1: The dragons of Babel, Michael Swanwick.
> genere: science fantasy
Letto qualche mese fa. Finalmente un autore con davvero tanta fantasia e inventiva: ti stupisce di continuo. Non avevo letto nulla di Swanwick prima, ma continuerò.

>2: 1793, di Niklas Natt Och Dag

>genere: thriller storico
Letto subito dopo il precedente. A differenza di come dice la copertina non è "avvincente come il Nome della Rosa" manco per il cazzo, anzi la storia è poco organica e un po' dispersiva. Lo reputo degno di segnalazione per la più che competente tecnica di scrittura dell'autore: ovviamente non so se sia anche merito della traduzione, ma è a un livello tecnico decisamente sopra la media, tanto da avermi impressionato (ormai nella letteratura di genere mi aspetto sempre il peggio).

>3: The case for Mars, di Robert Zubrin

>genere: saggio scientifico
Il libro con cui sono attualmente impegnato. Il fatto che è un saggio, che è in inglese, che è piuttosto tecnico e che non lo leggo per lavoro mi rallenta enormemente, ma sembra dare una prospettiva interessante. L'autore senza dubbio sa di cosa parla, non essendo un giornalista improvvisatosi saggista con un libro sensazionalistico.

 No.5458

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>>5454
Finito in fretta "Prigionieri del paradiso". Carino, niente di più. È una rappresentazione utopica e piuttosto incredibile di un naufragio. Paasilinna passa per essere un buon umorista e in questo suo primo romanzo del 1974 si vede nascere qualcosa. Adesso sto leggendo "Aadam ed Eeva" che è più tardo ed è effettivamente più ironico.

 No.5459

>>5458
L'altro giorno mi hai incuriosito e ho cercato qualcosa, a quanto pare in Italia è famoso un libro, il giorno della lepre, poi quando lo leggi fai una breve rece che magari me lo leggo.

Io intanto ho finito l'uomo e i suoi simboli e sul Kindle sono entrati "Demenza digitale" e sempre di Jung lo scritto omonimo sulla sincronicità. Ieri ho cominciato il primo perché i libri di psicologia di Jung sono molto interessanti ma anche pesanti per un profano come me e devo leggere qualcosa di più leggero per detox.

 No.5473

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 No.5480

>>4969
Letto tempo fa il secondo, sotto consiglio di qualcuno su una IB, deve girare di moda da queste parti. Non so parlare di libri, come trattatiello di approfondimento sul tema l'ho apprezzato, ma la filosofia pessimistica del "è meglio morire guardate!" mi ha cringiato dall'inizio alla fine e credo che mi sentirei di perculare chiunque l'abbia presa sul serio, anche se in True Detective quel personaggio depresso per conclusioni esistenziali che sembra l'autore immaginario di questo libro mi lasciò una forte impressione ma più di tenerezza tipo l'asino Ih-Oh.
E in effetti la cosa più affascinante è la natura del libro come manufatto all'interno della storia, che ritengo più grande, ricca di esso.
Ah e come dicono altri non cita Leopardi quindi levati Ligotti non sai gnente about our pain.

 No.5521

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>>5459
>il giorno della lepre
In realtà è "L'anno della lepre" e sì, è un delizioso piccolo libro. È in sostanza la storia di un tizio che si scontra con una lepre e cambia vita. Si legge in un lampo ed è meglio degli altri due. E dire che non volevo leggerlo…

Ora sono anche io alle prese con Milan Kundera e la sua insostenibile leggerezza, non so neanche io come ho fatto a non leggerlo fino ad ora. Se però mi vedete Siddharta in mano, sparatemi.

 No.5572

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>>5521
Finito anche Kundera, ha ragione >>4969, potrà anche non piacere l'intreccio di storie ma è scritto veramente bene e parla di argomenti profondi con, appunto, leggerezza. Consigliato.

Iniziato pic relata, non ricordo più da dove ho preso lo spunto, probabilmente dalla biografia di Calvino su Wikipedia.

 No.5575 SALVIA!

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comprato un paio di settimane fa e sto facendo una fatica immensa a finirlo
scritto da cani, l'autore pare un analfabeta (eppure non lo è, chiaramente), pieno di errori di stampa e/o battitura
il contenuto è moooolto superficiale anche per chi non sa niente della storia di Roma, veramente orribile

 No.5608

>>5575
ellamiseria, chi è l'editore?

 No.5610

Ho finito ieri il libercolo (120 pagine) sulla sincronicità di Jung.
Non lo consiglio se non avete letto nulla di lui, ma se siete già a un punto intermedio lettura molto interessante, mi ha veramente affascinato. Quell'uomo era un genio.
Oggi ho aperto un manuale universitario di sociologia trovato a una bancarella (inb4 non saranno mai donne vere) quindi per un po' non scriverò qui perché non è che ci sia molto da dire nel merito

 No.5613

>>5608
Newton Compton

 No.5614

>>5613
Allora ci sta tutto quello che dici.

 No.6039

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Ma non legge più nessuno? Maledetti vitafagotti!

Ho finito pic relata, era in OP di un post su /b/. Diochan si conferma come un ottimo dispensatore di consigli letterari.
È un buon libro paragonato alla letteratura "classica"? No, però è davvero il libro di anon, sembra di leggere quelli che su /b/ invocano la sharia perché non riescono a scopire. Sostituire la sharia con l'olocausto nuculare. Lo stile è quello del flusso di coscienza, frasi sconnesse che saltano di palo in frasca, pieno di parole e frasi in tedesco (che non serve sapere).
La storia di un fallito che rimpiange un'ideologia fallita, immagina un futuro che non si realizzerà, disprezza chiunque e anche sè stesso, è ossessionato dalla figa e ha palesi tendenze omosessuali pur dissimulandole con la mancanza della topa. Sicuramente un personaggio.

Comprabile in offerta sul negozio equino, per gli interessati. L'altro suo libro invece non si trova.

 No.6040

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Iniziato ieri. Non sembra male.

 No.6041

>>6039
Ciao anon, ero uno di quelli che con cui parlavi spesso in questo thread: sto studiando per l'università e quindi ho mollato un attimo le letture "normali"

 No.6044

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Lessi un paio di mesetti fa una robaccia di Agamben sulla follia di Holderlin, in cui si racconta della seconda parte della vita del poeta sul Neckar, mezzo pazzo a casa di un falegname, in cui Agamben porta avanti la tesi che non fosse veramente pazzo, ma solo perculasse la civiltà mentre se la viveva balordo ospitato dal falegname. Nonostante la vaccata di libro, interessante solo nelle parti di pura cronaca e resoconti economici delle spese di Holderlin, mi è venuto l'affetto per lui. Così ho accattato l'Iperione. Che dire? Capolavoro senza tempo. L'ho quasi finito ed entra nel cuore senza passare dal via.

 No.6045

Ah, ho scoperto che Harari è nella setta vipassana di Goenka. Peccato.

 No.6046

>>6045
Perché peccato?

 No.6047

>>6046
Perché vuol dire che parte di quel pensiero settario è presente nelle sue opere. Alla luce di questo, bisogna approcciarsi alla lettura in maniera più attenta.

 No.6048

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Il primo molto bello e scorrevole, un po' deprimente ma racconta bene l'alternarsi di miserie e slanci del protagonista, sarà che sono depresso ma mi ci rivedo.
Il secondo è incredibilmente comprensibile per essere un testo di filosofia e io un non-filosofo, è solo un po' pedante nell'elucidare i vari passaggi, ma immagino sia necessario in un mondo dove ti fanno le pulci anche alle virgole.

 No.6049

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Viva la droga

 No.6050

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Ho finito i libri di Byung-Chul Han che ci sono su zlibrary.

Sono veloci da leggere. Muovono critiche alla società neoliberale ma è tutta roba che anon più o meno sa. Spesso si ripete.

Se v'interessa leggete prima Psicopolitica che praticamente è un riassunto di tutti gli altri.

 No.6051

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>>4957
Ultime letture fatte durante il mese. "Il calcolo economico nello Stato socialista" è un libro piuttosto interessante, ma in mia opinione (non da economista) non so scrivere chiuso nella sua camera dell'eco, se così posso dire. Per quanto riguarda l'altro l'ho appena cominciato, quindi non saprei dire chissà cosa.

 No.6058

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>>6050
letto anni fa ed è davvero interessante. hai altri titoli simili da consigliare? io stavo pensando di acquistare "accelerazione e alienazione: per una teoria critica del tempo nella tarda modernità"
altra pic invece quello che sto leggendo ora, da bravo marchefag

 No.6300

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I tormenti di un ebreo ortodosso che prima perde la fede e poi scopre che gli piacciono i ragazzi di 15 anni, e che non può lasciare la comunità per vivere in libertà per non perdere la posizione sociale acquisita e diventare un poveraccio.

 No.7172

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Non legge più nessuno?

Io ho appena finito "La colazione dei campioni" di Vonnegut. È un altro che scrive divinamente, ironico e tagliente, un superclassico. Fra un mattone e l'altro è una boccata d'aria fresca.

 No.7173

>>7172
Sono l'OP del filo, mi sono inventato dal nulla un percorso universitario da studente/lavoratore a 30 anni e quindi sono 4 mesi che ho solo davanti agli occhi manuali, primo o poi torno, promesso.

 No.7191

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Questo. Un po' cisetero monogamico orientato ma comunque interessante e scritto bene.

 No.7192

>>7191
>Un po' cisetero monogamico orientato
quando cominciano i difetti?

 No.7247

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Ho iniziato questo (consigliato da anon su /x/ a un altro anon). È scritto davvero male e più per flexare la cultura dell'autore che per spiegare bene le cose (infatti su IBS c'è la rece di un ragazzino che dice che gliel'hanno dato da studiare all'uni ma non ci ha capito un cazzo), ma alla fine è interessante. Lo trovate su zlibrary.

 No.7297

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-lo spirituale nell'arte, saggistica del pittore sul ruolo dell'artista, che ascoltando la propria spiritualità deve distaccarsi dall'arte come mera riproduzione e consumo e occuparsi di creare qualcosa che tocchi l'anima dello spettatore.
-teatro grottesco di Ligotti, raccolta di racconti horror veramente assurdi, serve un po per entrare nel suo immaginario ma poi diventa estremamente coinvolgente. consigliato a chi segue l'autore.
-amore liquido di Bauman, saggistica sulle relazioni nell'epoca moderna preda del consumismo e dell'immediatezza.

 No.7299

>>7297
Infatti Eugene Thacker che ha scritto una trilogia sull'orrore e la filosofia relata dice di leggere tutti i libri di Ligotti come se fossero dei romanzi horror perché quello è il suo lavoro.

 No.7377

>>7247
Finito. Confermo che sembra che l'editore abbia preso il tipo e gli abbia chiesto di mettere insieme 4 concetti per un libro sulla religione e lui l'abbia fatto controvoglia. Comunque qualcosa s'impara.

 No.7435

>>7247
Bravo anon, è un ottimo libro.

 No.7445

Dark Spring di Unica Zurn.

Una bambina fa le prime esperienze sessuali, poi a 12 anni si innamora di un uomo e si ammazza.

Racconto breve che si legge veloce.

 No.7564

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Questa "trilogia" su Bacon.

Il primo è il più interessante perché parla lui. Il secondo è una supercazzola. Il terzo è di un amico che Bacon stimava molto e infatti sa scrivere di cosa parla.

L'unica pecca di questo editore è che mette le riproduzioni delle opere degli artisti in bianco e nero, che così tanto vale non metterle.

 No.7580

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sempre >>7297
Inebriato dalla prima lettura, ho subito iniziato un altro libro di racconti di Ligotti, "Nottuario".
Il mondo dei suoi racconti è malato, grigio, permeato di un'atmosfera soprannaturale che anima le città, i corpi vuoti di presenze sconosciute e che mai si svela agli occhi del lettore.
Altra lettura, "Ritorno dall'universo" di Stanislaw Lem. La storia di un astronauta che torna da un viaggio nello spazio durato per lui 10 anni ma 150 per la Terra, il protagonista deve fare i conti con un mondo che non conosce, dove non esistono più i pericoli la fatica o il sacrificio, la tecnologia ha reso gli uomini privi di passioni. Nessuno si ricorda della sua missione, e nessuno è capace di capirne il significato

 No.7583

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>>7580
Il libro di Lem te lo frego dal comodino sicuramente! Ricordiamo che Stanisław Lem è l'autore di "Solaris". Ce l'ho sull'ebook reader dai tempi delle tavolette di argilla ma non l'ho mai affrontato. Cronologicamente il tuo viene prima di Solaris e ha senso leggerlo prima!

Io ho attaccato Pynchon. Ho finito il suo primo romanzo "V.", assolutamente notevole ma non per chi cerca una narrazione lineare. Confermo che ci sono larghi tratti del libro nei quali pensi che sia tutto tenuto insieme con lo sputo e niente c'entri con niente. Bisogna sapersi lasciar portare, è proprio un autore per chi ama leggere, inteso proprio l'attività di farlo.
Ora sono alle prese con "L'incanto del lotto 49", sicuramente più lineare del primo ma sempre ondivago e divagante. Sicuramente un gran narratore, però.
Credo che mi risparmierò "L'arcobaleno della gravità" (per ora) perché mi da l'idea di essere tutto amplificato di mille volte, anche se la trama è forse quella che mi intriga di più.

 No.7646

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Un 30enne viene scarcerato per insufficienza di prove (ha sborrato in faccia a una bambina). Torna a casa dalla madre e nel quartiere ormai abbandonato da (quasi) tutti incontra una bambina di cui diventa amico. Iniziano i tormenti del giovane "pedofilo" (che è anche autistico) fino al "colpo di scena" finale.

È stato un bestseller in patria e ci hanno fatto pure un film (Muidhond) che però cambia abbastanza la trama da avere un senso diverso dal libro.

Non è Nabokov. Il pedofilo è troppo stereotipato da manuale di psicopatologia sessuale (l'autrice è una psicologa criminale). In certi punti diventa una palla leggerlo perché si dilunga troppo per esprimere il mood della situazione (il libro è piuttosto corto quindi si vede che ci ha buttato dentro roba per allungare il brodo) (il film rende meglio).

5/10.

 No.7773

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>>7580
>>7583
>Il libro di Lem te lo frego dal comodino sicuramente! Ricordiamo che Stanisław Lem è l'autore di "Solaris".

Finito di leggere "Ritorno dall'universo" di Stanislaw Lem, notevole, grazie anon! Un po' lente le descrizioni della nuova città nella prima parte del romanzo ma niente di drammatico, un ottimo romanzo di fantascienza.
A rimorchio ho deciso finalmente di affrontare il superclassico "Solaris". Conviene sempre informarsi prima e scoprire che esiste una nuova versione italiana, edita da Sellerio, che è traduzione dall'originale polacco e non, come la prima e più diffusa, traduzione da un condensato in francese o inglese. Sono al secondo capitolo e ci ritrovo le stesse descrizioni però più scorrevoli, mi sembra effettivamente una scrittura migliore.

 No.7779

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>>7773
sempre >>7580 qui. Solaris l'ho letto anni fa e lo ho adorato. Lem come hai già notato è estremamente prolisso nelle descrizioni, anche in solaris è così.
fattobuffo, mi ricordo che al tempo facevo molta fatica a immaginare gli scenari dell'oceano presenti nella storia, finchè una notte in sogno mi sono ritrovato a vagare sul pianeta. immerso in quello spettacolo fantastico ricordo di aver pensato "aah ecco com'è, non sarei mai riuscito a immaginarmelo".
Ora sto leggendo pic relata, sono a metà del primo racconto e che dire, Lovecraft non delude mai.

 No.7780

>>7779
>anche in solaris è così.
Invece ti dirò che pensavo a Solaris come una martellata sulle palle e invece scorre via che è un piacere, meglio di Ritorno dall'universo, spero che continui così. Evidentemente èn Tarkovskij che è insopportabilmente palloso e non Lem!
Il tuo libro lo lessi l'estate scorsa, ne avevamo parlato in un altro filo. Bello sicuramente ma Lovecraft non è il mio genere, preferisco la fantascienza.

 No.7866

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Come dice il sottotitolo, un filosofo e psicanalista fa una critica al DSM.

In sostanza gli sta in culo che il DSM si professi "ateorico", mentre in realtà ha radici nell'utilitarismo e nel comportamentismo che per l'autore sono filosofie/psicologie meh per motivi personali e per la sua formazione psicanalitica. Questo è il cuore del libro, poi ci sono le solite critiche basiche (criteri arbitrari, aumento esponenziale delle malattie listate tra la prima edizione e l'ultima, malattie abolite o rinominate per motivi politico-sociali, egemonia della psichiatria americana in Occidente, ecc.) e qualche pippone generico sulla società contemporanea. Alla fine però ammette che ormai ha vinto il DSM (anche l'ICD, il manuale delle malattie dell'OMS, nella parte delle malattie mentali è praticamente una sua copia) e non ci si può fare niente.

Nel complesso è consistente con l'opinione di un altro psichiatra "anti" che ha un'impostazione più fenomenologica/antropologica/basagliana che ho letto qualche tempo fa (Piero Cipriano). Nelle note e nella bibliografia ci sono più o meno gli stessi filosofi e psichiatri in entrambi gli autori.

Comunque, sta lì lì sulla soglia del pepinismo ma non ci si butta mai dentro.

 No.7869

>>7866
Sembra interessante, ma non ho capito se lo consigli o no.

sì mi fido di anon nella scelta di un acquisto

 No.7870

>>7869
Sì e no. Non è tecnico, quindi lo può leggere chiunque. È meglio se hai già una tua idea sulla questione che fartela con questo libro. Comprarlo, direi di no, aspetta che lo mettano su zlibrary. Intanto puoi leggere qualche sua intervista/articolo su internet per vedere se ti suona bene o ti pare un cazzaro. Ti sconsiglio di guardare i video che trovi su YouTube perché dal vivo non sa mettere giù bene le idee e sembra che parli per supercazzole.

 No.7871

>>7866
Ammazza che montagna di merda da come l'hai descritto, adesso mi tocca recuperarlo come quell'abietta cazzata di Armi Acciaio E Malattie per capire fino a che punto sia da cassare, ti odio.

 No.7901

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>>7780
Ho finito Solaris, molto bello anche se rallenta in alcuni punti. Me lo immaginavo diverso ma merita la lettura.
Ho cominciato il libro in pic, più che altro perché incuriosito dalla figura dell'autore dopo aver seguito un paio di podcast nei quali era alternativamente visto come positivo oppure cazzaro. Sarà che ho passato l'età nella quale si cercano "guide su come vivere" ma lo sto trovando pallosissimo. Capisco che a qualcuno possa essere utile e certi consigli sono sensati ma ci infila una vagonata di religiosità e un annacquamento del brodo veramente esagerato.

 No.7920

>>7901
Alla fine è scritto da un reazionario per attecchire su gente disorientata, fa quello che fanno da sempre i reazionari, ovvero inculcare nei soggetti da indottrinare l'idea che sia giusto delegare il proprio pensiero ad altri, sia terzi che interi sistemi ideologici, se hai un QI a tre cifre è normale trovarlo palloso perché lo è.

 No.7922

>>7901
Io l'ho letto tempo fa e sono d'accordo con te. I riferimenti religiosi per me sono una delle cose più fresche del testo

 No.7930

>>7901
Peterson va bene se hai max 20 anni e vieni da una famiglia conservatrice (in senso americano) e credi in quei valori.

Per un italiano conservatore ha poco senso, imho, a meno che non è fissato con l'America.

 No.7973

>>7920
>inculcare nei soggetti da indottrinare l'idea che sia giusto delegare il proprio pensiero ad altri
Nel frattempo ho finito di leggerlo ma non ho la stessa impressione. Confermo che avrebbe potuto benissimo essere più breve e sorvolare sugli aspetti religiosi ma se c'è una cosa che fa è proprio quella di esortare i lettori a riprendere il controllo della propria vita. Se per "delegare il proprio pensiero ad altri" intendi invece la lettura stessa del libro invece che farne senza, avresti anche ragione ma il lettore-tipo di quel genere di libri è proprio chi ha bisogno di aiuto e non chi se la cava da solo.
Comunque è uno che ha le sue idee e che non sono aderenti alla vulgata progressista. Il che non è necessariamente un difetto e lui, dalla sola lettura di questo libro (non ho mai visto interviste, conferenze o altro), mi pare uno col quale sia possibile discutere.

Ora qualche giorno di pausa lettura per essere pronto per il libro di Houellebecq in uscita il 7 gennaio.

 No.7974

>>7973
>Delegare ad altri sistemi ideologici
Se non sei riuscito a vedere questo nel libro di Peterson ti piacerà molto Uellobecco.
A tutti gli altri consiglio di riguardare il "dibattito" che ha avuto con Zizek per capire che razza di incompetente sia. Non nego che possa funzionare come "rettificatore" di persone rotte in scenari 1:1 come quello psicologico anche e soprattutto perché per rimettere a posto la propria merda serve anche un terapeuta che sia in grado di capirla, che poi è il motivo per cui ad anon dico sempre di non andare da psicologhe perché non capiranno un cazzo neanche tra mille anni, come figura pubblica in grado di fare dichiarazioni e definire giusto e sbagliato nella società odierna invece mi pare del tutto inadatto come personaggio.

 No.7975

>>7974
>"rettificatore" di persone rotte
Infatti ne avevo riportato la mia impressione in quello scenario, che poi è l'intento del libro.
>come figura pubblica
In questa veste non lo conosco e nemmeno mi interessa granché farlo e perciò non ne ho un'opinione.

Houellebecq mi piace da sempre, è forse l'unico scrittore del quale attendo l'uscita dell'ultimo libro. Qualche spunto ce lo trovo sempre.

 No.7976

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>>7975
>Come figura pubblica non mi interessa
Scrivere libri è essere una figura pubblica, ed è un pessimo insegnante sotto il punto di vista sociale.
>Houellebecq mi piace
E grazie al cazzo, ti scrive le cose che ti piace sentirti raccontare.

 No.7980

>>7976
Intendevo quello che c'è scritto nei libri, o meglio, nell'unico che ho letto e che mi sembra ragionevole con qualche esagerazione.

Su Houellebecq può benissimo essere come dici però lui lo scrive meglio.

 No.7981

>>7976
>2021
>non sapere scindere un libro dal suo autore
non voglio difendere Peterson che è pure banale nel famoso libro del rifarsi il letto ma allora a questo punto dico che Picasso era uno stronzo, Raffaello era una merda

 No.7985

>>7981
Figura pubblica inteso come individuo che mette roba nero su bianco e la immette in circolazione.
Se andassi a fare misura del Peterson "persona" sarebbe una cosa impietosa e me ne son tenuto lontano apposta.

 No.8162

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Romanzo porno(?) o erotico(?), vedete voi, son passati 115 anni dalla pubblicazione, dell'autore di Bambi. Scandaloso all'epoca e pubblicato anonimo.

Due capitoli. Nel primo, lo svezzamento sessuale di questa Josefine prima dei 13 anni. Nel secondo, il primo giorno di lavoro da puttana a 13 anni. Pensavo raccontasse un po' di avventure di tutta la carriera invece conclude il secondo capitolo dicendo che sarebbe troppo lungo raccontare tutte le storie dei 33 mila cazzi che ha preso. Eh vabbè…

Un romanzo femminista perché il troieggiare fin da bambina è visto come una cosa positiva e perché la tipa si emancipa dalla sua situazione di povertà attraverso l'uso del suo corpo. Un elogio del sex work, come si dice oggi.

Pochissima trama, il libro è per lo più fatto di scenette di scopaggio una dietro l'altra. Simpatici alcuni appellativi dati ai genitali tipo "dispensatore del perdono paterno" quando scopa il padre.

 No.8179

>>7976
>è un pessimo insegnante sotto il punto di vista sociale.
Ma dove sta scritto che dovrebbe insegnare qualcosa? Solo in Italia pensate che appena qualcuno dice o fa qualcosa pubblicamente allora abbia intenzione di diventare una specie di guru/maestro/ducetto, oppure che ogni opera voglia o debba avere un qualche fine diidattico, ma a volte (anzi, quasi sempre) uno vuole solo dire quello che pensa e fine, senza fare lezioni.

 No.8226

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Finito e piaciuto. Ma a me piace Houellebecq.
Non lo so descrivere, è certamente una storia d'amore familiare e di coppia ma non scontato. Sono sempre presenti i suoi giudizi sulla Francia, sull'Europa, sulla società occidentale, sulla vita e sulla morte. Non è dirompente come alcuni suoi precedenti ma non sono rimasto deluso.

 No.8274

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Mi aveva incuriosito la sinossi e anche il fatto che ci avessero tratto il film Limitless. Niente di che, pensavo meglio.

 No.8353

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Oh, questo è stata un piacevole sorpresa! Distopia post-apocalittica a base pandemica che stermina quasi tutta la popolazione (forse dell'argomento avete già sentito parlare ultimamente…). Il mondo post-apocalisse è trattato in modo verosimile, violenza e voglia di vivere, l'autrice è donna e si capisce in senso positivo. Secondo me il finale poteva essere meglio ma il libro tiene in ogni sua parte e l'ho finito con rimpianto. Come scrivo sempre, un post-apocalittico giusto (come La strada di McCarthy e Il lungo silenzio di Tucker, su piani diversi).
Lo consiglio!

Comunque m'avete lasciato solo anche stavolta…

 No.8366

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Primo libro. Molto meglio degli articoli di Wikipedia sulle stesse religioni che al confronto sembrano scritti col culo e sono pallosi. Qui c'è giusto un po' di storia e filosofia per introdurre le fonti e sembra di leggere un romanzo.

Ho lollato ai romani che prima di attaccare una città leccano il culo alle divinità nemiche per farsele amiche e vincere; e credo di aver capito perché lo gnosticismo è un meme sui chan: letto in un certo modo si sovrappone al pensiero degli incels, andicappini, negri e compagnia.

Da come tratta le varie religioni si vede che l'autore parteggia per il cristianesimo e un po' per il buddhismo. Nell'altro libro si definisce "agnostico cristiano".

Secondo libro. Il primo capitolo l'ho trovato pesante perché mi mancano i prerequisiti filosofici e ci mette un po' di tecnicismi, ma poi diventa leggero. Tratta l'argomento in modo molto generico, senza approfondire troppo (è un libretto di 80 pagine del Kobo). Basato il capitolo dove spala merda sul "nuovo ateismo" di Dawkins & Co. e sulle sue controparti italiane (Giorello e Odifreddi); non è contro gli ateismi, comunque. Nel complesso è più un libro di consigli di lettura che un vero e proprio saggio sull'argomento.

 No.8368 SALVIA!

>>8366
>negri
È parolafiltro per la p-parola.

 No.8408

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Non lo conoscevo, ho preso spunto da un filo su /b/ per leggere Kaczynski. E niente, se la parte sulla descrizione della "sinistra" mi sembra fulminante nella sua attualità, quella sulla desiderabile fine della tecnologia mi sembra confidare un po' troppo sul fatto che prima della rivoluzione industriale si stesse davvero così bene da desiderare di tornarci di corsa.

 No.8428

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Suggeriti dal secondo libro qui >>8366.

Espongono un ateismo liberale (in contrapposizione a quello totalitario di Comte e Stalin) che si può riassumere in "rispettiamo il tuo credo, ma non ce lo devi imporre e l'ateismo non è il male assoluto".

Le argomentazioni partono da Hume, Kant, Mill, d'Holbach, Feuerbach,
Bayle e generalmente dagli illuministi, e dalle scoperte scientifiche dai tempi di Darwin ai giorni nostri.

Il primo è scritto molto bene, nel secondo gli parte un po' la vena al collo perché è stato scritto ai tempi di Ratzinger che gli stava sulle palle perché era un papa illiberale.

 No.8532

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Primo libro. C'è una prima piccola parte introduttiva dove fa un po' di storia e spala merda su tutti gli esoteristi e i mazzi di tarocchi classici tranne Jodorowsky e Camoin. Nella seconda parte descrive 'sto viaggio iniziatico dell'uomo attraverso un riarrangiamento degli arcani maggiori secondo gli insegnamenti di un maestro massone della loggia dei gradi azzurri. Avvisa che è volutamente ripetitivo, aulico e supercazzolante perché si fa così. Usa principalmente il mazzo di una certa Elettra d'Argo, ma ci fa inserzioni con il Rider Waite e l'Enoil Gavat perché in alcuni punti funzionano meglio per raccontare la storia, dice lui. Alla fine 'sto viaggio non è nient'altro che la struttura generica ricavata dalla vita dei vari profeti tipo Mosè, Gesù e Buddha con qualche riferimento a Platone, i Pitagorici, l'alchimia, la numerologia e le Sephiroth. È il primo volume di 4 (negli altri tre introduce la numerologia e la cabala, non penso che li leggerò perché questo è scritto un po' male).

Secondo libro. Racconta i prodromi che hanno portato alla nascita della teoria queer negli anni 90. Si concentra principalmente sulla figura di Hocquenghem perché il testo è stato pensato come postfazione a una riedizione del suo libro "Il desiderio omosessuale" degli anni 70. Il titolo si riferisce al fatto che il sistema patriarcale-capitalistico sia essenzialmente fondato sulla castrazione dell'ano e che solo una sua liberazione potrebbe smontarlo. Non dice molto altro perché è davvero un libricino. L'autore è un trans FtM.

 No.8549

>>8532
>Il titolo si riferisce al fatto che il sistema patriarcale-capitalistico sia essenzialmente fondato sulla castrazione dell'ano e che solo una sua liberazione potrebbe smontarlo.
porco dio, PORCO DIO!
ma cosa stracazzo leggi razza di negro handicappato

 No.8550

>>8532
Ho i brividi. Dimmi di più sul secondo libro e spiegami non ironicamente perché ti sembra una lettura valida

 No.8551

>>8408
Il punto di Kaczynski è che più la gente diventa dipendente dalla tecnologia più accetta di sacrificare la propria libertà di azione, perché non sa più come gestirsi senza tecnologia.
Lui stando nella cabina di legno tra i boschi ha re-imparato a vivere senza tecnologia moderna e ad autogestirsi, senza aver bisogno più di tanto della gente attorno per tirare avanti.

Un'altra cosa che vuole fare capire è che all'aumentare della tecnologia media in possesso a un tot numero di persone, anche le persone attorno a quel gruppo di tot cominceranno ad adottarla, perché è la via più comoda e più facile, pena l'esclusione dal gruppo e la perdita di alcuni vantaggi.

 No.8552

>>8551
Capisco e ciò che dici ha senso. Non sono convinto però che la soluzione sia un capanno nei boschi del Montana oppure ritornare tutti nelle capanne ognuno nel suo angolo di mondo. Comunque una scrittura lucidissima, pensavo fosse un matto e invece la parte di analisi mi sembra centrata.

 No.8553

>>8552
Unabomber non è mai stato "matto", è un individuo deviante dalla società che aveva le capacità per mandare un messaggio e l'ha voluto fare, è lucidissimo nelle sue motivazioni ma è anche chiaro che sono e rimangono inaccettabili per la maggioranza delle persone

 No.8554

>>8551
>>8552
>>8553
In sintesi: primitivismo.
Purtroppo la realtà dimostra che non crei stazioni spaziali o modelli della fisica fondamentale senza una civiltà tecnologica avanzata che non è compatibile con un setting rural-luddista come quello predicato da Kaczinsky.
E no, ritenere possibile il fermare le lancette del Tempo congelando la società umana in una eterna Arcadia ideale è una puttanata sesquipedale.
Poi che su alcune critiche ci abbia visto giusto, putroppo proponendo soluzioni del cazzo, è vero non lo nego.

 No.8555

>>8551
ma che cazzo dici, negro, ma che cazzo di libro hai letto? stai facendo sembrare Kaczinsky uno dei piddini ecologisti che ha dedicato due o tre capitoli interi ad insultare, negro di un negro
il punto di Kaczynski è che il progresso tecnologico e la soddisfazione umana si escludono vicendevolmente, dove per tecnologia non si intende il furbofonino ma tutte le scoperte tecnologiche a partire dalla fottuta rivoluzione agricola
il punto di Kaczynski è che siamo degli animali e dei selvaggi e che ci siamo evoluti per vivere in quel modo lì, nella società tecnologica ci troviamo come pesci fuor d'acqua e cerchiamo in ogni modo di compensare quel vuoto che la modernità, dandoci da vivere in maniera agiatissima con relativamente poco sforzo, ci lascia (attività surrogate)

 No.8564

>>8555
Quello che è stato scritto sopra si può estendere a quello che dici tu: la società agricola ha ristretto la libertà della gente nomade costringendola a stanziarsi

 No.8601

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Sto finendo questo.

Dovrebbe essere un manuale, ma è più una raccolta di piccoli saggi (antropologia, sociologia, psicologia, neuroscienze, geografia, ecc.) che in sostanza non dicono niente e con alla fine 3-4 pagine di bibliografia per capitolo che sembra buttata lì per fare volume e dare un tono serio al libro. Sono anche scritti un po' male, cosa triste visto che è tutta gente che insegna nelle nostre università. L'unica cosa che mi ha davvero interessato è stato il capitolo (cortissimo) sul diritto comparato.

Abbastanza deluso.

 No.8636

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Spiega un po' cos'è una filosofia politica critica: in poche parole è un pensiero che critica il presente ma non ha nessun fine normativo (cioè dettare delle regole su come essere). Le "teorie" queer si fanno carico delle istanze delle sessualità minoritarie e criticano il sistema eteronormativo.

Ci sono 3 grandi filoni queer:

- Il "freudomarxismo rivoluzionario" di Mieli che ha come cardine il concetto di desiderio e prevede una "fine della storia" con nel futuro una società pacificata dove siamo tutti liberi.
- Il "costruttivismo radicale" di Foucault che ha come cardine il concetto di dispositivo biopolitico e prevede una critica continua perché il dispositivo eteronormativo può andare avanti all'infinito ma comunque col passare del tempo la società sarà sempre più libera.
- La "teoria queer antisociale" di vari autori che ha come cardine il concetto di pulsione ed è pessimista rispetto le prime due perché il soggetto non persegue la propria libertà sessuale ma è "perseguitato" da questa pulsione incontrollabile che "lo agisce" a prescindere, appunto, dalla sua volontà e quindi inevitabilmente fallisce. Also sono critici sulla politicizzazione del sesso perché questo lo emenda dalla sua intrinseca negatività, cioè lo "pulisce" e desessualizza.

Le prime due non sono teorie queer in senso stretto ma sono alla base delle teorie queer vere e proprie nate negli anni 90.

Poi va avanti nel dire che le teorie queer non denunciano solo l'eteronormatività ma sono critiche anche verso i movimenti e le comunità delle minoranze sessuali perché anche questi producono al loro interno modelli normativi, meccanismi di esclusione e ordini gerarchici. Inoltre fanno presente che l'integrazione delle minoranze sessuali nelle società neoliberali rischia di compiersi a spese di altre soggettività minoritarie. E qui introduce il concetto di "omonormatività", cioè che per essere gay bisogna esserlo in un certo modo, quelli che gli etero chiamano "gay normali" (stesso discorso per le lesbiche); poi il concetto di "transnormatività", cioè che per essere trans bisogna esserlo in un certo modo, tipo i/le trans che passano perché hanno vinto la lotteria genetica o quell* che grazie a interventi chirurgici si considerano vere donne e veri uomini; e infine il concetto di "omonazionalismo", cioè usare i diritti concessi agli LGBTQIA+ per far apparire splendido il modello neoliberale occidentale per giustificare politiche anti-islamiche e anti-immigrazione.

Nel complesso è stato abbastanza interessante, sinceramente pensavo mooolto peggio.

 No.8760

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Ho letto i racconti di Ted Chiang, incuriosito dal fatto che avesse vinto un bel po' di premi Nebula e Hugo. E merita davvero, una sorta di fantascienza sui generis e molto intellettuale, non credo di essere stato all'altezza degli spunti anche filosofici che propone Chiang. Da uno di questi racconti hanno tratto la trama del film "Arrival". Li consiglio.

Fra uno e l'altro ci ho infilato un saggetto sulla solitudine dei tempi moderni. In breve, è tutta colpa del neocapitalismo turboliberista, anche se l'autrice ha almeno la compiacenza di dirci che si stava soli anche prima della rivoluzione industriale. Onestamente mi aspettavo di più però ha dei buoni spunti.

 No.8761

>>8760
Se ti è piaciuto quel saggio lì, forse ti piaceranno i libri di Byung-Chul Han.

 No.8762

>>8761
In realtà dicevo appunto che accusare il neoliberismo mi pareva troppo scontato e che il saggio non m'è sembrato epocale. Ho dato un'occhiata veloce e l'autore che suggerisci sembra effettivamente anche lui dello stesso filone. Grazie per il consiglio, che è sempre benvenuto!

 No.8784

>>8762
Sì, la roba del tardocapitalismo è iniziata come effettiva critica che aveva senso molti anni fa ma ormai è un meme per vendere libri e conferenze e fare views sui social.

 No.8872

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L'ho scoperto nello stesso periodo di questo >>8274, tratta anch'esso delle facoltà cerebrali aumentate.
Il libro è del 1954 e in certe parti non è invecchiato bene. Ma è un buon libro di fantascienza che fa pensare ad argomenti importanti. Lo spunto di partenza è l'improvviso aumento del quoziente intellettivo di tutte le creature terrestri. Lo consiglio.

 No.8894

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Il primo. Dalla descrizione avrebbe dovuto tracciare dei paralleli tra i due autori, invece sono solo due rece per i fatti loro: la prima, molto generica e breve, su alcune opere di Sade (120 giornate, Justine, Juliette); la seconda, più lunga (occupa praticamente tutto il libro), dove fa un'analisi dei Canti di Maldoror che, tra citazioni e note, quasi rende inutile leggere l'opera originale. Son scritte bene.

Il secondo. Anche se nel titolo c'è "child", si occupa principalmente delle persone puberi e adolescenti nel contesto anglofono (UK, USA, Australia). Argomenta sull'agentività (la voglia de scopa') e sulla soggettività (come si vive lo scopaggio) dei ragazzi in modo sociologico. Per un anon di lungo corso non dice niente di diverso da quello che si legge sui chan (l'unica differenza è che non dà totalmente contro le femministe come i negri, ma riconosce alcuni contributi positivi portati da loro). Ogni tanto parte qualche supercazzola, ma nel complesso spiega bene la sua posizione.

 No.8911

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Ambientato nella Russia del 2027, spiega in maniera molto chiara quella del passato e del presente e il rapporto del popolo russo col potere e la religione.

 No.8912

>>8911
Che porcata di libro, l'ho sfogliato ed era un misto di cringe e lolwuttate. L'autore è palese che si arrapi con le fantasie sadomasochistiche.

 No.8913

>>8912
Beh, soprattutto nella parte finale in effetti l'ho trovato esagerato (mi riferisco all'orgia gaia), comunque è una distopia fittizia. A me ha colpito il fatto che pur essendo stato scritto nel 2006 dipinge una Russia con un sovrano assoluto, uno stato pervasivo e in perenne tensione prebellica, un'Europa definita debosciata e in stadio finale, la Cina come partner con cui litigare e fare affari, funzionari statali in parte corrotti e in parte servitori acritici e fanatici, la visione della Rus' come centro del mondo, le altre etnie viste come palesemente inferiori e il ritorno della religione ortodossa a regolare la vita della gente. Io ci ho trovato la Russia di questi giorni, tranne le robe più esagerate, e se l'autore ne ha scritto anni fa vuol dire che fanno davvero parte dell'anima russa.

 No.8914

>>8913
Sul background culturale ha senso, quello ti do ragione ma è caricaturale, più che distopia la definirei una caricatura ecco, in quell'ottica magari è leggibile.
Però immagina se avessero scritto un libro portando all'estremo il berlusconismo e la cultura puttanieristica degli anni '00 sì grassi lulz ma non potrebbe essere più distante dalla realtà.

 No.8918

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Sto leggendo 'sto libro (pittatta relazionata) trovato nel sottotetto insieme ad altri della stessa collana.
Sto per finire di nuovo the fellowship of the ring e basta e basta

 No.8919

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>>4957
Si, proprio lei, Silvana "Adamo e Adamo, vi presento il mio Carcano", De Mari.

A parte quello, "L'ultimo elfo" è un bel libro per ragazzi.
La lettura è scorrevole, forse un po' ripetitiva in alcuni punti, ma ho apprezzato come la narrazione fosse in terza persona, ma non da un narratore onnisciente bensì come dal punto di vista di ogni personaggio e caratterizzata a seconda della personalità/conoscenze di ognuno di essi. Una sorta di ibrido prima/terza persona.

Parlando di opinioni politiche ficcate a forza nel libro non ne ho trovate come potevo aspettarmi, tranne una.
Nel mondo dove è ambientata la storia esiste ad un certo punto un governo che sembra la visione parodistica del comunismo, quella secondo cui tale sistema prende tutto al popolo nel nome della condivisione senza però lasciare nulla a nessuno se non ai membri del partito.

 No.8943

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Un viaggio nel tempo e nello spazio, dall'Egitto alla Siberia, per spiegare la costruzione di Abraxas, uno dei primi meme magici "globale". Nell'ultimo capitolo dicono che oggi è un po' lasciato in disparte dall'Accademia e che la cultura di massa ha annacquato e deformato il suo significato originario (citano solo un paio di opere dove l'hanno usato bene insieme al resto della teoria gnostica: Jupiter Ascending e True Detective). È un libro che non richiede conoscenze pregresse di nessun tipo e si legge velocemente. A volte ripetitivo.

 No.9012

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>>4987
È palesemente un transumanista, e quando parla di "dei" intende nel senso "pantheon greco" del termine, cioè un piccolo gruppo di persone che spadroneggia sugli altri, del resto è palese che lui pensi che la violenza e la coercizione siano lo standard dell'essere umano. Cosa ovviamente falsa, come tanti (veri) accademici hanno fatto notare.

 No.9017

>>9012
esiste una foto di quest'uomo dove non sembra un cattivo di James Bond?

 No.9029

>>9017
impossibile, è ebreo

 No.9030

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>>9017
A me sembra un giornalista

 No.9050

>>9012
Gli studi psicologici che contano davvero sono tenuti nascosti al pubblico.

 No.9051

>>9050
Nel senso che si tratta di sapere iniziatico o nel senso che sono in paper e libri accademici poco pubblicizzati?

 No.9053

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Strano romanzo che viene inserito alla voce fantascienza, più propriamente postapocalittica. La prima parte è un miscuglio talvolta piacevole e talvolta irritante di femminismo, omosessualità, introduzione all'induismo e critica alle religioni. La parte finale propriamente postapocalittica invece mi ha sorpreso e mi è piaciuta di più.
Nel complesso una buona lettura, fatta in parte lollando perché mi ha ricordato i fili su /b/ sul surfare il Kali Yuga. La trama in breve: un tizio si crede l'ultimo avatar di Visnù giunto per far finire l'era di Kali e iniziare l'età dell'Oro, seguono fatti che portano all'avvenimento con alcuni accadimenti molto umani. Namah Shivaya.

 No.9266

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Primo. Trovato per caso mentre pulivo la libreria. Non mi ricordavo di averlo comprato. È del 2016 e probabilmente qualcosa è datato. La parte interessante è ovviamente la spiega dell'iter per i bambini e adolescenti con DG che non è "satanica" e "globohomo" come la dipinge anon. Per il resto tratta dei bias dei genitori e degli psicologi, degli strumenti diagnostici e dei centri che si occupano del disturbo. Forse è un libro un po' inutile oggi.

Secondo. Preso millemila anni fa su consiglio di Luttazzi che deve averlo citato in qualche intervista. È la parodia porno dei poemi di Ariosto e quella gente lì + satira politica sul sacco di Roma. Smesso di leggere tipo a metà perché noioso da morire e ogni due per tre ti devi fermare per leggere le note che riempiono 3/4 del libro.

 No.9267

>>9266
E' sempre interessante leggerti culturanon. Ti spero sereno

 No.9379

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Romanzo distopico piuttosto strano, scritto in almeno quattro stili diversi e pieno di neologismi che devono aver impensierito e divertito il traduttore. Il romanzo è del 1968 ed è invecchiato bene, probabilmente solo per culo dell’autore: si parla di sovrappopolazione, Europa Unita, la Cina superpotenza, farmaci per il potenziamento sessuale, media pervasivi, supercomputer. Per i curiosi, la voce inglese su Wikipedia è più informativa di quella italiana.

 No.9381

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Sono quello che ha droppato Joyce. Al momento mi sto dando a qualcosa di più semplice. Poi nel mio comodino c'è il Pasticciaccio. Vedrò chi la spunta.

 No.9384

>>9381
Ho appena letto di uno che ha provato a leggere Ulisse nella traduzione di Celati, ma l'ha droppato dopo 50 pagine. Invece è riuscito a finirlo, dopo un mese e mezzo, nella traduzione di Terrinoni per la Bompiani.

 No.9385

>>9384
Posso provare a cambiare traduzione. Ho provato anch'io quella di Celati ma dopo un po' mi sembrava di non capire niente, come ho accennato nell'altro filo. Ho visto che la trad di Celati è molto simile alla versione inglese, ho pensato di avere problemi proprio con lo stile di Joyce.

 No.9393

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Se volete una spiega del perché il mondo queer attiri così tanti falliti, disadattati, e disabili… Also se vi piacciono le letture politiche dei cartoni (il libro è del 2011, i cartoni sono quelli in CGI dal 2000 al 2009). Interessante il capitolo su come nel movimento gay sia stato ormai cassato il fatto che un certo tipo di omosessualità sia coerente con l'etica e l'estetica fascista e se lo fai notare ti danno dell'omofobo. Per il resto ci sono i soliti Deleuze, Foucault, e Lacan, qualche teorico del giro queer, analisi di artisti, scrittori e fotografi più o meno queer. Comunque la tesi del libro è quella del titolo: che il "fallimento" può essere visto come una modo di criticare il capitalismo e l'eteronormatività. Consigliato alle carpe e ai *pillati vari che alla fine non sono altro che sostenitori dell'attuale stato di cose anche se loro si credono critici e rivoluzionari.

 No.9426

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Sono l'anon studente lavoratore da quest'anno che tempo fa aveva fatto su /b/ qualche post per chiedere motivazioni sull'esperienza universitaria.
Sto leggendo per un esame questo e devo dire che è interessante vedere come si sono formati i sistemi della censura in europa con la nascita della stampa, è chiaro, conciso e sa essere interessante, mi sento di consigliarlo anche a chi è curioso e basta nel merito.

 No.9542

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È una relazione di poche pagine presentata alla conferenza di Eranos del 1974. Parte dalla definizione di nichilismo come rifiuto di ogni ordine e autorità dati e come capovolgimento dei valori. Prosegue analizzando 3 movimenti religiosi: lo gnosticismo carpocrate che teorizza un comunismo radicale e un libertinismo (che non include solo il divertimento sessuale ma anche atti osceni e ripugnanti); i Fratelli del Libero Spirito che professavano una forma di panteismo, materialismo mistico, e libertinismo: se dio è in tutte le cose, lo è anche nell'uomo che può ergersi al di sopra di tutto ciò che è terreno; e l'ultimo, nell'ebraismo, il frankismo (da Jakob Frank) che è una forma di sabbatianesimo radicale: nella nuova era messianica, quella del mondo redento, le leggi della Torah della creazione non valgono più e tutto è concesso (tutti i divieti della Torah diventano linee guida per la vita dell'uomo nuovo).

 No.9574

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In ordine temporale:
Il primo è una lista delle spesa , praticamente lo devi leggere in due pause pranzo. Personalmente mi ha ricordato che non sono una bestia e mi ha fatto tornare la voglia di leggere.

Due porco il cazzo, scusate il linguaggio da /b/ ma voglio dire è uscito nel '12 e non ha toppato per nulla né su SARS-CoV-2 né sulle necessità per contrastarlo. Da usare per spaccare il naso ai novax che incontri per strada.

Tre cercavo qualcosa di più intimo e confortante che mi ricordasse che oltre a non essere una bestia sarei un essere umano, a tempo perso, appena iniziato e già non tradisce.
t. Padre di famiglia

 No.9575

>>9574
Il secondo l'ho letto, molto bello e interessante. Ci sono una marea di virus letali in giro per il mondo, è bello saperlo. La parte che mi è piaciuta di più è stata la storia dell'AIDS e sapere che è stato più o meno possibile tracciarne la data dello spillover del virus da scimmia a umani intorno ai primi anni del '900!

 No.9610

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Il racconto inventato dell'infanzia di Gesù. A tratti esilarante e sempre ironico, l'amico che fa da voce narrante è una specie di Ataru Moroboshi della Galilea del I secolo. Azzeccato (ma non sempre) il mix fra mondo moderno e racconto d'epoca, Biff è un personaggio che rimane in mente.

 No.9618

>>4971
>Sono un giovane mediocre di Lauzier

ma anon scrivilo che è un fumetto mannaggia a dio

 No.9619

>>9574
>Da usare per spaccare il naso ai novax che incontri per strada.
Se il governo e i sanitari si rifiutano di mettere il vaccino obbligatorio è naturale che ci siano persone che non vadano negli hub vaccinali

 No.9621 SALVIA!

>>9574
>Da usare per spaccare il naso ai novax che incontri per strada
Il livello di cultura qui su /cul

 No.9628

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Il primo. Fa dei riassunti con un commento delle diverse prospettive sul "rejectionism" cioè il pensiero secondo cui l'esistenza è profondamente problematica e inaccettabile. Le idee presentate sono: buddhismo e induismo, per le religioni; il pensiero di Schopenhauer, Hartmann, Zapffe e Benatar, per la filosofia; Beckett e Sartre per la letteratura. L'antinalismo fa parte di questa corrente, ma è uno step recente. Va bene come introduzione per chi non ne sa proprio niente neanche per sbaglio. Comunque fa specie che in tutti i libri che ho letto sull'argomento vengano citati autori da tutto il mondo tranne Leopardi, si vede che all'estero non se lo caga nessuno.

Il secondo. È una storia d'amore impossibile. La protagonista è un anon (vergine, "masochista", vive con la madre-padrona a 35 anni, s'innamora di uno più giovane di lei, artista fallita che si crede un genio ancora in cerca dell'occasione che le fa svoltare la vita). Si potrebbe dire "schizotipica". È scritto bene. Ci hanno fatto anche un film, ma è venuto un po' moscio rispetto al libro.

 No.9633

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Del libro in pic non esiste una traduzione ufficiale in italiano, però ne esiste una fatta in maniera amatoriale (e si vede, purtroppo) disponibile sul mulo. Lo spunto della lettura è stato un articolo sul Post a proposito dei libri impossibili da trasporre in linguaggio cinematografico.
"L'uomo che piegò se stesso" è un romanzo breve che tratta del viaggio nel tempo e lo fa in modo diverso rispetto al solito. È un romanzo con implicazioni filosofiche, ma tratta anche di tematiche frogie, eventualmente i più sensibili si astengano dalla lettura. In realtà pare che Heinlein ci fosse arrivato prima e meglio ma io l'ho scoperto solo dopo. Non m'ha particolarmente impressionato.

 No.9653

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1. È il racconto della vita sfigata di una turbometiccia (padre figlio di un inglese e di una schiava africana, madre caribe (quella del titolo, di cui però non si racconta niente perché è morta dando alla luce la protagonista e nessuno le ha mai raccontato niente di lei)) dell'isola di Dominica che sente su di sé il peso della sconfitta di un popolo (quello caribe, indigeno dell'isola, che è stato decimato dai colonizzatori inglesi e vale meno degli schiavi africani importati). Matrigne cattive, stupri, amori non corrisposti, razzismo, aborti… C'è un po' di tutto.

2. È un saggio-romanzo sulla condizione dell'isola di Antigua alla fine degli anni '80 del secolo scorso, con uno sguardo alla sua storia coloniale e un rant contro i turisti.

3. Per René David, padre del diritto comparato, non è possibile comparare i diritti delle religioni perché sono culture specific e quindi non hanno niente in comune, mentre per gli autori di questo manuale la comunanza c'è ed è il fatto che tutti i diritti delle religioni si basano su una legge che precede l'uomo (divina, nel caso di Islam, Cristianesimo ed Ebraismo; cosmica, nel caso di Induismo e Buddhismo). Con questa premessa partono ad analizzare cinque aree: fonti, conversione e appartenenza, matrimonio interreligioso, regole alimentari, e apostasia. Si legge un po' come un romanzo. A prova di QI89.

 No.9654

>>9574
>Da usare per spaccare il naso ai novax che incontri per strada
Forse dovresti provare a leggere di più

 No.9758

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1. Attraverso la spiega dei concetti psicoanalitici e il racconto dei casi dei suoi analizzandi transgender l'autrice fa vedere che la psicoanalisi lacaniana permette di avere un approccio non patologizzante nei confronti di queste persone e che se la disciplina si rifondasse sulle soggettività transgender ne guadagnerebbero tutti, anche i clienti cis.

2. Raccolta di testi che l'autore (trans FtM non-binario) doveva leggere a uno degli ultimi convegni di psicanalisti della Ecole de la Cause Freudienne intitolato "Donne in psicoanalisi" ma alla fine ha fatto un riassunto (c'è il video su YouTube). Fa una critica transgender alla psicanalisi/psichiatria/psicologia dicendo che sono strumenti per la perpetuazione dell'epistemologia del patriarcato etero coloniale che si è cristallizzata proprio a metà dell'Ottocento quando sono nate queste discipline. Una prima crisi di questa epistemologia si è avuta a metà del Novecento e Lacan (con il concetto di sessuazione) e Money (con il concetto di genere) hanno cercato di riadattarla ma il loro tentativo alla fine ha creato ulteriore patologizzazione. Adesso siamo nel pieno di una rivoluzione del paradigma eteronormativo ecc., che l'autore paragona per importanza a quelle copernicana e quantistica, e le discipline psicologiche/mediche devono fare affari con essa.

3. È un insieme di microsaggi scritti in stile giornalistico sulle droghe in generale + tre resoconti "romanzati" di gente che le ha usate (cocaina, eroina e psichedelici) + uno sul doping + uno sulle droghe in carcere. Nel complesso uno ricava che le droghe non sono il male assoluto. L'ho preso per vedere come viene esposto l'argomento tra i normies.

 No.9780

>>9758
>Fa una critica transgender alla psicanalisi/psichiatria/psicologia dicendo che sono strumenti per la perpetuazione dell'epistemologia del patriarcato etero coloniale che si è cristallizzata proprio a metà dell'Ottocento quando sono nate queste discipline.
Ziocanta, prima o poi usciremo da questo approccio postmoderno a tutto lo scibile umano.
Dire che la psicanalisi perpetua il patriarcato postcoloniale perché è dell'800 autorizza a bollare queste critiche come tentativo di normalizzazione dei trans perché nate negli anni '20 del XXI secolo.
Dall'approccio postmoderno non si scappa, si ritorce sempre contro chi lo utilizza.
Ci sono già centinaia di prove di queste ripercussioni, anche basta. I negazionisti del cambiamento climatico, i trumpiani etc sono stati abilitati e favoriti proprio da 'ste cagate.

 No.9782

>>9780
>Ziocanta, prima o poi usciremo da questo approccio postmoderno a tutto lo scibile umano.
>prima o poi
>poi
https://muse.jhu.edu/book/9176
140 citazioni per
>Elizabeth Potter argues that even good science is sometimes influenced by such issues, and she shows that the work leading to the Gas Law, while certainly based on physical evidence, was also shaped by class and gendered considerations.

 No.9783

>>9782
Perdonami, non ho tempo di ricostruire, dì quello che vuoi dire per piacere.
Cosa mi contesti?
Cosa mi stai linkando?
Grazie, scusa eh.

 No.9784

>>9783
Non ti sto contestando nulla, sorrido di fronte alla tua ingenua speranza nel credere di poter uscire decentemente da questa condizione postmoderna di merda. Dico ingenua perché non mi pare di vedere una soluzione comune, se non beceri tradizionalismi (a loro volta postmoderni!) alla Dugin-Bannon o regressioni degne di sabbianegri; che non sono soluzioni decenti. Certo: nel privato si può superare il postmodernismo, ma l'Occidente forse sta morendo.

 No.9785

>>9784
Ah ok, grazie.

 No.9786

>>9784
>l'Occidente forse sta morendo
è morto nel '68

 No.9787


 No.9788

>>9787
sì, certo, "il 68" è l'emblema che si usa per intendere l'ideologia, ma non è stato né l'inizio né la fine.

 No.9846

File: 6c1lolo.jpg (71,54 KB, 260x400)

Il libro di Nebo. È la storia vera romanzata della spedizione italiana di tre navi della Marina Militare per recuperare i boat people vietnamiti.
In parte ci ho trovato lo stile che aveva nel blog negli ultimi tempi, quando era chiaro che aveva in mente di scrivere racconti. Mi piace, non è perfetto. La trama tiene e c'è tutto l'arsenale per tenere vivo il romanzo fino alla fine.
Mi fa piacere per lui, spero che abbia successo. Sono tornato dopo anni a comprare un libro, glielo avevo promesso perché dove scrive lo seguo con piacere. Avevo fatto la stessa cosa con Uriel e i suoi romanzi.

 No.9873

>>9788
é iniziato da quando hanno inventato la pillola contraccettiva?

 No.9875

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Una carrellata su quello che pensiamo di aver capito della guerra ibrida concepita dai russi. È scritto per essere alla portata di chiunque, dunque non è molto approfondito, non ci trovate cose da nerd. Nella parte sui troll russi ci ho trovato menzionate cose che è facile appurare, tipo il linguaggio violento, il ribaltamento della realtà che usano in determinati ambienti. Mi ha lasciato l'impressione che i russi siano a volte molto sottili su un sostrato piuttosto rozzo, fortunatamente.
Consiglio, se non altro per farsi un'idea e sapere chi si ha di fronte.

In questo periodo leggo poco, però voi fate schifo, eh, leggete pure meno di me, vergogna!

 No.9878

>>9875
>Mi ha lasciato l'impressione che i russi siano a volte molto sottili su un sostrato piuttosto rozzo, fortunatamente.
Mi devi spiegare come puoi desumere anche solo un'oncia della mentalità russa da qualche scrittorucola italiana sottopagata, siamo a livelli da Mario Giordano ma dalla parte che ti piace a te.
Se leggi questa roba non ironicamente, quando hai a disposizione l'intero Internet, penso che dovresti seriamente nasconderti dalla vergogna.

 No.9880

>>9878
Sì, esatto, questa è una delle tecniche che usano, denigrazione sistematica delle fonti e dell'interlocutore.

 No.9881 SALVIA!

>>9878
è arrivato Orsini è arrivato

 No.9889

>>9875
>Mi ha lasciato l'impressione che i russi siano a volte molto sottili su un sostrato piuttosto rozzo, fortunatamente.
Spiegati meglio perché questa affermazione dissonante non è chiarissima, cioè cosa intendi per sottigliezza su un sostrato rozzo?
Perché è perfetta per portare dalla parte russa chi appunto è mentalmente rozzo e senza troppi layer, non ci vedo il problema anzi è appunto una strategia ottima.
Probabilmente la giornalista non è abbastanza intelligente per vedere la propaganda diretta agli intelligenti veri se la sua analisi si ferma a quel target.
Che poi è lo stesso target della propaganda USA che sbatte le solite fregnacce ultraindividualiste ovunque omettendo colpevolmente il dettaglio che te le devi poter permettere ed il sistema è settato per concederlo parzialmente ad una percentuale a singola cifra, e nella sua accezione totale solo a percentuali con uno zerovirgola davanti.
Concordo in parte con >>9878 che trova pretestuoso pretendere di farsi più di una minuscola briciola di idea da un testo del genere.

 No.9891

>>9889
Il punto del libro è esattamente informare che agenzie statali russe usano hacker, troll, giornalisti e intellettuali per ottenere risultati tangibili in termini reputazionali e di simpatia ed evidentemente anche di simpaggio nei confronti della Russia in genere e del governo Putin in particolare. Il saggio non è inteso come disamina al termine della lettura della quale uno ha la comprensione totale dell'anima russa.

 No.9897

>>9891
Ok ora è più chiaro.
E sì, è letteralmente la stessa cosa che fa la CIA, non capisco perché fatto dai russi sarebbe più scandaloso. Alla fine la parte triste della gaussiana la devi comunque influenzare e non lo fai certo con le fini dissertazioni di geopoliticia.

 No.9899

>>9897
Siccome ci vivo dentro, preferisco l'influenza della CIA e soprattutto quella di Hollywood. Sarà che non vivo la vita con spirito olimpico per cui devono essere tutti uguali. Pare peraltro che tutti i paesi che abbiano avuto a che fare con la Russia la pensino come me ma probabilmente siamo noi che non cogliamo la complessità… :)

 No.9900 SALVIA!

>>9899
Ah, che coda di paglia signora.
Comunque un vero peccato che i tuoi genitori non stessero passando dalla stazione centrale di Bologna il 2 agosto 1980, ci saremmo risparmiati un depensante come te.

 No.9901

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Non so se rileggere pittura relata prima di mettermi su L'Autunno del Medioevo, Burckhardt e qualche altro libro che segue direttamente. Per ora ho solo risfogliato qualche paragrafo di interesse diretto, ma mi pare di averlo già grokkato tutto e non mi sta sorprendendo come alla prima lettura.
>>9900
Non lui, fatto buffo: mia nonna chiese a mia madre di accompagnare mio zio a Bologna il 2 agosto, visto che non c'era mai stato e lei studiava lì. Però lei voleva comprare delle scarpe rosse, il negozio era chiuso di sabato, così c'è andata il venerdì, quando mio zio pagacuccava. E niente, probabilmente sarebbero morti entrambi, perché il treno sarebbe arrivato proprio poco prima dello scoppio della bomba.

 No.9959

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Io in genere prendo spunti in giro sulla rete (anche dal diocanale) ma questo non ricordo perché finì nella coda di lettura. Romanzo un po' matto sulla presa di potere da parte delle macchine, lo scrittore è certamente capace ma il romanzo non è indispensabile.

 No.9984

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1. Non ho ben capito cosa dovrebbe essere in sostanza questa "psicoanalisi minore queer". L'autore è uno psicoanalista/filosofo gay che non butta via in toto Freud e Lacan e a grandi linee accetta le critiche alla disciplina fatte dai filosofi queer. È più un riassuntone delle teorie queer e pre-queer che un libro di psicanalisi.

2. Ho visto il film due anni fa e avevo l'eBook sul PC da allora. La storia del libro è più o meno uguale a quella del film, forse meno surreale/onirica/weird. Della trama si può dire poco altrimenti si spoilera tutto: è un mezzo roadtrip di un anon con la sua "ragazza" che vanno a trovare i genitori di lui. È scritto abbastanza bene, però non è uno di quei romanzi che dopo una settimana ti ricordi ancora… Forse è diventato bestseller perché al tempo (2016) andavano di moda Magikarp. La storia è più veloce da guardare che da leggere.

3. Primo romanzo di Klossowski. Il gimmick del libro è che è una recensione romanzata di un libro che non esiste che però s'intitola come il libro stesso, quindi c'è 'sto circolino. Nelle note dice che è un trucchetto già usato da Gide (che era un po' il padrino intellettuale/letterario di Klossowski, voleva farselo anche segretario). La trama è un intrigo politico-religioso. È scritto bene, non è noioso, ma si vede che è il suo primo lavoro (ho già letto Il Bafometto e sto leggendo Le leggi dell'ospitalità e sono più meglio).

 No.9997

>>9959
>indispensabile
Per cosa anon?

 No.10036

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Sono arrivato a metà. Un paio di cose mi hanno fatto lollare, tipo il fratello turbocucco e sterile del protagonista con la moglie che fa un figlio mulatto con lo sperma di negro preso da un catalogo, hovistocosahafattolì.jpg ma per il resto abbastanza sottotono e noioso e non mi pare che ci siano i presupposti per sperare in un colpo di scena improvviso che risollevi tutto, tant'è che ho una mezza idea di mollarlo. Di sicuro il peggiore della sua bibliografia, forse perché tutto sommato è il meno cinico, ma se togli il cinismo da uelbecco togli tutto imho, rimane solo tristezza e depressione.

 No.10050

>>10036
Forse dopo 10 libri dove ripete sempre le stesse cose non fa più l'effetto del primo.

 No.10055

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Non male, risente del fatto di essere uscito a metà del 2020 in piena pandemia virale. Alcuni racconti sono piacevoli, quelli che non mi hanno convinto sono in netta minoranza.

 No.10179

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Questo l'ho letto dopo aver visto "Interno berlinese" di Cavani che è un suo adattamento ambientato nella Germania nazista (6/10). Qui siamo in Giappone all'inizio del XX secolo. La storia è quella di una relazione clandestina tra due donne della classe agiata giapponese che poi includerà anche il marito dell'una e il "fidanzato" dell'altra. Il racconto passa su diversi piani: certe volte a raccontare è la tizia sopravvissuta, altre volte è un tizio a cui la tizia sta raccontando i fatti, altre sono i personaggi che agiscono e parlano direttamente. È scritto abbastanza bene, ma il meccanismo dello scandalo per la situazione (bisessualità, relazione a 4, tradimenti tra coniugi), le azioni "estreme" e i tormenti dei protagonisti non reggono più di tanto al giorno d'oggi. Voto 3/5.

 No.10250

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appena finito il primo. Classico stile Ligotti, dove la sensazione di orrore e malessere è la vera protagonista. La storia di un impiegato anon, persona remissiva che in segreto odia i suoi colleghi, i quali lo prevaricano con prepotenze e umiliazioni. Per cause fortuite si tramuta in un liquame nero che incarna il male stesso, decidendo così di iniziare il suo percorso di vendetta.

L'invincibile - letto per ora solo 50 pagine, parla di un'astronave che si appresta ad esplorare un pianeta nella costellazione di lira, alla ricerca di una nave della stessa flotta scomparsa sul pianeta tempo prima. Prolisso come sempre nelle descrizioni, ma estremamente appassionante.

 No.10358

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Davvero un libro carino, non dico di cosa parla per non spoilerare ma l'ho trovato piacevolissimo da leggere, una lettura non impegnativa che però scalda il cuore. Personalmente poi, penso sia il primo libro finlandese che leggo. Consigliato

 No.10373

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>>10358
Paasilinna è basatissimo, ha un umorismo leggero, macabro e dolce allo stesso tempo.
"Piccoli Suicidi tra Amici" è un piccolo gioiello che consiglio a tutti, e anche "Il migliore amico dell'orso" mi è piaciuto molto

 No.10374

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La storia di un uomo (il titolo è il suo soprannome) che si occupa per alcuni anni di una bambina per conto di un personaggio misterioso che si fa sentire solo per telefono e che a un certo punto gli dice che è ora di portarla a "casa" e riscuotere la ricompensa per il servizio reso. Nel racconto ci sono altri 3-4 personaggi per riempire e tirare avanti la storia.

Scritto bene, ma niente di che, forse anche perché ho visto prima il film che ne hanno tratto e quello che succede è più o meno quello che c'è nel libro.

Volevo leggere la trilogia di Vorrh dello stesso autore ma non so se ne vale la pena.

 No.10397

>>10250
>appena finito il primo. Classico stile Ligotti, dove la sensazione di orrore e malessere è la vera protagonista. La storia di un impiegato anon, persona remissiva che in segreto odia i suoi colleghi, i quali lo prevaricano con prepotenze e umiliazioni. Per cause fortuite si tramuta in un liquame nero che incarna il male stesso, decidendo così di iniziare il suo percorso di vendetta.

Bannerfag: origins

 No.10411

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Appena finito.
Libro consigliatissimo a tutti, indipendentemente dal colore politico. Bella capacità di sintesi e di illustrare i fatti, un po' ossessionato da Trump ma ci sta. Devo anche dire che il libro non contempla l'ipotesi che a fingersi di sinistra siano i ricconi per trarne vantaggi personalmente
In ogni caso è stato un libro che mi son letto piacevolmente, rapidamente

 No.10717

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Sono a metà di questo (1000 pagine del Kobo). Diciamo che è interessante anche se il 90% delle pagine sono dati e documenti per sostanziare le tesi sull'evoluzione della prostituzione in Europa che vengono espresse all'inizio del libro. Abbastanza per veri autistici™️. Non so se lo finisco.

Ne ha scritto pure uno sul suicidio in Oriente e Occidente, ma se è fatto allo stesso modo lascio perdere.

 No.10761

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Buona introduzione ad un approccio psicanalitico della psicosi. Diviso in 3 parti: le prime due di teoria (principalmente approccio kleiniano e post-kleiniano, però da cui l'autore si distacca un po'), la terza è il racconto di un caso clinico. Per come l'ha messa giù, mi fa pensare che quello che stanno facendo con gli psichedelici e il PTSD possa essere applicato anche alle psicosi.

Questo l'ho visto in un post di r1r1fag su /b/ qualche tempo fa. Dall'Oriente (che prende dentro Turchia, Israele, passando per l'India, la Cina, la Mongolia, fino al Giappone) arriva 'sta tizia che è in contatto diretto con Satana. Arriva con un esercito di millemila uomini che conquista l'Occidente (Europa) nell'anno 19.. distruggendo tutto e facendo fuori il Papa e il cristianesimo. Alla fine il mondo viene distrutto da millemila meteoriti e muoiono tutti (anche se un anon si stava per salvare con una navicella portandosi dietro una ragazza raccattata per strada per portare avanti la specie umana su un altro pianeta ma entrambi vengono uccisi per sfiga). Classico racconto surrealista degli anni '30 del secolo scorso.

 No.10777

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>>10717
Mi era sfuggito il tuo post. Molti mesi fa lessi pic relata, credo postai nel vecchio filo del libro sul comodino. Sarà che l'autore è francese ma lo ricordo sì pieno di dati per circostanziare (anche giustamente, sono storici) ma anche piacevole alla lettura in larghi tratti, in altri ovviamente magari si dilunga su cose meno interessanti.
Leggerò anche quello che hai letto tu, anche per confrontare le conclusioni a cui sono arrivati gli autori. Quello che ho letto io in sostanza sostiene che nella prima cristianità il sesso a pago era tollerato in quanto peccato non estirpabile con anche esempi di emancipazione femminile a partire dal proprio lavoro mentre con la controriforma si è giunti ai toni di censura odierni.

 No.10785

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L'autore è figlio di John le Carré ed è la dimostrazione che buon sangue non mente. Il romanzo è indefinibile come genere ma è una storia matta, prolissa e sorprendente, con i personaggi uno più strano dell'altro. La sottile ironia pervade tutto il libro e m'ha tenuto sempre agganciato. Un racconto post-apocalittico con venature horror e di critica alla società contemporanea. A volte, per non dire quasi sempre, divaga in modo preoccupante ma lo fa sempre con una leggerezza nello scrivere che ti fai portare a spasso e poi di nuovo nella storia principale senza protestare. Piaciuto!


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