[ home ] [ indice ] [ b / s / x / hd / 420 ] [ aco / v / cul / yt / ck / mu / pol ]

/x/ - Ics

Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn
Nome
Email 
Messaggio

File
Embed
Password

  [Vai in fondo]   [Catalogo]   [Torna]   [Archivio]

File: adjani-wtf.jpeg (26,57 KB, 720x720)

 No.291

>Synchronicity (German: Synchronizität) is a concept, first introduced by analytical psychologist Carl Jung, which holds that events are "meaningful coincidences" if they occur with no causal relationship yet seem to be meaningfully related.

https://en.m.wikipedia.org/wiki/Synchronicity

>Apophenia is the tendency to perceive meaningful connections between unrelated things. The term (German: Apophänie) was coined by psychiatrist Klaus Conrad in his 1958 publication on the beginning stages of schizophrenia.


https://en.m.wikipedia.org/wiki/Apophenia

Come le distinguo? Come capisco se sto impazzendo o no?

 No.292

Essere pazzi e' come avere le corna: sei sempre l'ultimo a scoprirlo. Se hai un amico VERO, chiedi a lui.

 No.293

Sei a un punto di svolta. Cerca "Chapel Perilous" di Robert Anton Wilson. Non ti dirò altro.

 No.294

Che se dici "oh, perbacco, che coincidenza" sei sano, se invece dici "è tutto un gombloddo gosmigo contro di me" sei se va bene scemo se va male psichiatrico

 No.1373

Sai anon, ci ho ragionato su questa cosa negli ultimi tempi. Penso che la differenza fondamentale sia sul fatto che gli eventi siano o meno davvero significativi. Jung nella sua autobiografia, in riferimento a un suo paziente che aveva subito una forte regressione:
>In quel periodo dovetti tenere una conferenza a B. Ritornai in albergo verso la mezzanotte - per un po' dopo la conferenza, mi ero trattenuto con alcuni amici - e andai subito a letto. Ma rimasi sveglio a lungo. Circa verso le due - dovevo appena essermi addormentato - mi svegliai di soprassalto, con l'impressione che qualcuno fosse entrato nella stanza, e la porta fosse stata aperta precipitosarnente. Immediatamente accesi la luce, ma non c'era niente. Pensai che
qualcuno avesse sbagliato porta, e guardai nel corridoio: ma anche lì c'era un
silenzio di tomba. "Strano" pensai "eppure qualcuno è entrato nella stanza!" Allora cercai di ricordare esattamente che cosa fosse accaduto, e mi sovvenni che
mi ero svegliato con la sensazione di un dolore sordo, come se qualcosa mi avesse
colpito prima alla fronte e poi alla nuca.
Il giorno seguente ebbi un telegramma che mi annunciava il suicidio dei mio paziente. Si era sparato. In seguito seppi che la pallottola era rimasta conficcata
nella parete posteriore del cranio.

Nei suoi scritti cita spesso anche un paziente che riceveva un vestito nero invece che il vestito ordinato di colore blu e poco tempo dopo una morte improvvisa gli faceva patire un lutto.

Ora, tornando al concetto di significativo, sono due situazioni inattese e una con una forte similitudine all'effettivo avvenimento e la seconda con un forte significato simbolico - il vestito che da blu diventa il vestito per andare ad un funerale, da tradizione occidentale -.

Nel caso dell'apofenia direi che è più una questione di collegare arbitrariamente delle cose che in realtà non hanno alcun collegamento.

 No.1374

Le distingui con EHY VEDO TUTTI I GIORNI I NUMERI UGUALI, OH VA BEH.
Invece che EHY VEDO TUTTI I GIORNI UGUALI PORCODIO STA FINENDO IL MONDO MORIREMO TUTTI.
Capito?

 No.1375

>>1374
*i numeri
t. uno che vede almeno 10 volte al giorno i numeri uguali.

 No.1376

File: 180807928_1894628167359095….jpg (82,93 KB, 548x614)

>>1374
Sì e no. Da un punto di vista tecnico può essere parecchio complicato, ma esiste una spiegazione semplice: la rappresentazione che ogni umano ha del mondo non è totalmente razionale. Per fortuna: la razionalità e la logica richiedono un sacco di capacità computazionale che non abbiamo per ogni cosa. Le sincronicità non agiscono sul causale; vedi un treno, le sinapsi fanno pew pew, giungi a chissà quale conclusione corretta. Tutto sta nel risultato.

 No.1377

>>1376
Da "L'uomo e i suoi simboli":
>Quando si arriva a comprendere che certi tipi di eventi «amano» verificarsi insieme con certi altri, in determinati momenti si può comprendere anche l'atteggiamento mentale dei Cinesi, le cui teorie mediche, filosofiche, e perfino quelle attinenti alla scienza delle costruzioni, si basano sulla «scienza» delle coincidenze significative. I testi classici cinesi non si chiedono, davanti a un evento, che cosa "lo abbia causato", ma piuttosto che cosa «ama» "verificarsi insieme con esso". Si può ritrovare lo stesso motivo di fondo nell'astrologia, e nel modo in cui i popoli di varie civiltà hanno fatto dipendere decisioni essenziali dal responso di oracoli, o dagli auspici degli àuguri. Si tratta, in tutti questi casi, di fornire una spiegazione della coincidenza, che si diversifica totalmente da quella che si incentra, in maniera diretta, nel rapporto causa-effetto. Elaborando il concetto di «sincronicità», il dottor Jung ha indicato in che modo è possibile pervenire a una più profonda comprensione delle interrelazioni fra psiche e materia.

con neanche troppe speculazioni ci si vede qualche parallelismo con la meccanica quantistica, concetti coi quali Jung era venuto a contatto (v. contatti tra Pauli e Jung) ma che non saprei dire se siano il seme o in parte una conferma delle idee di Jung (non intendo dire che Jung li utilizzasse per corroborare le sue idee, ma mi stupirei non ci abbia visto dei parallelismi rafforzando i suoi concetti sulla sincronicità)

 No.1378

>>1377
>ma mi stupirei non ci abbia visto dei parallelismi
Io ho l'allergia a tutte le memespiegazioni quantiche. Puoi approfondire le tue osservazioni?

 No.1379

>>1378
Il concetto di evento che può essere sia x che y fino a quando non lo osservi (detto nella maniera più banale possibile) mi sembra abbastanza calzante con il concetto espresso nella frase
>certi tipi di eventi «amano» verificarsi insieme con certi altri
e
>non si chiedono, davanti a un evento, che cosa "lo abbia causato", ma piuttosto che cosa «ama» "verificarsi insieme con esso"
cioè eventi che vanno oltre al tipico nesso causa-effetto ritornando al concetto di nesso acausale che è la pietra angolare della sincronicità

 No.1380

>>1379
Ah, ma è la solita fuffa. L'esistenza dei due nessi acausali (essenziale quello quantistico, interpretativo quello sincronistico) non dice nulla dell'altro.

 No.1381

>>1380
siamo su /x/, sto speculando delle similitudini su una cosa che conosco in maniera media (sincronicità, jung) e una che conosco molto poco (meccanica quantistica), mica ho pretesa di fare informazione lol

 No.1382 SALVIA!

>>1380
Ciao Freak



[Torna in cima] [Catalogo] [Torna][Invia una Risposta]
Elimina post [ ]
[ home ] [ indice ] [ b / s / x / hd / 420 ] [ aco / v / cul / yt / ck / mu / pol ]