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 No.145629

L'ho trovato a 20 euro per ps4. Considerando che sono un amante degli action-adventure (ma un po' scettico per le tipiche cacate nonsense di Kojima) dite che vale la pena acquistarlo e giocarlo?

 No.145630

A me le cose di Kojima hanno iniziato a fare cagare dopo aver provato Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Droppato dopo un paio di ore.
Cioè ok l'inizio in ospedale con le scenette pilotate tipo intro di far cry 3 e far cry 4, ok però che cazzo di senso ha il cavallo fantasma che ti segue e gli devi sparare col fucile?
Non ha un cazzo di senso ed è una presa per il culo.
Idem per i lolsoldati che appaiono dal nulla spuntando come funghi dal terreno, trpp paranormale zio!

Poi la trama nonsense piena di deus ex e la mappona open world ma completamente VUOTA, boh.

E mi spiace dirlo perché mgs1 ed mgs2 sono capolavori anche se in realtà già nel finale di mgs2 iniziano i primi sintomi con i lolsoldati che si materializzano dal nulla e snake con munizioni infinite perché HURR HO LA BANDANA XD.

Detto ciò non ho mai giocato a DS, ti consiglio di aprire un qualche longplay e skippare in punti a caso per vedere com'è il gioco.

 No.145631

Secondo me ti converrebbe farti un mese di ps+ o come si chiama il gamepass della sony, così facendo provi death stranding e se ti fa cacare non solo non hai buttato nel cesso 20 euri, ma hai anche molti altri titoli da provare.

 No.145633

C'è letteralmente un thread recente dedicato >>145564

>>145630 la storia non sarà un caolavoro, ma ti sei perso uno dei migliori giochi per gameplay del decennio.

 No.145634

>>145633
In realtà ce l'ho ancora installato, più tardi provo a giocarci ancora.

 No.145635

>>145634
Se hai anche Ground Zeroes, magari parti da quello. Non si perde in troppi fronzoli kojimiani, ti butta in azione dopo due minuti. Il gameplay è esattamente lo stesso di TPP, se ti piace in GZ allora lo puoi poi approfondire giocando TPP (ovviamente in TPP ci saranno poi più opzioni, armi e cazzate varie che si possono fare, alla fine GZ è stato un grosso tutorial e teaser per TPP)

 No.145636

>>145635
Proverò.

Comunque forse il problema è che all'epoca rigiocai mgs1 e mgs2 un numero incredibile di volte.
Il primo lo avrò finito almeno 10 volte sulla console originale (ero alle medie lol) sbloccando senza trucchi la bandana e il mantello.
Il secondo invece su un tostapane che era l'unico gioco bello che reggeva, anche lì lo avrò finito tantissime volte e la run finale era a difficoltà massima, ero arrivato all'arena finale con poca vita ed equipaggiamento e dopo circa una settimana di tentativi riuscii a conquistare la vittoria.

Giocare in modalità difficile è estremamente frustrante ma quando riesci a vincere il livello dopo essere morto 100 volte la soddisfazione è come la droga, sentivo proprio un rush fisico di adrenalina ed endorfine.

Adesso invece gioco solo in modalità easy.

 No.145642

>>145630
scusa eh, ma che cazzo vuol dire
>non ha un cazzo di senso
se l'hai droppato dopo 4 ore? Il gioco ti spiega chi è questo tizio e come funziona.
E non c'è niente di paranormale in MGS. È tutto spiegato nella lore sci-fi.
Tra l'altro mi pare di capire che tu sia partito senza giocare prima Ground Zeroes e a questo punto mi chiedo se tu abbia almeno giocato MGS3 e Peace Walker, perché se sei partito dal 4° gioco in ordine cronologico della timeline del gioco e ti lamenti che le cose non hanno senso allora il problema non è kojima, il problema sei tu.

>con le scenette pilotate tipo intro di far cry 3 e far cry 4

quanto poco hai giocato nella tua vita per citare quelli come esempi? No perché è una cosa abbastanza diffusa nel mondo videoludico.

>la mappona open world ma completamente VUOTA

su questo non ti posso dare torto.

 No.145643

>>145642
Ora che ci penso forse tutto computa, non pensavo fosse obbligatorio giocare i titoli precedenti per capire la trama di quello dopo.
Comunque ho giocato mgs1, 2 e 3. Non avendo le console proverò a guardare un gameplay per completare i titoli mancanti.

>quanto poco hai giocato nella tua vita

Tendevo a fossilizzarmi su un gioco per migliaia di ore, per esempio a Creeper World 3

 No.145644

>>145642
>È tutto spiegato nella lore sci-fi.
Purtroppo la lore di Death Stranding non è sci-fi, è schi-fo, non spiega un cazzo, non ha niente di "sci" è tutto "manine agitate" + "chiral network", che è una spiegazione dogmatica al massimo se proprio vuoi chiamarla spiegazione. Niente ha senso in quel mondo e mi fa imbestialire purtroppo.

 No.145645

>>145644
Non ho capito cosa c'entra col mio commento, che era riferito a MGS.

 No.145646

>>145645
Niente, ho riportato la conversazione su DT

 No.145651

> Copioincollo da una recensione trovata su amazon, perché penso che centri abbastanza bene i vari pro e i (tanti imho) contro di questo titolo. Buona lettura


IN SINTESI, PER CHI HA FRETTA…
In bilico precario tra il capolavoro e la porcheria, ma nessuno dei due in definitiva. Death Stranding mischia una grafica da urlo ed un approccio cinematografico perfetto ad una tediosa, pedante, indistricabile e avvilente esecuzione, sia in narrazione che in gameplay. Come esperienza è sia una novità che unica nel suo genere, ma come videogioco è uno dei peggiori di questa decade.
Se avete (letteralmente) pazienza da vendere, le ripetizioni non vi stufano, siete fortemente inclini al perdono e la logica e/o dinamica narrativa non rientra/no nelle vostre considerazioni, è il titolo adatto a voi.
Voto: 6/10 - Personale: 8/10

LA RECENSIONE, 10.000% SENZA SPOILER
Diamine, se è stata un'impresa… Complimenti, Kojima, complimenti davvero! Spero sinceramente che sia stata la prima e l'ultima volta, la mia pazienza ed integrità ne risentirebbero profondamente altrimenti!
Contrariamente a quanto ha fatto una buona fetta dei giornalisti e recensori di questo gioco che ho trovato qua e là in rete, professionali e non, sedicenti e presunti tali, ho deciso di attendere la conclusione di Death Stranding per poter recensirlo con un'analisi più completa possibile, senza bisogno di fare il brillante con giudizi preliminari basati su belle parole, tanto fanatismo e nulla di concreto su cui discutere. Se siete fra questi, non sentitevi offesi: è solo un discorso di onestà critica verso il prodotto in questione! E, credetemi, data la natura del titolo, ne richiede non poca.
Fummo tutti accolti dal trenino dell'hype nel 2016, quando per la prima volta ponemmo lo sguardo su quel misterioso trailer, la cui oscurità e forte simbolismo ci attrassero magneticamente alla prospettiva di qualcosa di nuovo, innovativo, irripetibile e sconvolgente. Il trenino dell'hype era partito. Ma giunti al capolinea, potevamo mai immaginare cosa avremmo trovato?

PRO
- La grafica di Death Stranding è una delle cose più belle e strabilianti che al momento possiamo contemplare. L'engine Decima di Guerrilla compie un'opera magistrale di rendering, e già tremo all'idea di come ci investirà Horizon Zero Dawn 2 su PS5;
- Per quanto il mondo di gioco non sia uno dei più densi di contenuti e vitalità, l'ambientazione è fascinosamente opprimente, ed enfatizza egregiamente il contesto post-apocalittico del titolo;
- È nei momenti di quiete e solitudine, quando la soave colonna sonora echeggia per le valli, che Death Stranding mostra il meglio di sè, con forza sorprendente, e chi ha già fatto esperienza di Journey e Shadow of the Colossus ritroverà sensazioni familiari e brividi quasi nostalgici tra la silente desolazione che avvolge tutto;
- La pazienza viene generosamente ricompensata, dacchè se persisterete nelle vostre imprese, verrete in possesso di nuova attrezzatura, strutture, armi e mezzi di trasporto che faciliteranno di molto l'attraversamento dell'America devastata, fornendo al contempo uno studiatissimo ed impeccabile senso di progressione nel gioco;
- Tantissimo simbolismo e tantissimi significati, che abbiate conoscenze di semiologia o siate dei semplici appassionati, ci sarà pane per i vostri denti;
- Forse il più grande pregio di Death Stranding: il suo essere totalmente personale in rapporto al giocatore. Benchè ne abbia elencate parecchie sia nei PRONTRO che nei CONTRO, non si può negare che l'intimità degli avvenimenti nel gioco può invero far riflettere ed elaborare un pensiero critico al riguardo, se si saprà dare il giusto tempo al compiersi dei suddetti eventi (e se non si vanta fanatismo incondizionato nè una bella mazzetta in tasca, per il discorso di cui alla premessa…);
- Le interpretazioni del cast stellare aggiungono svariati punti di apprezzamento al titolo in toto, peccato per la pedante sceneggiatura nella quale sono stati coinvolti…

PRONTRO (Molto personali, ma tranquillamente opinabili se lo riterrete giusto)
- Lungi da me il voler fare l'antipatico saccente, ma ciò che predissi svariati mesi fa (così come penso abbiano fatto parecchie altre persone) al rilascio del primo gameplay si è rivelato la verità: Death Stranding è un FILM interessante (per quanto pessimamente scritto) e al contempo un GIOCO mediocre, ma andiamo per gradi;
- Il "nuovissimo, innovativo, mai visto prima, rivoluzionario" Social Strand Game tanto decantato da Kojima, altro non è che la versione 2.0 dei messaggi di Dark Souls, dove ora, oltre che a semplici indicazioni, si possono sincronizzare strutture ed equipaggiamento di altri giocatori. In concetto, l'idea ha del potenziale, e rende bene la sensazione di appartenere ad una comunità in sviluppo, ma reputo che il gioco perda pesantemente il fattore sfida, quando hai finalmente accesso a tutto ciò che gli altri hanno costruito e lasciato in giro, risultando così parecchio sbilanciato (ma si può anche scegliere di giocare offline ed ovviare al "problema" se lo vorrete);
- Ciò di cui la gente (scherzosamente o meno) addita Death Stranding è tutto vero: il gioco è un susseguirsi spasmodico di fetch quest, e, credo, sia inoltre l'unico titolo che può vantare il fatto che la quest principale sia costituita da quest secondarie! Genio o pura follia? A voi il verdetto;
- I (pochissimi) personaggi del gioco non sono, per l'appunto, personaggi a tutto tondo: non hanno una vera evoluzione, nè una progressione intima sia con il protagonista che con i principali eventi rappresentati. Sono semplicemente un contorno per giungere al finale, con backstory degne dei libri di Nicholas Sparks, ovvero non seguenti alcuna progressione organica nel susseguirsi della trama, ma forzatamente orientati allo strappare lacrime facili al giocatore;
- Sempre sui personaggi, ho faticato immensamente ad empatizzare con loro, ma ancora una volta, la colpa ricade nella sceneggiatura (che sarà l'argomento principale dei CONTRO): non posso in alcun modo "connettermi" con individui che ricordano di avere una personalità solo quando la situazione li obbliga ad esternarla. Ovviamente… SÌ, ci sono quelle DUE eccezioni (Mads Mikkelsen e Lea Seydoux, se ve lo state chiedendo), ma non le reputo all'altezza di controbilanciare i restanti;
- Sam Porter Bridges, il nostro eroe, è un protagonista parecchio insulso: è un personaggio passivo, che "subisce" la trama anzichè metterla in moto e contribuire al suo svolgimento, ed il suo arco narrativo prende piede verso lo sviluppo ed il compimento solo nelle ultime tre ore di gioco (delle quali parlerò ampiamente nei CONTRO);
- La fisica di gioco è a tratti ben studiata, così come (parecchie volte) molto macchinosa e "comica", e poco aiuta additare le meccaniche di gameplay, soprattutto quando si fatica a tenere il controllo del personaggio aspettandosi una certa responsività, degna di un AAA come Death Stranding;
- Death Stranding offre il meglio di sè solo nel caso in cui abbiate una pazienza degna di Giobbe, ed anche allora, dovrete scavare a fondo, sotto una marea di sovrastrutture narrative e tecniche, che altro non fanno che decrescerne l'apprezzamento in lunga durata (il gioco prosegue mediamente per 45 ore e più prima di giungere al finale, badate).

 No.145652

>>145651

>Pt. 2



CONTRO
- La IA dei nemici umani è IMBARAZZANTE a dir poco: optano per l'approccio più basilare e pigro che si potesse implementare, ovvero "individua il giocatore -> accorri in massa verso la sua posizione";
- Gli scontri con le CA, i "fantasmi" del gioco, sono al cardiopalma per le prime due volte, poi, così come le fetch quest, diventano stucchevoli ben presto e nient'altro che un fastidio. Inoltre…
- …non vi è neanche varietà nei nemici affrontati, e gli scontri diventano ripetitivi ed un qualcosa che si evita volentieri (tranne quando è d'obbligo per motivi di trama) in un batter di ciglia;
- Triste doverlo dire, ma anche le battaglie con i pochissimi boss rispondono al punto precedente. Queste puntano tutte sul fattore "WOW!!!" della prima impressione, e in tutta onestà ci riescono magistralmente, ma le apparenze sono fragili e poco durature, e sarà ben chiaro che non si differenziano per niente nè fra di loro nè in paragone alle normali battaglie con gli ordinari nemici, obbligandoti alla stessa strategia con le stesse armi, quasi come un folle loop di monotonia;
- Tasto dolentissimo, almeno per me: la sceneggiatura, questa sconosciuta. Death Stranding è un altalenare costante di alti e (parecchi) bassi narrativi (che nel caso di Kojima, sono degli autentici abissi incolmabili, rispetto ad altri autori), e la trama stessa risulta incomprensibile da seguire, per quanto contenuta e decisamente meno ingarbugliata di Metal Gear (ma non per questo anche meno astrusa). Sembrerebbe non ci siano i pretesti per partorire un ipotetico sequel (ma non risulta così invece per un prequel), dacchè tutti i maggiori interrogativi trovano una (a tratti poco convincente, a tratti da scioglierci il cervello) risposta, ma… ne riparleremo nelle conclusioni;
- Death Stranding vanta le peggiori 12 ore (simboliche) iniziali e le 3 ore peggiori finali di qualsiasi gioco mai realizzato. Il ritmo della storia è lentissimo, volutamente tedioso anche se brillante in alcuni punti, ma il gioco non può ricordarsi di contenere anche una storia ed avanzarla a grandi dosi alla sua conclusione, dove tutti gli spiegoni mai fatti nelle ore precedenti sono addensati e prolungati oltre l'umana sopportazione, e inoltre…
- …chi spera di trovare Kojima, il VERO Kojima che ci ha fatti appassionare ed innamorare delle sue opere, deve attendere proprio quelle famose tre ore finali, dove ritroviamo due inenarrabili "mindf*ck" di stampo autoriale innegabile che mutano completamente il senso del gioco, facendoti esclamare "Wow! Non ci ho capito una fava, ma voglio vedere come prosegue!" senza troppi dubbi! Vorrei che tutto il gioco fosse stato così…;
- Riguardo le 12 ore iniziali, queste spremono pesantemente la pazienza del giocatore, in maniera quasi sadica oserei dire, e non sono per niente una bella presentazione per chi non ha mai sentito parlare di Kojima e gli si approccia con questo gioco. L'assenza di equipaggiamento adeguato, mezzi di trasporto e la sopracitata difficoltà degli spostamenti, senza contare l'indistricabile e cervellotica storia, possono rendere arrendevoli i più volubili (o chi non ha dimestichezza col genere open world), e bene comprendo (sebbene non appoggio) tutti i voti negativi che Death Stranding ha ricevuto, proprio in funzione di queste ore che, ci scommetto, in ben pochi hanno lasciatosi alle spalle;
- I temi di cui tratta Death Stranding erano molto più profondi ed accattivanti nei vari trailer mostrati. Una volta scoperto di cosa veramente trattino queste "connessioni", ad esempio, e sul perché siano necessarie, capisci come il gioco abbia inconsciamente fatto una dedica a Michael Bay per accaparrarsi più audience possibile, che NON siamo noi Europei!;
- Ricollegandomi all'ultimo punto, voglio porvi un invito: cresciamo tutti un po' e sdoganiamo la folle idea che OGNI dannata cosa Kojima decida di inserire e rappresentare in un suo gioco sia una metafora allegorica. La quasi totalità degli elementi di Death Stranding sono volutamente scelti dal suo autore come accrescitivo allo stile, e non in approfondimento alle sopracitate tematiche, e inoltre… spiegatemi come la Monster Energy o lo show di Norman Reedus su AMC siano narrativamente e logicamente collegati all'apocalisse avvenuta nel gioco! Anche se, onestamente, la voglia di bere una Monster bella fresca me l'ha fatta venire…;
- I dialoghi, oltre ad essere eccessivamente lunghi, pedanti e ripetitivi (allo svenimento), per l'80% spaziano in due categorie stilistiche: le affermazioni da Mr. Mipare Ovvio (I.E. "Quella è una corda, è composta da innumerevoli fili legati assieme, e potrai utilizzarla per avvolgere i nemici") e gli articoli di Wikipedia (I.E. "Quello è un Canis Lupus Familiaris, mammifero appartenente all'ordine Carnivora, della famiglia dei canidi. Con l'avvento dell'addomesticamento si è distinto dal lupo, di cui è considerato una sottospecie" per descrivere un cagnolino. NOTA: Non ci sono cani nel gioco, è a titolo d'esempio!). A un certo punto capisci che, oltre ad essere uno stilema tutto Giapponese di narrare, questi sono impostati così solo e soltanto per allungare ulteriormente il brodo (preparato alimentare in forma liquida, ottenuto dalla cottura di carni, verdure o pesce, con l'eventuale aggiunta di sale, spezie e aromi. Il brodo è utilizzato per preparare… Oh cribbio! Mi sto facendo influenzare!!!);
- Di tutte le sottotrame dei vari personaggi, solo una trova compimento in maniera dignitosa, e lo fa, ringraziando il Cielo, chiudendo così anche il gioco in sè, ma come per tutte le altre, in precedenza è o sorvolata o poco approfondita, e il gioco se ne ricorda con enfasi soltanto… nelle ultime tre ore, bravi! Siete stati attenti;
- Piccola nota per quello che è il personaggio peggiore dell'intero gioco: Higgs, interpretato da Troy Baker. Non entrerò nel dettaglio, ma il suo modo di fare e le sue motivazioni fanno quasi ingelosire gli imbarazzanti cartoni animati di Spider-Man degli anni '60 per quanto sono ridicoli! (E, in essenza ed esecuzione, anche tutti i meme da esso generati…) Sembra quasi sia un personaggio extra tagliato all'ultimo minuto da Metal Gear, e l'innata e giustificata antipatia generata verso questo individuo si collegano appieno al prossimo punto;
- Non una vera pecca in sè, ma Death Stranding è un titolo che si prende fin troppo sul serio, eccessivamente a tratti, e che, paragonato al suo predecessore Metal Gear, quasi estrania ed aliena il giocatore, facendolo sobbalzare quando, ad esempio, alcuni dei personaggi rompono la quarta parete e agiscono "à la Kojima" senza alcun motivo, o ancora parte una transizione degna dello spot di uno yogurt alla borra! (Chi ha completato il gioco sa benissimo di QUALE scena sto parlando…) Metal Gear, almeno, era più gioviale e amichevole nelle follie che proponeva, quasi come un fratello maggiore. Death Stranding è più lo zio imbronciato che tenta bravate da ragazzino;
- Arrivati ai titoli di coda, ci si rende facilmente conto di come questo gioco sarebbe stato perfetto (e di conseguenza un VERO capolavoro e, forse, anche il gioco della generazione (anche se, a mio avviso, God of War è impossibile da battere ad ora)) se fosse stato "ristretto" ad una durata di 15 o 20 ore, potando così pesantemente i noiosi ed inutili dialoghi, evitando totalmente il debilitante rush finale di spiegoni ed omogeneizzando maggiormente lo svolgersi della trama alle sezioni di gameplay, che di fatto risultano due entità distinte e nettamente separate nel loro contesto;
- Tirando le somme, Death Stranding è stato un gioco più bello sotto il lato concettuale che non pratico, un qualcosa che, purtroppo e a malincuore, non è abbastanza per gli standard moderni, nè come gameplay nè, soprattutto, come narrazione, eppure…

 No.145653

>>145652

Pt 3

IN CONCLUSIONE…
È facile fare gli splendidi con un titolo del genere. Sedersi e commentare ogni passo compiuto nel mondo di gioco come un trattato accademico di fenomenologia, troppo elevato per essere compreso dal popolino. O anche solo cercare un senso in questa follia apparentemente indistricabile. Io ne ho trovati svariati, modestamente, ma non intendo eccedere d'ego e condividerli con voi, sapete perché? perché reputo Death Stranding un'esperienza degna di essere vissuta, e dalla quale estrapolare in proprio le conclusioni che nell'intima solitudine si svelano a noi, consapevoli che anche altri hanno compiuto i nostri stessi passi, come testimonia tutto ciò che hanno lasciato nella mappa per aiutarci nella traversata. Ma, quasi paradossalmente, è un gioco che non consiglierei a nessuno, mai nella vita. Badate bene ai termini che ho adoperato: esperienza e gioco. Esperienza è ciò che, in un ambito mediatico da spettatori, acquisisci passivamente dalla visione di un'opera audiovisiva; il gioco è fruizione d'esperienza in maniera attiva, invece! Death Stranding è, o meglio dovrebbe essere, un videogioco, peccato tenda spesso e volentieri più al VIDEO, lasciando il GIOCO in balia delle onde, e anche allora, questa prima metà della parola composta oscilla candidamente tra l'orrido e l'affascinante, senza mai veramente coinvolgere davvero (se non sul finale, ma l'avrete già intuito!), ma… e forse qui c'è il genio: lo fa tenendoci appesi all'amo della trama sino alla fine. In dovere di ciò, mi sento in qualche modo obbligato a lodarlo, e lodare anche il buon Kojima: non è il gioco rivoluzionario ed incredibile che i media ci avevano pubblicizzato, nè il gioco della generazione o uno dei migliori di tutti i tempi, neanche lontanamente, ma non è altresì una schifezza immonda da bidonare alla prima occasione o un titolo pretenzioso e privo di qualsivoglia intrattenimento, perché (rilevo da parte mia) almeno ha una visione che porta a concretizzarsi (nelle ultime tr… oh, lo sapete!), e lo fa in un modo seriamente mai visto o sperimentato prima (e che, sinceramente, non vorrei mai più vedere riproposto), e ci mette tanto coraggio e tanta arroganza, rompendo la conformità dei giochi AAA con un qualcosa che solo un cocciuto, megalomane, egocentrico e geniale autore come Kojima saprebbe fare! Ci servono altri Death Stranding nel mondo dei videogiochi, così come ci servono altri Kojima, non per creare culti fanatici attorno alle loro personalità, ma per poter farci donare del nuovo e sorprenderci tutti, sia nel bene che nel male, e farci riflettere ancora di più su cosa sia il gioco in sè e cosa ci spinge a giocare.
Mai parole, infine, furono più veritiere e sintetiche: Death Stranding è, in ogni suo aspetto, un gioco di Hideo Kojima, tra i picchi di genialità e gli abissi di incontrastata follia, e con questo non vi è nient'altro da dire.
Non ho voluto eccedere con le stelline, ne ho assegnate tre per non sbilanciarmi troppo e restare sul mediano. Dipende tutto purtroppo dalla vostra sensibilità e pazienza. Se cercate un gioco meraviglioso… comprate altro, lo dico col cuore. Se invece siete alla ricerca di un'esperienza mai fatta, Death Stranding è d'obbligo, ma non dovrete mollare al primo segno di cedimento (e avrete capito che se ne presenteranno tanti).
Per quanto mi riguarda, Death Stranding è un solidissimo e definitivo 8/10, e mi ci sono divertito ed appassionato, a tratti anche in maniera eccessiva per ciò che accadeva, ma non vorrei mai vedere un prossimo capitolo di questa storia, e mi auguro rimanga un qualcosa di unico ed irripetibile nella vita, così come lo è la presenza del buon vecchio Kojima. Oggettivamente, però, non posso dargli nulla di più alto di un 6/10.
Aspetto un tuo ritorno Hideo! E al massimo della forma stavolta! Dacci un titolo che tutti possono apprezzare la prossima volta e… possibilmente, fa sì che ci sia solo UNA schermata dei titoli di coda, anzichè due! Leggere il tuo nome per ben una trentina di volte è stancante, sai?



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