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 No.1385

Dunque anonimi, da quando ho iniziato a fare meditazione ho migliorato le mie capacità di introspezione, ma quando non la faccio perdo ogni stabilità, più di quanto la perdessi già prima. Che cazzo mi succede?

 No.1387

Boh. Ci possiamo pensare insieme. E puoi meditarci su.
-Cosa significa "quando non la faccio"? Un giorno, una settimana, …?
-Perché non mediti? Perché non trovi tempo da dedicare a te stesso o perché non hai voglia? Ovvero: il non meditare potrebbe essere un sintomo e non una causa.
-Ti ritieni più speciale di prima? Forse sei in un trip egoico.

 No.1388

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>>1387
Ti do una risposta seria in serata, anon. Che la mancanza di costanza sia un sintomo e non una causa dell'instabilità che dicevo è un buon punto. Per il momento dankerini.

 No.1391

>>1387
Ok ci sono, mi sono appena liberato.
Fino a qualche tempo fa meditavo abbastanza assiduamente almeno una volta al giorno, vedevo che era molto efficace nel tenermi "inquadrato": presente nel momento, senza partire per tangenti troppo assurde, più connesso con me stesso e in grado di prendere decisioni importanti per la mia vita. Il tipo di meditazione che facevo era del semplice pranayama (che mi aveva insegnato la maestra di yoga). Personalmente cercavo l'abbandono delle imposizioni della parte razionale e la connessione con il corpo. Spesso ho finito per identificarmi con l'azione stessa del respiro. Che era una sensazione molto forte ma non molte cose di più. La mia pratica quotidiana è durata circa un annetto. Poi, fra una influenza e dei dispiaceri relazionali, ho perso la costanza e la motivazione per rimettermi a meditare. Guardacaso da allora ho perso quel senso di "inquadramento" e sono molto più allo sbando. Ho messo in relazione le due cose perché già quando praticavo assiduamente mi era capitato di avere dei piccoli periodi in cui saltavo la sessione di meditazione, e puntualmente cominciavo a sentirmi di nuovo sbandato, a fare orari assurdi, ritmi sballati, a chiudermi su internet tutto il giorno, a non mangiare ecc ecc. E riprendere i ritmi di seduta mi dava un po' una mano a rimettermi in carreggiata.
Dunque, al momento sono due anni che sono in uno di questi momenti sballati. Ovviamente ci sono stati tutta una serie di problemi personali e relazionali nel frattempo che non sto qua a raccontare, ma insomma ovviamente la mancanza di costanza nella meditazione non è l'unico fattore.
Quello che evidenziavo in op non era tanto che senza la meditazione sbrocco, ma che mi sembra che i periodi in cui sbrocco arrivino molto prima, tanto che in passato mi è successo di notare una relazione fra le due cose (es. non ho meditato -> guardacaso ho fatto le cinque del mattino). Scrivendo questo post ho più l'impressione che la meditazione mi aiutasse a essere cosciente di cosa fosse caos e cosa no, e di tenerlo meglio a bada. Le crisi le ho sempre avute, anche prima di iniziare a meditare o prima di saltare le sessioni.

Non tutte le "decisioni importanti" che dicevo prima sono state decisioni brillanti. O meglio, non tutte mi hanno portato dei buoni risultati. Non so se può essere uno dei fattori per cui sotto sotto mi sto rifiutando di riprendere a meditare quotidianamente.

 No.1392

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Chiedo scudo se mi autobumpo. Sembra che il commento di prima non sia stato preso dal sistema e non ha bumpato il filo

 No.1394

>>1391
penso che meditare ti aiuti sinceramente a vivere meglio più che altro perché è parte di una disciplina che ti autoimponi e che magari per te è la pietra angolare di una certa quantità di imposizioni benefiche per i tuoi ritmi e l'umore. Non è possibile che non meditare una sera ti faccia andare a dormire alle 5 di notte, piuttosto è facile che non meditare ti tolga dal mindset positivo di cui parli.
Un saluto e un abbraccio anon, fai le cose che ti fanno stare bene a tutti i costi, anche se è più facile essere indulgenti e lasseiz faire verso se stessi quella è la strada corta, che da qualche parte ti porta, ma difficilmente in un psoto di valore.

 No.1395

>>1394
>Non è possibile che non meditare una sera ti faccia andare a dormire alle 5 di notte
È però anche vero che la meditazione comporta dei rischi acuti, che si possono vagamente inserire sotto l'ombrello "dark night of the soul". Pochi libri e maestri ne parlano, principalmente perché è un fenomeno che capita più avanti, ma la meditazione non è petalosa come alcuni vogliono far credere. Ci sono stati anche casi di meditazioni guidate e non con dei partecipanti in panico, con la guida che non sapeva che cazzo fare o che cazzo stesse succedendo. Non mi pare questo il caso perché OP se ne sarebbe accorto. Viceversa ci potrebbero essere degli effetti che si accumulano nel tempo, stile "iniziazione", che è critica per definizione. Forse in questo (effettivamente molto lungo) periodo stai passando a un nuovo stadio della tua vita, la violenza della crisi è proporzionale all'importanza dell'iniziazione stessa ("iniziazione" anche e soprattutto in senso concreto: nuovo lavoro, relazione, casa, …). Però mi viene comunque da rimanere sulla mia prima ipotesi: non meditare come sintomo; tutto questo era solo per non levare alcuna possibilità.

 No.1396

È molto semplice OP: le meditazioni e le pratiche orientali non sono adatte all'uomo occidentale contemporaneo. Possono infonderti un falso senso di chiarezza, che è fallace perché come hai ben notato diventa una nuova droga, un addormentamento sostitutivo, una dipendenza.

Interrompila e cerca di sviluppare una vera chiarezza e liberazione, più in linea con la tua natura.
Inizia con la pratica dell'osservazione dei pensieri: in silenzio, chiudi gli occhi e lascia che il flusso dei pensieri ti scorra davanti, cercando però di non interagirvi.
La chiave dell'esercizio è prendere consapevolezza del tuo non essere autore dei tuoi pensieri: se tu non vuoi pensare, eppure quei pensieri si muovono, allora chi li sta pensando?
Falla tutti i giorni e ci risentiamo fra un mese.

 No.1397

>>1396
di nuovo Jung, vè?

 No.1398

>>1396
>No, anon, non devi meditare, devi meditare.
>>1397
Come se Jung non avesse utilizzato l'I Ching, poi.

 No.1399

>>1397
Che c'entra Jung?
>>1398
Cabalafag ancora una volta dai dimostrazione di un'ignoranza invidiabile.
Concentrazione =/= meditazione

 No.1400

>>1398
>Come se Jung non avesse utilizzato l'I Ching, poi.
non ho capito l'argomentazione
>>1399
Praticamente quando parli di
>Inizia con la pratica dell'osservazione dei pensieri: in silenzio, chiudi gli occhi e lascia che il flusso dei pensieri ti scorra davanti, cercando però di non interagirvi.
La chiave dell'esercizio è prendere consapevolezza del tuo non essere autore dei tuoi pensieri: se tu non vuoi pensare, eppure quei pensieri si muovono, allora chi li sta pensando?
sembri descrivere l'immaginazione attiva di Jung

 No.1401

>>1399
>Concentrazione =/= meditazione
Guarda, stai descrivendo (un esercizio del)la mindfulness/meditazione vipassana. Solo perché non prescrivi asana, pranayama e body scan non è che l'esercizio sia sostanzialmente differente.
>>1400
>non ho capito l'argomentazione
Che pure Jung era ben dentro i paradigmi orientali. Rifiutare la meditazione orientale "perché jungiano" è da ritardati.

 No.1402 SALVIA!

Sempre >>1401
Poi assurdo prescrivere un esercizio di "concentrazione" senza neppure sapere che metodo OP stia seguendo fra i millemila. Ma giusto, ho un'ignoranza invidiabile, cazzo ne posso sapere.
t. cabalafag come fai a sapere che sono sempre io baww

 No.1405

>>1401
>Che pure Jung era ben dentro i paradigmi orientali. Rifiutare la meditazione orientale "perché jungiano" è da ritardati.
Wut, come sei arrivato a questo conclusione? Non ho detto nulla di simile

 No.1406 SALVIA!

>>1405
Non era una critica a te, era una (eventuale) critica all'anon sopra di te.

 No.1407

Op qui. Ho aspettato un po' a rispondere per riflettere un pochino. >>1394 mi sembra il consiglio più ficcante, finora, e a cui sono più grato. È da ieri sera che ogni tanto ci penso. Effettivamente il periodo in cui meditavo tanto era anche un periodo in cui facevo delle altre attività che mi soddisfacevano e che indirettamente ribattevano alcuni degli stessi principi che mi piacevano della meditazione. Nel momento prima della pandemia ero un po' in crisi di mio, ma nel momento in cui è scoppiata mi sono sentito peggio proprio perché quelle attività che mi facevano stare meglio si sono fermate tutte insieme. La meditazione o quello che possa essere effettivamente quello che io chiamo meditazione, magari se ne riparla per me aveva effettivamente il ruolo di "pietra angolare" in una serie di attività che mi aiutavano a tenere un "mood positivo". È possibile che se quelle attività fossero ricominciate avrei ricominciato a fare meditazione come prima e a vivere la vita come facevo a fine 2019 (fra alti e bassi, e con un po' di sforzi positivi).
Grazie ancora a tutti gli anon per il supporto <3

 No.1408

>>1400
Non ti so dire perché non ho mai approfondito Jung, ma c'è da dire che non era un esoterista.
>>1401
Forse ti è sfuggito che ho detto "inizia". L'osservazione dei pensieri è solo il primo passo verso altri esercizi, che poi compongono l'ossatura delle pratiche occidentali, come i cinque esercizi di steiner, la concentrazione sull'oggetto insignificante di scaligero, gli esercizi di evola in Ur. Capirai che è molto diverso il meditare fine a se stesso dal "meditare" per poi passare ad altro.
Sempre che lo sia: è evidente la tua ignoranza dal tuo immaginare che l'esercizio non sia diverso, quando lo scopo è proprio liberarsi da tutte le dinamiche orientali - una fra tutte, il controllo del respiro, che per l'uomo occidentale moderno è inutile e dannoso.
>>1402
>senza neppure sapere che metodo OP stia seguendo
È evidente che OP stia seguendo una via orientaleggiante e quindi deleteria. Se non avessi un'ignoranza invidiabile lo avresti capito.
>come fai a sapere che sono sempre io baww
Perché posti ovunque e tutti i tuoi post sono adombrati dalla medesima spocchia di chi pensa di aver capito qualcosa perché ha letto un sacco di libri e si è calato qualche allucinogeno, e quando si raccomanda agli altri non ha davvero voglia di spiegarsi, di aiutarli, di farsi comprendere, ma solo di rafforzare la propria visione del mondo.

 No.1410

>>1408
Definisci "uomo occidentale moderno"

 No.1411

File: f0a130c9b329efb4d927c303a9….jpg (566,26 KB, 1200x1600)

>>1410
Non è mica qualcosa che si può definire.
Esiste una spiritualità europea che è passata su percorsi diversi da quelle orientali, dal mondo egizio all'esperienza romana all'incarnazione di cristo, che ha dovuto sgusciare fra la mistica medievale, l'illuminismo e il romanticismo, il positivismo e lo spiritismo… Tutte eredità che vivono nell'animo di chi, volente o nolente, deve fare i conti con questo punto di partenza.
Intendiamoci, perennialismo best waifu: la Verità è una e le Vie molte, ma se esistono molte vie è perché tante sono le spiritualità e vanno conosciute.

Il dramma moderno è che i nemici dello spirito hanno capito che negarlo è controproducente: l'illuminismo ha avuto come immediata reazione il romanticismo. Al positivismo ottocentesco è esploso in faccia lo spiritismo, e così via.
Quindi non lo negano, ma lo cavalcano - lo pervertono: da qui le fantasie new age, il neocalvinismo, quelli che vanno a cercare il papa in India, il fruttivendolo che ti parla di come siamo tutti connessi zyo, i guenoniani che si gettano ai piedi dei maestri, le wicca che saltellano nei boschi, i neopagani che come al solito non capiscono un cazzo…
L'orrore di oggi non è più il materialismo, ma il transmaterialismo.
Avere contezza di cos'è e cosa non è una giusta Via è quanto mai necessario.

 No.1412

>>1408
Ti dedico qualche minuto, mio caro trollino, così gli altri anon possano evitarti.
>Non ti so dire perché non ho mai approfondito Jung, ma c'è da dire che non era un esoterista.
Pur essendo stato (quasi) sempre accademico, senza Jung non avremmo alchimia, ad esempio, o una solida comprensione dei percorsi iniziatici.
>Forse ti è sfuggito che ho detto "inizia".
Se vuoi andare a Roma e sei a Venezia devi andare a sudovest, se sei a Napoli devi andare a nord. Se sei a Catania e vai a nord ti ritrovi in mare.
>come i cinque esercizi di steiner
>esercizi di evola
>liberarsi da tutte le dinamiche orientali
>steiner
>evola
>occidentale
>steiner
>evola
>occidentale
Ma sei ritardato? L'antroposofia è realmente lontana dai paradigmi autenticamente occidentali. Poi Evola chi? Quello che si è letto qualche fonte secondaria sullo yoga e ha cominciato a divulgare inesattezze a destra e a manca? Evola chi? Quello che a 47 anni è preda delle illusioni e si fa centrare da una bomba russa? Ah, sono la stessa persona?

 No.1413 SALVIA!

>>1408
>una fra tutte, il controllo del respiro, che per l'uomo occidentale moderno è inutile e dannoso.
Ah, un'altra nota per dire che sei pieno di merda.
https://it.wikipedia.org/wiki/Esicasmo

 No.1415

File: x1080[1].jpg (228,4 KB, 1920x1080)

IQF:

 No.1416 SALVIA!

>>1412
>>1413
Come al solito, con una simile superficialità, discutere con te è inutile. Sei imbarazzante.
Torna a seppellire il naso nei tuoi libriccini, lì almeno non farai danno.

 No.1417

>>1416
Ma vaffanculo, io sono ben entrato nel merito delle tue stronzate, tu insulti e basta.

 No.1418 SALVIA!

>>1417
Non si gioca a scacchi con un piccione.

 No.1419

>>1418
Perché ti stai dando del piccione? Loro non diffondono disinformazione. Ti faccio un riassuntino?
-Proponi un esercizio comune a parecchie forme di meditazione, senza sapere quale tipo di meditazione OP stia praticando. Ma ovviamente ti nascondi dietro le paroline, "concentrazione" non è "meditazione". A sapere un po' di psicologia buddista potresti riformulare l'esercizio in termini dei cinque aggregati. Prima pagliacciata.
-Quando te lo faccio notare tiri fuori presunte "pratiche occidentali", citando Steiner, che deve molto alla teosofia (quindi "occidentale" un cazzo), ed Evola. Evola per alcune cose è buono (i simboli), per altre è pessimo (come cazzo puoi prendere sul serio un tizio che ha scritto "La dottrina del risveglio" e "Lo Yoga della potenza" a partire da fonti secondarie?). Poi considerare Evola come esempio iniziatico è follia, per l'esempio già citato. Ovviamente non riprendi tecniche meditative occidentali come…
-l'esicasmo e le diverse tecniche di Abulafia, giusto per citarne due nelle quali il respiro è importante. A che pagliacciata siamo arrivati? Ho perso il conto.
-Volersi impuntare su concetti come "occidentale" e "orientale" è totalmente antistorico, basti vedere le reciproche influenze dirette fra gnosticismo e buddhismo.
Non so se su jukay c'è un filo adatto a te, potresti aprirlo per stare in mezzo ai lupacchiotti.

 No.1420 SALVIA!

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 No.1421 SALVIA!

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>>1420
So chi sei.

 No.1422 SALVIA!

>>1421
Ma ci sono delle tecniche per non capire mai un cazzo?



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