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 No.146598

Enniente. Gioco fortemente sottovalutato, poiché affronta struppi, suicidi e abusi/incesti senza buttarla sul petaloso o sull’horror. Questo lo rende inadatto allo streaming o all’algoritmo YouTube.
È molto relatable per chi ha vissuto situazioni pesanti in famiglia. Il futuro distopico che rappresenta è grottesco e surreale, ma anche credibile nella costruzione. Un mondo di soli uomini, di valori mascolini che si scontrano con la loro sterilità in assenza di donne da impressionare o sopraffare. La solitudine soffocante accompagnata dall’incapacità di un abbraccio collettivo. La forma più intima di contatto fisico il wrestling (“l’arte più completa”). Raccontarsi il proprio mondo interiore davanti a un fuoco cercando di prenderne consapevolezza, in modo ottuso, senza i mezzi per riconoscere e organizzare i sentimenti, con 5 strati di orgoglio a fare da muro tra due pelati muscolosi. L’alcolismo e la tossicodipendenza come performance di coraggio, autodistruzione fisica come delirio di immortalità. I corpi deformati, gli obesi giganti. La sessualità violenta, esplosiva, ingestibile, coi i giornaletti porno come valuta di scambio e i maschi più deboli che lo prendono nel culo, perché come in carcere ogni buco è trincea. Quella tristezza maschia e amara di non saper risolvere mai un lutto. Sono scimmie e gli vuoi bene, perché fanno tenerezza.

Come (j)rpg non il massimo della profondità tattica, ma ci prova.
Belle tutte le dinamiche di sacrificio permanente e spesso obbligatorio (si sceglie cosa/chi sacrificare), coerenti con la narrazione.
Bello esplorare il mondo di gioco in quel modo platform/puzzle, coi danni da caduta e le zone segrete da raggiungere facendosi male.

A volte scade su delle cazzate creepy minorenni a la yume nikki e la scrittura non è sempre all’altezza.

Relativamente breve (che è un bene). Costa un cazzo. Consigliato a chi gradisce la formula jrpg ma è troppo vecchio per avventure ridicole di 200 ore di grinding e cutscene ritardate tipo i Tales Of, Final Fantasy o sarcazzo.

 No.146601

Bella recensione, scrivi bene.

 No.146602

>>146601
Grazie anon duepuntitre

 No.146604

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Gran bella recensione anon. Anche io giocai a Lisa anni fa quando uscì, ne ho un ottimo ricordo, su steam dovrebbe esserci anche il "secondo" capitolo della serie, Lisa the Painful, a cui però non ho mai giocato.
È un gioco davvero particolare, consigliatissimo anche per chi non è un appassionato di vidya

 No.146612

>>146604
Grazie anche a te anon.

Non so se hai fatto confusione tu o se ho creato confusione io, ma come da titolo parlavo appunto di LISA: The Painful. I giochi della serie sono 3

>LISA (di solito nella community lo chiamano LISA: The First)

Che è un clone di yume nikki non divertentissimo e un po’ immaturo sotto tutti i punti di vista. Non credo sia su steam. Non é richiesto giocarci per poter godere di

>LISA: The Painful


Che è quello che ho descritto ed è un po’ il gioco centrale, quello che tutti consigliano. Poi c’è

>LISA: The Joyful


Che è un sequel ufficiale con meccaniche identiche, da quello che so. Mi puzza un po’ di DLC per milkare la fanbase, quindi per ora sto evitando. Potrei ripensarci.

 No.146616

>>146612

Hai detto bene, mi sono sbagliato io e ho fatto confusione con i vari titoli, ma me ne sono reso conto dopo aver postato

 No.146617

>>146598
>cazzate creepy minorenni a la yume nikki
Quali sarebbero le cazzate in Yume Nikki?

 No.146620

>>146617
Eh, beh, non posso farti esempi specifici, non parliamo di scrittura in senso stretto. Diciamo che esteticamente non si dimostra troppo maturo, è "creepy" nel senso internettiano memoso del termine

 No.146621

>>146620
In Yume Nikki non vedo l'intento di creare un'ambientazione tipo creepypasta, nel gioco gli elementi horror sono pochissimi, anche se sono gli unici che il pubblico sembra notare.
In Yume Nikki vedo principalmente l'intento di rappresentare le sensazioni della vita in isolamento con immagini astratte.
L'estetica internettiana-memosa di cui parli è nata dopo Yume Nikki e l'ha copiato senza comprenderlo.



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