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/film/ + /lit/ + /scr/ e roba pretenziosa
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 No.5987

Scrittura dei protagonisti, /cul/

Non posto su /Aco/ perché è una domanda su tutti i media. Sto vedendo un po’ di video su YouTube sul fumetto di Starfire (DC) che non sta evidentemente piacendo. Per chi non lo conoscesse é uno spinoff dei Titans dove la figlia di Starfire (la bonazza aliena) é una classica ragazzina nerd e odia la madre perché è popolare.

Ora al netto del fumetto in sé e delle polemiche che si porta appresso (non credo sia una meraviglia letteraria oggettivamente), le critiche che vedo mosse più spesso è: ”Protagonist is the most unlikable character”. In effetti Mandy, la figlia, é antipaticissima e tratta male le compagne di scuola e Starfire che invece come da canone è buona e gentile.

Non è la prima volta peró che sento questo odio per il main chara come una critica spacciata per tecnica e oggettiva, anche quando si parla di cinema e serie tv. C’è qualcosa che mi sfugge? Secondo me la simpatia del personaggio non è un criterio oggettivo; è oggettivo invece il modo in cui viene giustificata e inserita nella narrazione. In questo caso i problemi sono altri, per me Mandy come personaggio fa il suo lavoro, essere una teenager viziata e sjw (infatti tra le accuse c’è quella di self insert da parte dell’autrice: ma qui divaghiamo).

Vorrei capire se è una cosa tipicamente americana oppure ha senso. Mi sembra quasi un entitlement stile Karen, del tipo “non mi piace ciò che fa il tuo personaggio, voglio che lo rifai”, come se esistesse solo una dicotomia eroe/cattivo e alla fine anche gli antieroi debbano dimostrarsi cuccioloni e amabili.

Per fare un altro esempio: nella famosa prima stesura di Toy Story, Woody era antipaticissimo e insopportabile, e apertamente ostile contro Buzz, e quando lo butta di sotto dal balcone lo fa APPOSTA. E si dice che questa sia stata la svolta di Toy Story. Per quanto ami il Woody attuale, perché la versione iniziale dev’essere considerata brutta? In fondo sarebbe stato anche interessante un film del genere. Ho anche visto tantissime critiche a Frozen, soprattutto il 2, dove dicono che Elsa è un pessimo protagonista non sulla base della sua psicologia o su quello che dice, ma sulla base di quello che fa (che in effetti non è da eroina classica, e ciò é conseguenza della psicologia, ovviamente).

Boh davvero non capisco come funziona la critica americana.

Spero di aver fatto passare il mio punto ed ero interessato a sapere cosa ne pensano altri Anon.
Mi scuso per gli inglesismi ma non so come far passare altrimenti il concetto. Also sono animatorefag quindi questa discussione mi serve anche per lavoro lols.

 No.5990

Sì, essenzialmente hai colto il punto. La gente per dare un tono alle proprie opinioni si riempe la bocca di commenti di tecnici che di tecnico non hanno nulla. Un personaggio può tranquillamente essere scritto benissimo per dare emozioni negative o essere antipatico ed essere tecnicamente perfetto.
Io questo cartone di cui parli non l'ho visto ma dal poco che ho capito ho come il sospetto che prenda per il culo sottilmente il suo pubblico e che sia questo il motivo per cui alla gente va il culo in fiamme.

 No.5991

In genere il protagonista è qualcuno in cui immedesimarsi per calarsi nella storia, specialmente nelle storie da cartone animato.
Se ti fa schifo non funziona.

 No.5993

Ma scusa, Starfire e sua figlia quanti anni hanno?

 No.5998

>Serie su madre che mogga la figlia in ogni ambito della materia e dell'energia
>La figlia è giustamente incazzata e rancorosa
>La serie non piace hurr durr
Cristo santo gli americani non ce la fanno proprio a scindere aspetto e personalità.

 No.5999

Sfiganon here.
La gente odia questo fumetto perché è praticamente una Fanfiction, e di quelle di bassa lega.
La scrittrice di questa merda non è delle più orribili, non sta tutto il tempo su Twitter a dire "che schifo l'uomo bianco etero" e cazzate simili.
Resta però il fatto che sia una storia che non ha nulla a che vedere con starfire, o il dc universe in generale, il PG principale è il self insert della scrittrice
È la storia di una chiattona gay edgy, tutto lì. E fino a dove sono arrivato non è nemmeno fatto bene.

 No.6000

File: 62e4836ea0d11fcc5971a67397….jpg (160,46 KB, 960x960)

>>5998
Non è possibile scindere aspetto e personalità, questo è ancora più vero nel 2d.
Questa è un'idea diffusa ovunque ed in ogni tempo, da Dahl (in maniera soft) ai greci antichi, ed oltre l'occidente. Per me c'è molto di vero.

 No.6001

>>6000
Per me invece il problema è proprio questo persistere di quel cancro che è la kalokagathia greca che produce solo problemi con personaggi di merda ed interiormente orribili che se la sfangano impunemente e pezzi di pane brutti che vivono un'esistenza di cazzi in faccia perché sì.

 No.6004

>>6001
Se sono belli fuori e brutti dentro è il contrario della kalokagathia. Idem per i personaggi buoni ma brutti.

 No.6010

>>6004
Sì ma sono belli fuori e quindi hanno il pass per essere brutti dentro impunemente.

 No.6011

State dicendo tante cose interessanti 🙂 ma comunque
Mi sono ricordato dell’esistenza del Mondo di Patty, che partiva con la premessa di questa serie gigante con la cessetta della scuola che piano piano viene accettata dalle coetanee inizialmente villain, anche grazie al potere dei balletti e delle canzoni. Problemi di cuore sempre, perché era un drama per le bambine e ci mancherebbe, ma lei in particolare non trovava il cazzo perché orrenda.
Tutto bene, le premesse della grande storia americana per ragazzi dove credi in te stesso bravo ragazzo e a un certo punto ti vorranno tutti bene e avrai successo nella vita. Ma non era statunitense, era sud americana sta roba, e allora decidono di chiuderla col finale più animale del mondo, con sta mezza fata che trasforma Patty in un’altra troiona fica senza motivazioni apparenti, tutto risolto, sigla finale.

Pazzesco, non ci credevo, voglio trovare le ex-bambine ciccione dell’epoca coi tremori e il ptsd. Non capisco proprio l’assenza totale di rivolte, genitori al telegiornale, articoli sensazionalistici scritti da adinolfi.

 No.6012

>>6011
In Sudamerica c'è una vera e propria ossessione per l'aspetto fisico, non mi stupisce affatto. C'è anche da dire che sono paesi poveri dove le qualità su cui puntare quelle sono.

In realtà se ci fai caso questo meme è ben presente e radicato nella nostra cultura. Ovviamente l'esempio perfetto è La bella e la bestia della Disney, dove il principe è ovviamente un figone. Il messaggio della storia passerebbe meglio se fosse semplicemente un tipo normale (come avviene per esempio nel live action francese più fedele).

 No.6013

La tipa è un cesso, e ci può stare. Il problema è che invece di cercare di essere meno cesso si autoimbufalisce di stronzate e forte delle sue idee troppo progressiste-anticonformiste-minorenni si pone su di un piedistallo da cui giudica e disprezza tutta la plebaglia inferiore (tipo la divertente spocchia razzista contro le "pancine" ). Questo è un delirio autoreferenziale dove la protagonista ha il diritto a tutto in base alla sua superiorità morale.

Consiglio "Onani master Kurosawa" Un breve fumetto che parla di autoindulgenza e immotivato senso di superiorità

 No.6014

>>6010
Va bene, ma è letteralmente il contrario di quello che stavo dicendo.
Per me bisogna tornare a disegnare i buoni come belli ed i cattivi come brutti. Le donne sempre belle, of course.

 No.6015

>>6014
>Per me bisogna tornare a disegnare i buoni come belli ed i cattivi come brutti. Le donne sempre belle, of course.
NO DIO SANTO! Basta con i bias cognitivi di quei rottinculo di greci, basta!

 No.6016

>>6014
>>6015
Facciamo una media e mettiamoci Brie Larson con 20 chili in più di ciccia e poco trucco, giusto il minimo

 No.6017

>>6015
Ma basta cosa, che ormai sono 50 anni che sono tutti brutti e disegnati male.

 No.6021

File: tamaki.jpg (95,21 KB, 1280x720)

>>6015
Mariko Tamaki con il culo in fiamme spottata.

 No.6029


 No.6034 SALVIA!

Siccome nessuno qui si è dimostrato in grado di produrre analisi, lascio i miei 2 cents con la salvia anche perché non conosco nessuna delle cagate di cui state animatamente discutendo.
Le relazioni tra personaggi costituiscono la colonna portante di una storia normale: il buono contro il cattivo, la coppia che scoppia, padri vs figli etc. Pertanto si dovrebbe inquadrare la faccenda in termini di relazioni e non di scrittura del singolo personaggio. Questo ci porta al punto due: le relazioni tra personaggi nella narrativa normale sono calchi di relazioni sociopolitiche contemporanee. In Dostoevskij i fratelli Karamazov erano le tre classi sociali borghesi della Russia post-abolizione servitù: intellettuali, militari, ecclesiastici. I tre fratelli si relazionano tra loro e col mondo secondo gli stereotipi della loro classe. Non approfondisco, spero sia passato il concetto.
Punto tre (è più un corollario): se in un prodotto per adolescenti vedete relazioni che mimano il rapporto tormentoso tra zoomerini cinici ma liberali e i di loro genitori ancorati a valori pre-2008 e trovate la cosa cringe, potete pure smettere di stupirvi.
Morale: i personaggi non sono personaggi, sono simulacri per classi di consumatori, che prima di consumare i prodotti devono poter consumare ideologia: sarebbero esistiti i goth artistoidi senza l'amica di Daria come cazzo si chiama? O i nerd con la parlantina senza il sommergibilista col sorcio in The Abyss?
Rispondo alla domanda mal posta di OP: perché i protagonisti non sono amabili? Corretto è dire: perché io non li amo? Risposta: sono stati scritti per classi diverse dalla tua e informano ideologie (leggermente, Hey siamo tutti sulla gran barca del tardo capitalismo baby) diverse dalle tue. Ciauz

 No.6035 SALVIA!

>>6034
In pratica free market wins?

 No.6036 SALVIA!

>>6034
Ma stai zitto cazzaro

 No.6043 SALVIA!

>>6034
bella merda



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