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 No.1829

Negli anni in cui mi sono occupato del fenomeno dei rapimenti alieni, quando ho dovuto spiegare agli abdotti che mi chiedevano aiuto i concetti legati allo sviluppo della coscienza fondamentali per la loro liberazione, mi sono ritrovato spesso, in modo del tutto naturale, a citare il film Matrix. Ho usato questo assoluto capolavoro dei fratelli Wachowski uscito nei cinema nell'ormai lontano 1999 per far “vedere” all’abdotto come si fa, perché le immagini, su un piano comunicativo, sono più efficaci delle parole. Poi mi sono reso conto che, citando anche i testi di Matrix, riuscivo meglio a sintetizzare i principi su cui si basa di fatto la liberazione dalle interferenze aliene che io stesso avevo elaborato. Mi sono accorto, insomma, che non avevo inventato nulla, che tutto probabilmente era da molto tempo già scritto e che la pellicola è un in tutto e per tutto, immagine per immagine, parola per parola, un manuale di liberazione a cui, in sostanza, serve aggiungere poco, sempre che vi sia una comprensione ed un’acquisizione concettuale profonda dei messaggi contenuti nel film. Il problema è questo, è comprendere cioè un nuovo linguaggio, in questo caso il linguaggio metaforico e simbolico, peraltro su più livelli, di Matrix. Per imparare a leggere Matrix, come per tutte le lingue, occorre conoscerne i termini e la grammatica.

Dal momento che, come abbiamo già detto, questa è fondamentalmente una scuola, inauguro il “Corso di Matrix” che ha appunto l’obbiettivo di fornire agli abdotti le basi per la liberazione dalle interferenze aliene. Matrix fungerà da “libro di testo” del corso, da linea guida e da spunto per tutta una serie di considerazioni in merito a tutto ciò che ruota intorno al fenomeno dei rapimenti alieni. Invito gli abdotti, e perché no anche i non abdotti, a scaricare il film e a consultarlo frequentemente.
Lezione 1 - Trinity
Nulla in Matrix è casuale, nemmeno il fatto che il primo personaggio che appare nel film sia Trinity. Cominciamo dal nome, Trinity ovvero Trinità. Nel caso di questo personaggio il nome, al contrario di tutti gli altri personaggi, come vedremo, è volutamente esplicito e fa un chiaro riferimento alla trinità divina, vale a dire a Dio. Perché il riferimento è così esplicito? Perché è bene che lo spettatore capisca subito che il divino qui è rivelato, è senza mistero ed è al centro di tutto. Trinity è, in sostanza, Anima. E’ quella parte divina dentro gli (alcuni) esseri umani. Dan Brown direbbe che è il femminino sacro. 

Nemmeno l’aspetto di Trinity è casuale. I registi hanno scelto Carrie Anne Moss seguendo un criterio abbastanza preciso. Avevano bisogno di un’attrice che rappresentasse i simboli dell’Anima nella cultura mistico esoterica. Quali sono? Sono, ad esempio, la Luna, l’acqua, il colore blu. L’attrice è bellissima, ma pallida, capelli neri, occhi azzurri. Se io dovessi scegliere un’attrice che rappresenti la Luna, direi che la Moss è perfetta. Il viso è pallido e rotondo come la Luna. Il nero dei capelli è come lo sfondo del cielo notturno che fa da contorno alla Luna. Il blu degli occhi è il colore associato all’acqua, quindi all’Anima.
Prima di proseguire, e prima che si pensi che io stia un po’ stiracchiando l’interpretazione a mio uso e consumo, è bene tenere presente un principio fondamentale della comunicazione secondo il quale il simbolo, la metafora o l’archetipo - siano essi sotto forma di immagine, suono, numero o parola - sono messaggi potentissimi che arrivano direttamente all’inconscio dello spettatore. Chi ha realizzato Matrix ha voluto, senza ombra di dubbio, veicolare implicitamente un messaggio al maggior numero di persone possibile e se consideriamo che il film è stato visto (e rivisto) da miliardi di persone, direi che l’obbiettivo è stato ampiamente raggiunto.
Il film si apre con il dialogo al telefono tra Trinity e Cypher rivelando da subito un aspetto importante: Anima attende il risveglio dell’Uomo, lo ama, è intimamente connessa a lui, ma fino a che egli dorme lo può solo osservare, non può fare nulla, non può essere parte attiva della sua esistenza, perché non può violare il suo libero arbitrio. E’ quello che sperimentiamo con gli abdotti ogni volta, nessuna esclusa. Nell’abdotto Anima è assolutamente passiva perché la sua coscienza di fatto dorme, è soggiogata dalle logiche del mondo materiale che condizione la mente. E’ cioè un essere umano che non ha coscienza di sé e del proprio potere divino. Se così non fosse, non sarebbe abdotto.


Gli agenti sfondano la porta della stanza numero 303 dell’hotel Heart e lì abbiamo la prima immagine di Trinity. IL riferimento al numero 3 è quasi banale ed è un ulteriore richiamo alla trinità divina. Perché non semplicemente stanza 3? Perché Matrix è il mondo del duale dove tutto è separato. Meno immediato è il richiamo al “luogo” in cui Anima ha sede, ovvero nel Cuore (in inglese Heart) simbolo di amore e vita.
Nel primo fotogramma in cui compare, Trinity è in primo piano, il suo viso è su uno sfondo nero e dietro ha le luci delle 4 torce degli agenti. L’immagine è simbolica: il viso di Trinity sullo sfondo nero richiama l’immagine della Luna nel cielo nero della notte e le luci delle torce rappresentano le stelle.


Per Trinity i 4 semplici agenti di polizia non sono un problema. Loro sono umani e nessun uomo può fermare Anima. Un pericolo per lei, se giace in un uomo incosciente, sono semmai gli agenti. Vedremo in seguito cosa essi rappresentano. Lei infatti liquida i poliziotti con facilità. Da notare come la posizione da combattimento che lei assume sia un chiaro riferimento al Cristo in croce. Qui gli autori ci stanno dicendo che la cultura a cui fanno riferimento è il Cristianesimo Esoterico. Non sto dicendo che gli abdotti per liberarsi devono mettersi a pregare davanti ad un crocifisso. Questa è la liturgia della Chiesa che ha preso i simboli appartenenti ad una determinata antica cultura e ne ha stravolto il significato. Il Cristo rappresenta ciò a cui l’uomo deve mirare, la ricerca della forza divina interiore, il riconoscimento, l’incontro e l’unione con essa, un centro spirituale slegato dalle logiche della materia.


La scena prosegue con la fuga di Trinity sui tetti. Dove trova la salvezza Trinity? In una finestra. Per raggiungerla Trinity salta e compie un volo impossibile per un essere umano, un volo alla Superman attraverso una finestra. Il telaio della finestra, ancora una volta, forma una croce. Trinity rotola poi giù per le scale, si gira e punta le pistole verso la finestra che ha sfondato. Il vetro rotto ora è come se disegnasse le lancette di un orologio che segna le 3 meno 1 minuto. Abbiamo qui una serie di potenti metafore: puoi sfuggire al giogo se sei consapevole della tua forza così come un supereroe che può volare; il Cristo, la croce, è salvezza, rifugio, il divino interiore di cui abbiamo già parlato; le scale rappresentano la discesa nell’inconscio e Trinity (Anima) è lì che cade, lì trova la sua forza, perché in Matrix, dove vigono le regole della materialità, lei è vulnerabile (non dimentichiamo che in questa scena Trinity è dentro Matrix); l’orologio che segna le 3 meno 1 minuto sta ad indicare che all’essere divino manca l’Uno, cioè l’Uomo, per essere completo, l’Uomo che in Matrix è rappresentato da Neo, the One (anagramma di Neo), l’Uno. Nella versione italiana “the One” è stato tradotto come “l’Eletto”.

 No.1830

>>1829
Matrix è un'allegoria trans. Saluti.

 No.1831

>>1830
E il trans è il viaggio dell'eroe. Aslutti.

 No.1851

>>1830
>>1831
Tolte le cazzate che dite, vi va di parlarne seriamente?



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